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Rinuncia Al Ricorso Tributario

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51 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso tributario: accordo con il Comune ed esito
Una società impugna vari avvisi di accertamento IMU emessi da un'amministrazione comunale. Dopo le decisioni dei giudici di merito, la contribuente presenta ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società trova un accordo con l'ente impositore per definire la vertenza in via stragiudiziale. Di conseguenza, la società deposita un formale atto di rinuncia al ricorso tributario, regolarmente notificato al Comune, il quale non si oppone. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del processo, compensando interamente le spese legali tra le parti ed escludendo l'obbligo del raddoppio del contributo unificato a carico della contribuente.
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Rinuncia al Ricorso Tributario: L’Autotutela Estingue la Controversia
L'Amministrazione Fiscale aveva contestato a un'Azienda Assicurativa l'omessa autofatturazione di commissioni legate a contratti di coassicurazione. Dopo vari gradi di giudizio, l'Azienda Assicurativa aveva presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, l'Amministrazione Fiscale ha successivamente annullato il proprio atto di contestazione tramite autotutela. Di conseguenza, l'Azienda Assicurativa ha presentato una rinuncia al ricorso tributario, accettata dall'Amministrazione Fiscale. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il processo, con spese compensate tra le parti. Questo caso evidenzia l'importanza della rinuncia al ricorso quando viene meno l'oggetto della controversia.
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Rinuncia al Ricorso Tributario: L’Azienda si Ritira, il Giudizio si Estingue
Un'Azienda ha impugnato un avviso di pagamento TARSU per diverse annualità, contestando la validità della notifica, la motivazione dell'atto e il calcolo delle superfici tassabili. I giudici di merito avevano respinto le sue richieste. L'Azienda ha poi presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il procedimento, ha deciso di esercitare la **rinuncia al ricorso tributario**. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa rinuncia, che non necessita dell'accettazione delle controparti non costituite, e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza condannare alle spese processuali.
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Rinuncia al ricorso tributario: niente spese extra e causa estinta
Una compagnia aerea ha impugnato l'avviso di accertamento dell'ente regionale relativo all'imposta sulle emissioni sonore degli aeromobili. La società chiedeva l'annullamento della pretesa fiscale. Durante il giudizio di legittimità davanti alla Corte di Cassazione, la giurisprudenza si è stabilizzata con pronunce favorevoli all'amministrazione finanziaria. La società ha quindi formalizzato la rinuncia al ricorso tributario per evitare l'aggravamento dei costi processuali. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. I giudici hanno compensato integralmente le spese di lite tra le parti. La motivazione risiede nel fatto che l'orientamento giurisprudenziale sfavorevole è sopravvenuto solo dopo il deposito dell'impugnazione. La Corte ha inoltre escluso il versamento del doppio contributo unificato, misura applicabile esclusivamente nei casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso tributario: niente spese alla controparte
Un contribuente ha notificato all'ente di riscossione la formale rinuncia all'appello prima che quest'ultimo si costituisse in giudizio. L'ente si è costituito soltanto molti mesi dopo aver ricevuto l'atto di abbandono della causa. I giudici di secondo grado hanno dichiarato estinto il processo, ma hanno ingiustamente condannato il contribuente a rimborsare le spese legali all'ente creditore. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, accogliendo le tesi difensive del contribuente. La Suprema Corte ha chiarito che la rinuncia al ricorso tributario estingue subito il giudizio se la controparte non è ancora costituita. Di conseguenza, l'ente che decide di costituirsi tardivamente non ha diritto ad alcun rimborso delle spese di lite.
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Lite Fiscale Chiusa: Rinuncia al Ricorso Tributario
Una società impugna un avviso di accertamento fiscale per imposte non versate. Dopo due gradi di giudizio contrari, l'azienda si rivolge alla Corte di Cassazione. Durante la pendenza della lite, la società raggiunge un accordo transattivo con l'ente impositore per definire il debito. La contribuente deposita formale rinuncia al ricorso tributario e l'amministrazione finanziaria aderisce alla richiesta. I giudici di legittimità dichiarano estinto il processo per cessazione della materia del contendere. La Corte dispone l'integrale compensazione delle spese legali tra le parti e chiarisce che la società non deve versare il doppio del contributo unificato, poiché l'inammissibilità è sopravvenuta a seguito dell'accordo pacifico.
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Accertamento IMU: rinuncia al ricorso tributario ed estinzione
Un ente consortile ha impugnato un avviso di accertamento IMU emesso da un Comune. Dopo le decisioni dei giudici di merito, la vertenza è approdata davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo bonario extragiudiziale per definire la controversia fiscale. Il contribuente ha presentato formale rinuncia al ricorso tributario e l'ente locale ha aderito alla richiesta. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la compensazione integrale delle spese legali. Inoltre, i giudici hanno escluso il raddoppio del contributo unificato, chiarendo che tale sanzione economica non si applica quando la causa si estingue per sopravvenuto accordo transattivo.
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Rinuncia al ricorso tributario: accordo ed estinzione
Un ente consortile ha impugnato un avviso di accertamento IMU emesso da un Comune. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, l'ente ha presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo extragiudiziale per definire la vertenza. Di conseguenza, il contribuente ha formalizzato la rinuncia al ricorso tributario, accettata dal Comune. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la compensazione integrale delle spese legali. Inoltre, i giudici hanno escluso il raddoppio del contributo unificato, applicabile solo in caso di impugnazioni dilatorie respinte e non in caso di accordo transattivo.
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Rinuncia al ricorso tributario: niente spese dopo la sanatoria
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un lavoratore autonomo maggiori ricavi tramite l'applicazione di parametri fiscali. La Commissione Tributaria Regionale ha rideterminato l'imponibile a carico del professionista. Il Contribuente ha proposto ricorso per cassazione contro la decisione. Successivamente, il Contribuente ha aderito alla definizione agevolata del debito e ha notificato formale rinuncia al ricorso tributario tramite posta elettronica certificata. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il procedimento per intervenuta rinuncia. I giudici supremi hanno disposto la compensazione integrale delle spese di lite, stabilendo che la chiusura della vertenza mediante sanatoria fiscale giustifica pienamente il mancato addebito delle spese legali a carico del cittadino.
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Rinuncia al ricorso tributario: lite chiusa e niente sanzioni
Una società impugna gli avvisi di accertamento ICI emessi da un Comune per due annualità fiscali. Dopo i gradi di merito favorevoli all'amministrazione comunale, la società propone ricorso per Cassazione. Nelle more del procedimento, le parti raggiungono un accordo transattivo per definire la vertenza. La società deposita quindi formale rinuncia agli atti del giudizio e il Comune manifesta la propria adesione. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso tributario, compensando integralmente le spese legali tra le parti. I giudici escludono inoltre il raddoppio del contributo unificato a carico del contribuente.
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Plusvalenza su terreni e rinuncia al ricorso tributario
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una contribuente una presunta elusione fiscale per la vendita di un terreno edificabile, ricevuto in donazione dalla madre e ceduto a terzi dopo pochi giorni. Il Fisco ha richiesto il pagamento di una consistente plusvalenza IRPEF. Dopo la conferma dell'accertamento nei gradi di merito, la contribuente ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la contribuente ha aderito alla rottamazione-ter dei debiti fiscali e ha pagato integralmente quanto dovuto per la definizione agevolata. Di conseguenza, la parte privata ha formalizzato la rinuncia al ricorso tributario per sopravvenuta carenza di interesse. I giudici hanno dichiarato estinto il processo per intervenuta rinuncia, disponendo la compensazione totale delle spese di lite ed escludendo il versamento del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso tributario: chiude la lite con il Fisco
Una società cooperativa ha impugnato un avviso di rettifica e liquidazione emesso dall'Agenzia delle Entrate sul valore di diritti immobiliari trasferiti. Dopo una serie di gradi di giudizio, la vicenda è approdata dinanzi alla Corte di Cassazione. Prima dell'udienza, la società contribuente ha scelto di versare integralmente le somme richieste dall'amministrazione finanziaria e ha formalizzato la rinuncia al ricorso tributario. L'ente impositore non ha sollevato obiezioni al deposito dell'atto. I giudici di legittimità hanno preso atto del pagamento e della volontà del contribuente, dichiarando estinto il giudizio e compensando interamente le spese processuali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso tributario: accordo tra Comune e Società
Il Comune impugnava la decisione di appello che aveva ridotto il valore di un'area ai fini dell'imposta comunale sugli immobili a favore della Società. Prima dell'udienza in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, il Comune ha presentato formale rinuncia al ricorso tributario, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti. La Corte ha inoltre chiarito che, in caso di estinzione per rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura eccezionale non estendibile a questa ipotesi.
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Rinuncia al ricorso tributario: stop alla lite sul rimborso
Una contribuente, titolare di pensione integrativa, ha impugnato il silenzio-rifiuto dell'amministrazione finanziaria sulla sua richiesta di rimborso IRPEF per le maggiori somme trattenute. Dopo che i giudici di merito hanno accolto parzialmente la domanda limitatamente agli ultimi 48 mesi, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo: la contribuente ha rinunciato al rimborso riconosciuto in appello e l'Ufficio ha presentato formale rinuncia al ricorso tributario. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo e della reciproca volontà delle parti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso tributario: la pace fiscale estingue la lite
Un'azienda attiva nel commercio di tartufi ha impugnato un avviso di accertamento IVA relativo ad acquisti da raccoglitori occasionali. Dopo aver presentato ricorso in Cassazione contestando l'indetraibilità dell'imposta, la società ha deciso di aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti. Di conseguenza, ha depositato una formale rinuncia al ricorso tributario prima dell'udienza. La Suprema Corte ha preso atto della volontà della contribuente e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese tra le parti ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Fisco e pace: la rinuncia al ricorso tributario estingue la lite
La Società Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per IRES, IRAP e IVA relativo all'anno d'imposta 2013. Dopo il rigetto nei gradi di merito, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la ricorrente ha depositato un'istanza di rinuncia al ricorso tributario, accettata dall'Amministrazione Finanziaria, probabilmente nell'ambito di una definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha preso atto della rinuncia e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo che le spese restino a carico di chi le ha sostenute.
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Rinuncia al ricorso tributario: l’accordo spegne lo scontro
Una Società di Riscossione comunale aveva notificato a una Contribuente alcuni avvisi di accertamento per il pagamento di Tosap e Tarsu su immobili ritenuti pubblici. La Contribuente ha contestato con successo le richieste nei primi gradi di giudizio. La Società di Riscossione ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo amichevole per risolvere la controversia. Di conseguenza, la Società di Riscossione ha presentato una formale dichiarazione di rinuncia al ricorso tributario, accettata e firmata anche dalla Contribuente e dal suo difensore. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, disponendo la compensazione delle spese legali. Con questa decisione, la lite si chiude definitivamente senza vincitori né vinti sul piano giudiziario, ma con un accordo privato vincolante.
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Rinuncia al ricorso tributario: stop alla lite sul terreno ICI
Un contribuente impugna un avviso di accertamento ICI del Comune relativo a un terreno parzialmente edificabile, rivendicandone la natura pertinenziale. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, il Comune propone ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti raggiungono un accordo transattivo privato e depositano un atto di rinuncia congiunta. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, dichiara l'estinzione del processo per rinuncia al ricorso tributario e compensa le spese di lite tra le parti, chiudendo definitivamente la controversia senza entrare nel merito della natura del terreno.
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Rinuncia al ricorso tributario: stop alle liti senza sanzioni
Un ex socio di una società estinta impugnava un avviso di accertamento per maggiori imposte sui redditi di capitale. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, il contribuente proponeva ricorso in Cassazione. Successivamente, il contribuente presentava istanza di definizione agevolata e depositava formale atto di rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. La rinuncia al ricorso tributario, pur non notificata alla controparte, determina l'estinzione del giudizio senza la condanna al pagamento del doppio contributo unificato, con compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Rinuncia al ricorso tributario: il Fisco si arrende all’Azienda
L'Azienda, attiva nel settore industriale, beneficiava di un'esenzione sulle accise per l'energia elettrica. L'Agenzia delle Dogane contestava l'esenzione poiché l'Azienda cedeva energia a terzi locatari, emettendo avvisi di recupero. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate emetteva accertamenti IVA. Dopo che la Cassazione ha annullato i presupposti recuperi delle accise, l'Amministrazione finanziaria ha annullato in autotutela gli accertamenti IVA. L'Agenzia delle Entrate ha quindi presentato formale rinuncia al ricorso tributario, accettata dall'Azienda. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese di lite.
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