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Rinunzia

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40 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Conciliazione stragiudiziale: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio di lavoro a seguito di una conciliazione stragiudiziale intervenuta tra una grande società tecnologica e una lavoratrice. La società ricorrente ha depositato atto di rinunzia ai sensi dell'art. 390 c.p.c., regolarmente notificato alla controparte. Poiché l'accordo prevedeva anche la definizione delle spese di lite, la Corte ha disposto la compensazione integrale delle stesse, chiudendo definitivamente il contenzioso senza una decisione nel merito.
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Difetto di interesse e rinuncia in Cassazione
Una società industriale ha impugnato il diniego di rimborso della tariffa rifiuti per un'area di stoccaggio merci. Durante il giudizio di legittimità, i difensori hanno depositato un atto di rinuncia privo però di mandato speciale. La Suprema Corte ha stabilito che, sebbene l'atto non sia idoneo all'estinzione del giudizio ex art. 390 c.p.c., esso manifesta un inequivocabile **difetto di interesse** sopravvenuto. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile con compensazione delle spese tra le parti.
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Classamento catastale: guida alla rinuncia al ricorso
La controversia ha origine dal classamento catastale di un capannone prefabbricato destinato a logistica situato in un'area interportuale. La società proprietaria sosteneva l'attribuzione della categoria E/1, motivando la mancanza di autonomia funzionale rispetto al complesso interportuale. Al contrario, l'Amministrazione Finanziaria ha confermato la categoria D/7, rilevando la potenziale produttività di reddito autonomo del bene. Dopo due gradi di giudizio favorevoli al fisco, la società ha presentato ricorso in Cassazione, decidendo successivamente di rinunciarvi. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Classamento catastale: rinuncia e costi ricorso
Una società operante nel settore logistico ha impugnato il classamento catastale di un immobile situato in un'area interportuale. L'azienda richiedeva l'attribuzione della categoria E/1, sostenendo la mancanza di autonomia funzionale del bene. L'Amministrazione Finanziaria ha invece confermato la categoria D/8, ritenendo l'immobile potenzialmente produttivo di reddito autonomo. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, la società ha presentato ricorso in Cassazione, decidendo successivamente di depositarne la rinunzia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Rinunzia all’impugnazione e costi processuali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza emessa dal GIP. La decisione scaturisce dalla presenza di vizi originari dell'atto e dalla successiva rinunzia all'impugnazione depositata dalla difesa. Nonostante la rinunzia, la Corte ha confermato l'obbligo per il ricorrente di sostenere le spese del procedimento e di versare una sanzione pecuniaria alla Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: le conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia formale presentata dall'imputato tramite il proprio difensore. La decisione comporta l'applicazione della rinuncia al ricorso per cassazione, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 500 euro in favore della Cassa delle ammende.
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Estinzione del processo: la Cassazione chiarisce
Una società di ristorazione aveva impugnato una sentenza della Corte d'Appello. Tuttavia, nel corso del giudizio in Cassazione, ha presentato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalle controparti (due lavoratrici). Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che non vi fosse luogo a provvedere sulle spese legali, in applicazione delle norme procedurali.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
Una società, dopo aver perso in appello una causa per il risarcimento di merci smarrite durante un trasporto, ha presentato ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, la società ha rinunciato al ricorso con l'accettazione delle controparti. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, in quanto misura sanzionatoria di stretta interpretazione.
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Estinzione del processo: la rinuncia chiude il caso
Una grande società di radiodiffusione ha rinunciato al proprio ricorso per cassazione contro un ex dipendente. A seguito dell'accettazione della rinuncia da parte del controricorrente, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, senza pronunciarsi sulle spese, in applicazione dell'art. 391 c.p.c.
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Estinzione del processo: la Cassazione chiarisce
Un'azienda di arredamento ha rinunciato al ricorso in Cassazione contro una ex dipendente dopo aver raggiunto un accordo. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo e compensato le spese, confermando che l'accordo tra le parti pone fine alla lite e al giudizio di legittimità.
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Estinzione del processo: la rinuncia in Cassazione
Una società aveva presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. Successivamente, la stessa società ha rinunciato al ricorso e la controparte ha accettato tale rinuncia. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del processo, chiudendo definitivamente la questione senza una decisione nel merito e senza pronunciarsi sulle spese legali.
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Estinzione del processo: cosa accade con la rinuncia
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla società ricorrente e accettata dalla controparte. La decisione si fonda sull'articolo 391 del Codice di Procedura Civile, che in questi casi prevede la chiusura del giudizio senza una pronuncia sulle spese legali. Il caso evidenzia come l'accordo tra le parti possa determinare la conclusione anticipata di una controversia legale.
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Rinunzia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinunzia al ricorso presentata da tutte le parti. Il caso, originato da un'azione revocatoria per la vendita di una nuda proprietà, si è concluso prima della decisione di merito grazie all'accordo raggiunto tra i contendenti. La decisione sottolinea come la rinunzia al ricorso sia uno strumento processuale definitivo per porre fine a una lite.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un appello a seguito della rinuncia al ricorso presentata dall'imputato. La decisione evidenzia come la rinuncia al ricorso comporti la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende, come previsto dalla procedura penale.
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Estinzione del giudizio: quando la rinuncia chiude il caso
Una società e i suoi fideiussori, dopo aver perso in appello in una causa contro un istituto di credito per interessi usurari e commissioni, ricorrono in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, rinunciano al ricorso. La Corte Suprema, preso atto della rinuncia accettata dalla controparte, dichiara l'estinzione del giudizio. Questa decisione evidenzia come un procedimento possa concludersi per volontà delle parti, rendendo definitiva la sentenza precedente senza un esame nel merito da parte della Cassazione.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
Una società, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro un avviso di accertamento fiscale, ha comunicato di aver aderito a una definizione agevolata, dichiarando di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha interpretato tale dichiarazione come una rinuncia implicita al ricorso, dichiarandolo inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse e compensando le spese legali tra le parti.
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Estinzione del processo: rinuncia e conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo in una causa di lavoro a seguito della rinuncia al ricorso da parte della società datrice di lavoro e della relativa accettazione da parte del lavoratore. La decisione chiarisce che, in caso di estinzione, non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il processo
Una società, dopo aver presentato ricorso per cassazione contro una sentenza di secondo grado, ha depositato un atto di rinuncia. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del processo. La decisione evidenzia come la rinuncia al ricorso sia un atto che pone fine al giudizio, impedendo alla Corte di pronunciarsi nel merito della questione.
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Ricorso inammissibile: le conseguenze della rinuncia
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per furto. La decisione si fonda sul fatto che la difesa aveva precedentemente rinunciato al motivo di ricorso nel giudizio di appello. Tale rinuncia preclude la possibilità di riproporre la stessa doglianza in Cassazione, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Estinzione del processo per rinuncia: analisi del caso
Una società consortile e un dirigente avevano impugnato una sentenza della Corte d'Appello in materia di incarichi dirigenziali. Giunti in Cassazione, entrambe le parti hanno depositato una rinuncia ai rispettivi ricorsi, principale e incidentale, che sono state reciprocamente accettate. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, compensando integralmente le spese legali tra le parti.
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