La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un esponente politico, indagato per il reato di voto di scambio politico-mafioso. L'indagato era accusato di aver stretto un accordo elettorale con un esponente della criminalità organizzata per ottenere voti alle elezioni del Senato del 2018, promettendo in cambio favori, tra cui il trasferimento di sede di una dipendente. Dopo il rigetto della revoca degli arresti domiciliari da parte del Tribunale del Riesame, la difesa aveva proposto ricorso per Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, l'indagato ha formalmente rinunciato al ricorso. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno preso atto della rinuncia, dichiarando l'inammissibilità dell'impugnazione e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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