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Rimborso Imposta Sostitutiva

15 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rimborso imposta sostitutiva: l’Agenzia perde in Cassazione
Un contribuente chiedeva il rimborso imposta sostitutiva versata negli anni 2003, 2004 e 2005 per rivalutare partecipazioni societarie, essendosi avvalso di una nuova rivalutazione nel 2008. L'Amministrazione finanziaria negava il rimborso. Sia la Commissione Tributaria Provinciale sia la Commissione Tributaria Regionale davano ragione al cittadino. L'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso in Cassazione lamentando l'omesso esame di fatti decisivi, tra cui il mancato perfezionamento della seconda pratica. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione si fonda sulla doppia conforme, che vieta di censurare la valutazione dei fatti quando i giudici di primo e secondo grado concordano. Inoltre, le questioni sollevate riguardavano valutazioni giuridiche e non fatti storici. L'Agenzia delle Entrate è stata condannata a pagare le spese di lite.
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Rimborso Imposta Sostitutiva: Contribuente Vince, Fisco Sconfitto
Una Contribuente ha chiesto il `rimborso imposta sostitutiva` per la rivalutazione di terreni, sostenendo di aver pagato due volte. Dopo il silenzio-rifiuto dell'Amministrazione Finanziaria, il ricorso iniziale fu respinto, ma in appello venne parzialmente accolto. La Commissione Tributaria Regionale riconobbe il diritto al rimborso, eccetto per la prima rata a causa della scadenza dei termini. L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione precedente e condannando l'Amministrazione al pagamento delle spese legali. La richiesta di rimborso è stata quindi confermata.
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Rimborso imposta sostitutiva: negato il recupero all’erede
Il caso riguarda l'erede di un contribuente che ha chiesto all'Amministrazione Finanziaria il rimborso imposta sostitutiva versata dal padre defunto per la rivalutazione di un terreno in comproprietà. L'ufficio tributario ha negato la restituzione delle prime due rate pagate dal genitore prima del decesso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che l'imposta sostitutiva è un versamento volontario finalizzato a ottenere un beneficio fiscale futuro. La morte del contribuente costituisce un evento successivo che rende il pagamento inutile ma non privo di causa giuridica. Di conseguenza, l'erede non ha diritto al rimborso delle somme regolarmente versate dal dante causa.
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Rimborso imposta sostitutiva: il fisco perde sul formalismo
Un contribuente ha rivalutato un terreno pagando l'imposta sostitutiva. Successivamente, ha deciso di effettuare una seconda rivalutazione a un valore più alto e ha chiesto il rimborso imposta sostitutiva precedentemente versata. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato il rimborso sostenendo che, al momento della domanda, il secondo versamento non fosse ancora avvenuto, escludendo la doppia imposizione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente. I giudici hanno stabilito che il diritto al rimborso sussiste se il secondo pagamento è effettuato prima che si formi il silenzio-rifiuto dell'amministrazione. Un diniego basato solo sulla mancata precedenza temporale della domanda rispetto al versamento è illegittimo, poiché violerebbe i principi costituzionali di eguaglianza e capacità contributiva.
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Rimborso imposta sostitutiva negato se la donazione si scioglie
Un contribuente riceve in donazione dal padre alcune quote societarie e decide di rivalutarle, pagando la relativa imposta sostitutiva. Successivamente, i familiari decidono di sciogliere la donazione tramite un accordo di mutuo dissenso (scioglimento consensuale). Il contribuente chiede quindi il rimborso imposta sostitutiva versata, ritenendo che lo scioglimento abbia cancellato retroattivamente tutti gli effetti della donazione. L'Agenzia delle Entrate rifiuta il rimborso. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del contribuente, stabilendo che lo scioglimento consensuale non ha effetto retroattivo nei confronti del Fisco (soggetto terzo). Inoltre, la scelta di rivalutare le quote è un atto volontario e irrevocabile che ha già prodotto i suoi effetti benefici, escludendo il diritto alla restituzione delle somme versate.
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Doppia rivalutazione: il rimborso imposta sostitutiva è limitato
Un contribuente esegue una prima rivalutazione di un terreno pagando 60 mila euro di imposta. Successivamente, a causa di una svalutazione del bene, ne effettua una seconda pagando 24 mila euro e chiede il rimborso totale della prima imposta. L'Agenzia delle Entrate rimborsa solo i 24 mila euro. La Corte di Cassazione conferma la decisione dell'Agenzia, stabilendo che il diritto al rimborso imposta sostitutiva è limitato per legge all'importo dovuto per l'ultima rivalutazione. La norma si applica anche se la prima operazione era anteriore alla legge stessa, poiché il diritto al rimborso è sorto dopo la sua entrata in vigore. Il contribuente perde la causa.
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Terreno svalutato? Il rimborso imposta sostitutiva è limitato
Una contribuente effettua una prima rivalutazione di un terreno pagando 60.000 euro di imposta. Successivamente, a causa di una svalutazione del bene, esegue una nuova rivalutazione pagando 24.000 euro e chiede il rimborso integrale della prima somma. L'Agenzia delle Entrate rimborsa solo 24.000 euro. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che il diritto al rimborso imposta sostitutiva non può superare l'importo dovuto in base all'ultima rideterminazione del valore. La legge applicabile, infatti, pone un limite preciso al rimborso, rendendo legittimo il diniego parziale dell'Agenzia.
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Rimborso Imposta Sostitutiva: Negato per Errore Procedurale
Una Fondazione chiede il rimborso dell'imposta sostitutiva versata per la rivalutazione di un pacchetto azionario. Successivamente, una parte di queste azioni era stata venduta in regime di esenzione fiscale e le restanti erano state oggetto di una seconda rivalutazione. La Corte di Cassazione ha negato il rimborso imposta sostitutiva relativo alle azioni cedute. La ragione non è nel merito, ma procedurale: la Fondazione ha basato la sua richiesta iniziale sulla doppia imposizione derivante dalla seconda rivalutazione, introducendo solo in un secondo momento il motivo legato alla vendita esente. Questo è stato considerato un 'motivo nuovo', inammissibile nel processo tributario, che ha portato al rigetto della richiesta.
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Paga la tassa e poi ci ripensa: negato il rimborso imposta sostitutiva
Una contribuente paga volontariamente l'imposta sostitutiva per rivalutare un compendio immobiliare destinato alla demolizione e ricostruzione. Dopo aver venduto gli immobili, chiede il rimborso di quanto versato, sostenendo che l'operazione non fosse tassabile come cessione di area edificabile. La Corte di Cassazione ha negato il diritto al rimborso imposta sostitutiva. I giudici hanno stabilito che la scelta di aderire al regime di rivalutazione è volontaria e perfeziona in modo irreversibile l'obbligazione tributaria. Una volta effettuata tale scelta, non è più possibile chiedere la restituzione della somma, a prescindere dalla natura dell'immobile venduto. La contribuente ha perso la causa e deve pagare le spese legali.
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Rimborso imposta sostitutiva: termini e decorrenza
La Corte di Cassazione ha chiarito i termini di decadenza per la richiesta di rimborso imposta sostitutiva versata per la rivalutazione di immobili d'impresa. Il caso riguarda un'associazione che, succeduta a una società estinta, ha richiesto la restituzione del tributo dopo la vendita dell'immobile avvenuta nel periodo di sospensione fiscale. La Suprema Corte ha stabilito che, se il diritto alla restituzione sorge dopo il pagamento, non si applica il termine di 48 mesi dal versamento, ma il termine biennale previsto dalla norma residuale tributaria, decorrente dal momento in cui il rimborso è diventato esigibile.
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Rimborso imposta sostitutiva: No alla restituzione
Un contribuente ha richiesto il rimborso dell'imposta sostitutiva versata per la rivalutazione di quote societarie, dopo che queste avevano perso ogni valore a seguito di una procedura concorsuale. La Corte di Cassazione ha negato il rimborso, stabilendo che l'opzione per la rivalutazione è una scelta unilaterale e irrevocabile. L'obbligazione tributaria si perfeziona con il pagamento della prima rata e il suo presupposto non è la futura plusvalenza, ma il valore rideterminato dalla perizia.
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Rimborso imposta sostitutiva: no al donatario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31054/2023, ha negato il diritto al rimborso dell'imposta sostitutiva al figlio che, ricevute in donazione dal padre delle partecipazioni societarie, aveva effettuato una seconda rivalutazione. Il diritto al rimborso è stato ritenuto strettamente personale del soggetto che ha effettuato il primo versamento (il donante) e non si trasferisce con la titolarità del bene. La donazione, interrompendo il possesso, preclude al donatario la possibilità di recuperare l'imposta pagata dal suo dante causa.
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Rimborso imposta sostitutiva: limiti alla retroattività
Un contribuente, dopo aver effettuato una prima rivalutazione di quote societarie e pagato la relativa imposta, ne compie una seconda per un valore inferiore, chiedendo il rimborso totale di quanto versato. La Corte di Cassazione, confermando la posizione dell'Agenzia delle Entrate, stabilisce che il rimborso dell'imposta sostitutiva non può superare l'importo dovuto per l'ultima rivalutazione, affermando la natura retroattiva della norma che disciplina la materia (D.L. 70/2011).
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Rimborso imposta sostitutiva: decorrenza del termine
Un istituto di credito ha richiesto un rimborso per un'eccedenza di imposta sostitutiva. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso, sostenendo che la richiesta fosse tardiva perché calcolava il termine di decadenza triennale dalla data del pagamento dell'acconto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della banca, stabilendo che il termine per la richiesta di rimborso imposta sostitutiva decorre non dal pagamento, ma dalla presentazione della dichiarazione fiscale che accerta il credito, momento in cui il diritto alla restituzione sorge effettivamente.
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Rimborso imposta sostitutiva: no se il terreno non è più edificabile
Un contribuente ha pagato un'imposta sostitutiva per rivalutare un terreno edificabile. Successivamente, il terreno è tornato agricolo e il contribuente ha chiesto la restituzione dell'imposta. La Corte di Cassazione ha negato il rimborso dell'imposta sostitutiva, affermando che il pagamento deriva da una scelta fiscale volontaria e irrevocabile, il cui presupposto è l'opzione stessa e non l'effettivo conseguimento del vantaggio futuro.
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