Un uomo, assolto dopo aver trascorso 974 giorni in carcere con l'accusa di rapina, ha chiesto la riparazione per ingiusta detenzione. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta, confermando la decisione dei giudici precedenti. Il motivo del diniego è la 'colpa grave' dell'uomo. Nonostante l'assoluzione, il suo comportamento, caratterizzato da frequentazioni ambigue con i coimputati poi condannati e, soprattutto, da un periodo di latitanza trascorso insieme a uno di loro, ha creato una forte apparenza di colpevolezza. Secondo la Corte, questa condotta ha ingannato l'autorità giudiziaria, diventando la causa diretta del suo arresto e della detenzione. Di conseguenza, ha perso il diritto a ricevere l'indennizzo.
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