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Rinuncia All'Impugnazione Penale

16 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rinuncia all’impugnazione penale: quando l’appello si ferma
Un Imputato, sottoposto a custodia cautelare per reati di droga, aveva presentato ricorso contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame. Successivamente, tramite il suo difensore, ha deciso di esercitare la `rinuncia all'impugnazione penale` presentata alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha preso atto di questa volontà, dichiarando il ricorso inammissibile. Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di 500 euro a favore della Cassa delle ammende, a causa della sua rinuncia.
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Rinuncia all’impugnazione penale: spese e sanzione restano valide
Un cittadino condannato ha presentato istanza di correzione di errore materiale contro un'ordinanza della Corte di Cassazione. Il provvedimento precedente aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso a seguito di una sua esplicita rinuncia all'impugnazione penale, condannandolo contestualmente al pagamento delle spese di giudizio e a una sanzione verso la Cassa delle Ammende. L'istante riteneva illegittimo tale addebito economico a fronte del ritiro spontaneo dell'atto difensivo. I Supremi Giudici hanno respinto la richiesta, ribadendo che l'applicazione delle spese e della sanzione pecuniaria è un effetto legale automatico derivante dalla declaratoria di inammissibilità per rinuncia, non costituendo alcun vizio o errore materiale del provvedimento.
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Rinuncia all’Impugnazione Penale: Il Ricorso Diventa Inammissibile
Un Condannato aveva chiesto al Tribunale di rideterminare la sua pena, ma la richiesta è stata dichiarata inammissibile. Il Condannato ha presentato un ricorso alla Corte di Cassazione. Successivamente, il suo avvocato, munito di procura speciale, ha validamente comunicato la rinuncia all'impugnazione penale. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione precedente e condannando il Condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende. La rinuncia all'impugnazione penale, se validamente effettuata, rende il ricorso non procedibile.
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Rinuncia all’Impugnazione Penale: Arresti Domiciliari e Ricorso Inammissibile
Un individuo, inizialmente in custodia in carcere, ha visto negata la sua richiesta di arresti domiciliari. Il suo difensore ha presentato ricorso. Successivamente, l'individuo ha dichiarato la `rinuncia all'impugnazione penale` perché aveva già ottenuto gli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della rinuncia, condannando l'individuo al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 500 euro a favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia all’Impugnazione Penale: Interesse Svanito, Ricorso Inammissibile
Un imputato aveva presentato ricorso contro un'ordinanza che aveva sostituito la custodia in carcere con gli arresti domiciliari. Successivamente, la misura cautelare è stata revocata. Per questo motivo, il difensore dell'imputato ha dichiarato di rinunciare al ricorso, non avendo più interesse. La Corte di Cassazione ha dichiarato la rinuncia all'impugnazione penale inammissibile per sopravvenuta mancanza di interesse, confermando che la revoca della misura cautelare ha reso inutile la prosecuzione del ricorso.
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Rinuncia all’Impugnazione Penale: Ricorso Inammissibile e Condanna alle Spese
Un Lavoratore, già condannato per un reato (art. 495 c.p.) e con condanna confermata in appello, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, il suo difensore, con procura speciale, ha successivamente trasmesso una dichiarazione di rinuncia all'impugnazione penale, firmata anche dal Lavoratore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile proprio a causa di questa rinuncia. Il Lavoratore deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende. Questo caso chiarisce le conseguenze della rinuncia all'impugnazione penale.
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Rinuncia all’Impugnazione Penale: Ricorso Inammissibile e Costi
Un Lavoratore ha presentato un ricorso contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. Successivamente, il Lavoratore ha formalmente ritirato la sua richiesta, esercitando la rinuncia all'impugnazione penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa di questa rinuncia. Di conseguenza, il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma di 500 euro a favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia all’Impugnazione Penale: Ricorso Inammissibile in Cassazione
Un Lavoratore, condannato per reati legati agli stupefacenti tramite patteggiamento, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha esercitato la sua Rinuncia all'impugnazione penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna e imponendo il pagamento delle spese processuali e una sanzione alla Cassa delle ammende. Questa decisione sottolinea l'irrevocabilità della Rinuncia all'impugnazione penale e le sue immediate conseguenze procedurali, chiudendo definitivamente la possibilità di riesame del caso.
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Rinuncia all’Impugnazione Penale: Ricorso Inammissibile e Costi
Un individuo, già condannato per calunnia (art. 368 c.p.) ma con reato dichiarato prescritto, ha presentato un ricorso per cassazione. Intendeva ottenere un'assoluzione nel merito. Tuttavia, il suo avvocato ha successivamente comunicato la rinuncia all'impugnazione penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha condannato l'individuo al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro a favore della cassa delle ammende, a causa della rinuncia all'impugnazione penale.
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Rinuncia all’impugnazione penale: condanna per furto confermata
Un Lavoratore, condannato per furto e uso indebito di carte di pagamento, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha esercitato la sua facoltà di rinuncia all'impugnazione penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il Lavoratore al pagamento delle spese processuali e di una somma di 500 euro a favore della Cassa delle ammende. Questo caso sottolinea l'importanza della rinuncia all'impugnazione penale e le sue immediate conseguenze.
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Guida in stato di ebbrezza: la rinuncia all’impugnazione penale chiude il caso
Un automobilista è stato condannato per guida in stato di ebbrezza. Ha presentato ricorso in Cassazione contestando la validità dell'accertamento alcolemico. Tuttavia, prima che la Corte potesse esaminare il merito, il ricorrente ha formalmente esercitato la sua rinuncia all'impugnazione penale. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile, condannando l'automobilista al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria alla cassa delle ammende a causa della rinuncia all'impugnazione penale.
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Rinuncia all’impugnazione penale: stop al ricorso e sanzione
Il Tribunale di sorveglianza revoca a una persona condannata gli arresti domiciliari esecutivi e respinge le richieste di misure alternative alla detenzione. La persona condannata propone ricorso per cassazione tramite il proprio difensore. In un momento successivo, sia la parte che il suo legale depositano un formale atto di revoca della propria azione giudiziaria. La Suprema Corte dichiara l'inammissibilità del procedimento a seguito della formale rinuncia all'impugnazione penale. I giudici applicano la disciplina di legge ordinando il pagamento delle spese processuali e imponendo alla parte rinunciante una sanzione pecuniaria di cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende, non sussistendo motivi per escludere la colpa nella declaratoria.
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Rinuncia all’impugnazione penale: spese a carico del condannato
Un cittadino ha impugnato davanti alla Corte di Cassazione la condanna inflitta dal Tribunale per i reati di lesioni personali volontarie e minaccia. Prima della decisione dei giudici, il difensore munito di procura speciale ha notificato formale rinuncia al ricorso tramite posta elettronica certificata. I giudici supremi hanno preso atto della volontà difensiva e hanno dichiarato inammissibile il ricorso. La rinuncia all'impugnazione penale non cancella tuttavia gli oneri economici della procedura giudiziaria. La Suprema Corte ha infatti condannato il ricorrente al pagamento di tutte le spese vive del procedimento e al versamento di una sanzione di cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende, rendendo definitiva la sentenza di condanna originaria.
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Rinuncia all’impugnazione penale: come evitare le sanzioni
Nel caso in esame, l'Imputato, accusato del reato di frode fiscale, ha proposto ricorso per Cassazione contro la decisione del Tribunale della Libertà di Milano. Successivamente, l'Imputato ha presentato una formale rinuncia all'impugnazione penale, sottoscritta di proprio pugno con firma autenticata dal difensore. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile proprio a causa di questa rinuncia sopravvenuta. Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato al pagamento delle sole spese processuali, venendo però esonerato dal versamento della sanzione pecuniaria alla Cassa delle Ammende, poiché la causa di inammissibilità non è dipesa da sua colpa grave.
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Rinuncia all’impugnazione penale: addio al ricorso ma restano le spese
L'Imputato, condannato per furto pluriaggravato, ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, il suo difensore ha inviato tramite posta elettronica certificata la formale dichiarazione di rinuncia all'impugnazione penale, firmata personalmente dall'assistito e con firma autenticata dallo stesso legale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso a causa della rinuncia, condannando l'imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia all’impugnazione penale: stop al sequestro e sanzioni
Il caso esamina la richiesta di alcune parti civili di restituire le somme percepite a titolo di provvisionale, chiedendo che venissero nuovamente sottoposte a sequestro conservativo dopo l'assoluzione degli imputati in appello. La Corte d'Appello aveva rigettato l'istanza, rilevando che il vincolo era già venuto meno a seguito di un precedente dissequestro. Le parti civili hanno quindi proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, i ricorrenti hanno depositato una formale rinuncia all'impugnazione penale. La Suprema Corte, preso atto della regolarità formale della rinuncia, ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle Ammende, chiudendo definitivamente la controversia sul vincolo cautelare.
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