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Rinuncia Al Ricorso — Anno 2025

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681 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso in Cassazione: estinzione
Una società cooperativa ha presentato rinuncia al ricorso per Cassazione avverso una sentenza di Corte d'Appello. La controparte ha accettato tale rinuncia. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, sottolineando che, data l'accettazione, non era necessario decidere sulla ripartizione delle spese legali. La decisione si basa sull'applicazione degli articoli 390 e 391 del Codice di Procedura Civile.
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Rinuncia al ricorso: il silenzio dopo la proposta
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della mancata richiesta di decisione da parte dei ricorrenti entro 40 giorni dalla comunicazione della proposta del relatore, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. Tale silenzio viene interpretato come una tacita rinuncia al ricorso, con conseguente condanna alle spese processuali a favore della controparte.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione, con un decreto presidenziale, ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'appellante, regolarmente accettata dalle controparti. La decisione, fondata sugli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, conferma che l'atto di rinuncia possedeva tutti i requisiti legali. Il provvedimento non si è pronunciato sulle spese del giudizio.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un istituto di credito ha presentato una rinuncia al ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello. La Corte di Cassazione, verificati i requisiti degli artt. 390 e 391 c.p.c., ha dichiarato l'estinzione del giudizio con decreto, senza disporre sulle spese data la mancata costituzione della controparte.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
Il decreto analizza un caso di estinzione del giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione. A seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti e della contestuale accettazione della controparte, la Corte ha dichiarato estinto il procedimento, senza pronunciarsi sulle spese. La decisione si fonda sull'applicazione degli articoli 390 e 391 del Codice di Procedura Civile, evidenziando come l'accordo tra le parti ponga fine alla controversia in modo definitivo.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della mancata richiesta di decisione da parte della società ricorrente entro il termine di 40 giorni dalla comunicazione della proposta del relatore. Tale inerzia, secondo l'art. 380-bis c.p.c., equivale a una rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la società è stata condannata al pagamento delle spese legali in favore della controparte.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di Cassazione
Un gruppo di dipendenti pubblici ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro, un Ministero, per ottenere un inquadramento superiore. Dopo aver perso in primo e secondo grado, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Successivamente, hanno deciso di effettuare una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rendendo definitiva la sentenza d'appello e decidendo per la compensazione delle spese legali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: spese legali e conseguenze
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. Nel caso specifico, una ricorrente ha ritirato il proprio appello, portando all'estinzione del giudizio. Poiché la controparte non ha accettato la rinuncia, la Corte ha condannato la ricorrente al pagamento di tutte le spese legali, sottolineando le implicazioni economiche di tale atto processuale.
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Rinuncia al ricorso: processo estinto e spese legali
Un'azienda di trasporti, dopo aver perso in appello una causa sulla corretta retribuzione feriale di un dipendente, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha deciso di ritirare l'impugnazione. La Suprema Corte ha dichiarato il processo estinto a seguito della rinuncia al ricorso, specificando che tale atto è efficace anche senza l'accettazione della controparte. Di conseguenza, la sentenza d'appello è diventata definitiva e l'azienda è stata condannata a pagare le spese legali del giudizio di Cassazione.
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Rinuncia al ricorso: come si estingue il giudizio
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'appellante e della contestuale accettazione della controparte. La decisione, basata sugli artt. 390 e 391 c.p.c., non prevede statuizioni sulle spese processuali data l'accettazione e la mancata costituzione di un terzo intimato.
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Rinuncia al ricorso: come si estingue il giudizio
Un privato cittadino, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro un'ordinanza della Corte d'Appello, ha successivamente presentato una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, verificato che la rinuncia rispettava i requisiti legali, ha dichiarato l'estinzione del giudizio con un decreto. È stato inoltre stabilito che non vi fosse luogo a provvedere sulle spese legali, poiché la società resistente non aveva svolto alcuna attività difensiva.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia e i suoi effetti
Un contenzioso, originato dall'azione di un istituto di credito contro alcuni privati per far dichiarare inefficace un atto di disposizione patrimoniale, si è concluso in Corte di Cassazione con una declaratoria di estinzione del giudizio. A seguito dell'appello dei privati, le parti hanno raggiunto un accordo che ha portato alla rinuncia al ricorso e alla sua accettazione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato il processo estinto, senza pronunciarsi nel merito della vicenda né sulle spese legali, in virtù dell'accordo tra le parti.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una società di vigilanza privata aveva presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che riconosceva a due dipendenti un'indennità. Durante il processo, la società ha rinunciato al ricorso e i lavoratori hanno accettato. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese e specificando che tale esito esonera la parte ricorrente dal versamento del doppio contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Un decreto della Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte di una società. La Corte ha stabilito che non vi è luogo a provvedere sulle spese, poiché le controparti non hanno svolto attività difensiva. Questa decisione si fonda sull'applicazione dell'art. 391 cod. proc. civ., evidenziando le conseguenze procedurali della rinuncia all'impugnazione.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente e della contestuale accettazione da parte del controricorrente. La decisione si fonda sulla conformità della rinuncia ai requisiti degli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, senza alcuna statuizione sulle spese processuali.
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Rinuncia al Ricorso: caso estinto in Cassazione
Una controversia sui rendimenti dei buoni postali fruttiferi giunge in Cassazione dopo due sentenze favorevoli ai risparmiatori. L'istituto emittente, prima della decisione, presenta una rinuncia al ricorso, che viene accettata dalla controparte. Di conseguenza, la Suprema Corte dichiara l'estinzione del processo, rendendo definitiva la sentenza d'appello senza pronunciarsi nel merito della questione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Una società agricola impugna un accertamento catastale relativo a un impianto fotovoltaico. Dopo aver presentato ricorso in Cassazione, la società decide di ritirarlo. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia al ricorso, dichiara l'estinzione del processo, rendendo così definitiva la sentenza di secondo grado e compensando le spese tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei debitori. Poiché la società creditrice non ha accettato la rinuncia, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese legali. La decisione chiarisce che l'estinzione del procedimento esclude l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: medici specializzandi e spese
Un gruppo di medici specializzandi ha presentato ricorso in Cassazione per ottenere una remunerazione più alta per gli anni di specializzazione antecedenti al 2007. Tuttavia, di fronte a un orientamento giurisprudenziale sfavorevole, hanno optato per la rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali ed escludendo l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: rinuncia reciproca al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso principale da parte di due istituti bancari e della rinuncia al ricorso incidentale da parte di una società. La decisione si basa sull'accettazione reciproca delle rinunce, conformemente agli artt. 390 e 391 c.p.c., senza statuizione sulle spese.
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