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Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione

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677 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Lite o accordo? Gli effetti della rinuncia al ricorso per cassazione
Il caso riguarda un comandante di volo che ha presentato ricorso contro una compagnia aerea in liquidazione per questioni legate alla retribuzione. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo in sede sindacale. Il ricorrente ha quindi depositato un atto di rinuncia al ricorso per cassazione, accettato dalla controparte. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando la ritualità dell'atto abdicativo. La decisione conferma che, in presenza di rinuncia accettata, non vi è condanna alle spese né obbligo di versare il doppio contributo unificato. La rinuncia al ricorso per cassazione si conferma uno strumento efficace per chiudere le liti di lavoro in modo tombale.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al raddoppio dei costi
Una società di gestione aeroportuale ha impugnato un decreto ingiuntivo emesso a favore di una cooperativa edile in concordato preventivo, incaricata di lavori infrastrutturali. La cooperativa aveva esercitato la facoltà di sciogliersi dal contratto ex art. 169-bis l. fall. La società aeroportuale richiedeva un indennizzo per i danni derivanti dalla mancata ultimazione delle opere, ma i giudici di merito hanno respinto la domanda per carenza di prove sul danno effettivo. Giunti in sede di legittimità, le parti hanno optato per la rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una sanzione applicabile solo a rigetto, inammissibilità o improcedibilità.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: quando il ritiro costa caro
Una società di servizi ha impugnato diversi atti impositivi relativi all'IVA per gli anni 2010 e 2011, scaturiti dall'utilizzo di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti. Dopo aver perso sia in primo che in secondo grado, l'impresa ha presentato ricorso alla Suprema Corte. Tuttavia, prima della decisione finale, la ricorrente ha depositato un atto di rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, ma ha condannato la società al pagamento di oltre novemila euro di spese legali. Tale decisione deriva dal fatto che l'Agenzia delle Entrate non aveva accettato formalmente la rinuncia e che, a un esame preliminare, i motivi del ricorso apparivano comunque infondati o inammissibili, confermando la legittimità dell'accertamento fiscale originario.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: guida a costi ed estinzione
Il caso analizza un giudizio di legittimità conclusosi con la rinuncia al ricorso per cassazione da parte della Società di Gestione Crediti Alfa. La controparte, l'Azienda di Servizi Pubblici Beta, ha formalmente accettato tale rinuncia, portando la Suprema Corte a dichiarare l'estinzione del processo. Secondo l'articolo 391 c.p.c., l'accettazione della rinuncia esclude la decisione sulle spese di lite, che restano a carico di chi le ha anticipate o seguono accordi privati. La Corte ha inoltre chiarito che l'estinzione non comporta il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione fiscale non è prevista per l'abbandono volontario del giudizio, ma solo per il rigetto o l'inammissibilità. La decisione conferma il rigore formale necessario per la validità della rinuncia e dell'accettazione.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alle liti tributarie
Un contribuente ha impugnato alcune cartelle di pagamento di modesto valore economico. Dopo aver ottenuto ragione nel merito in primo grado, ha contestato in appello la liquidazione eccessivamente bassa delle spese legali e l'assurda condanna a pagare le spese in favore dell'ente regionale rimasto contumace. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha depositato un atto di rinuncia al ricorso per cassazione, motivato dal mutamento dell'orientamento giurisprudenziale in materia di giudicato implicito. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia è un atto unilaterale non accettizio. Non sono state liquidate spese per il grado di legittimità data la mancata difesa della controparte e non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura sanzionatoria non estensibile ai casi di estinzione per rinuncia.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: accordo batte sanzione.
Una società di riscossione e una società immobiliare si sono scontrate in sede giudiziaria per la tassazione di un immobile basata sulla superficie calpestabile. Dopo la sentenza di secondo grado, entrambe le parti hanno presentato ricorso alla Suprema Corte. Tuttavia, durante il procedimento, i soggetti coinvolti hanno raggiunto un accordo transattivo per chiudere diverse pendenze tributarie. Tale accordo ha portato alla formale rinuncia al ricorso per cassazione da parte di entrambi i contendenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, sottolineando che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura ha natura sanzionatoria e si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo chiude la lite
La controversia nasce da una compravendita immobiliare tra parenti, dove il venditore lamentava il mancato pagamento del prezzo tramite un assegno privo di fondi, mentre l'acquirente eccepiva l'esistenza di una quietanza a saldo. Dopo sentenze contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la vicenda approda in Cassazione. Prima della decisione, le parti raggiungono un accordo transattivo stragiudiziale. La ricorrente presenta quindi una formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio, confermando la compensazione delle spese legali e chiarendo che, in caso di rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura sanzionatoria non estensibile analogicamente.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: guida alle spese
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di una rinuncia al ricorso per cassazione presentata a seguito della revoca di una misura di custodia cautelare. La Corte ha stabilito che, quando l'interesse al ricorso viene meno per cause non imputabili al ricorrente, non debba essere applicata la condanna alle spese processuali o al versamento in favore della Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: guida legale
A seguito di un accordo tra un ente ospedaliero e una società di servizi, la parte ricorrente ha presentato la rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che non si applica il raddoppio del contributo unificato in caso di rinuncia, poiché tale sanzione è prevista solo per rigetto o inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: guida ed effetti
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito di una rinuncia al ricorso per cassazione presentata dalla parte ricorrente dopo un accordo transattivo. Il caso riguardava una presunta simulazione assoluta di vendita immobiliare. La Corte ha confermato che la rinuncia accettata non comporta il raddoppio del contributo unificato né la condanna alle spese legali.
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Rinuncia al ricorso per Cassazione: gli effetti
Un indagato, accusato di associazione a delinquere e frode fiscale, ha optato per la rinuncia al ricorso per Cassazione contro un'ordinanza cautelare. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione, condannando il soggetto al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 500 euro verso la Cassa delle Ammende, ribadendo che la desistenza volontaria non esonera dagli oneri pecuniari.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: le conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia formale presentata dall'imputato tramite il proprio difensore. La decisione comporta l'applicazione della rinuncia al ricorso per cassazione, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 500 euro in favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: guida pratica
Il caso riguarda un contribuente che, dopo aver impugnato un accertamento sintetico IRPEF, ha scelto di presentare rinuncia al ricorso per cassazione avendo aderito alla definizione agevolata prevista dalla normativa sulla pace fiscale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: guida pratica
La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito di una formale rinuncia al ricorso per cassazione presentata da una società immobiliare. Poiché la procedura di rinuncia è stata seguita correttamente e la controparte ha aderito alla richiesta, la Corte non ha disposto la condanna alle spese, confermando inoltre che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: guida pratica
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso per cassazione presentata dal ricorrente e accettata dalla controparte. La decisione chiarisce che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato e, con l'accordo delle parti, le spese possono essere compensate integralmente.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: costi e sanzioni
La sentenza analizza gli effetti di una rinuncia al ricorso per cassazione presentata a seguito della restituzione di un bene sequestrato. La Corte stabilisce che la carenza di interesse sopravvenuta non comporta la condanna alle spese o alla Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso per Cassazione: cosa sapere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato avverso una sentenza di patteggiamento per reati di droga a seguito della formale rinuncia al ricorso per Cassazione depositata dal difensore. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e di duemila euro alla Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione e spese di lite
La Suprema Corte analizza le conseguenze della rinuncia al ricorso per cassazione in una controversia tra una lavoratrice e una cooperativa. Sebbene la rinuncia determini l'estinzione del giudizio, la parte rinunciante è tenuta al pagamento delle spese legali in assenza di accettazione della controparte. La Corte chiarisce inoltre che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato in caso di rinuncia.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: gli effetti
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso per cassazione presentata dai ricorrenti. Tale decisione è scaturita dal raggiungimento di un accordo conciliativo tra una società e un istituto bancario. La Corte ha applicato la compensazione delle spese di lite, ponendo fine al contenzioso senza una decisione sul merito della vicenda.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: guida al caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un'impugnazione a seguito della formale rinuncia al ricorso per cassazione. La decisione evidenzia come il mutamento delle esigenze cautelari determini la carenza di interesse, escludendo la condanna alle spese per il ricorrente in assenza di soccombenza.
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