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Rimborso D'Imposta

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La restituzione al contribuente di somme versate al Fisco che non erano dovute o che sono state pagate in eccesso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rimborso d’imposta: l’onere della prova spetta al contribuente
Un'azienda ha chiesto il rimborso d'imposta per somme IRPEG tramite diverse istanze. Di fronte al silenzio-rifiuto dell'Amministrazione Finanziaria, la società ha avviato un ricorso giudiziario. I giudici di secondo grado avevano accolto la domanda del contribuente, ritenendo che l'Ufficio non avesse contestato specificamente la documentazione contabile prodotta. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione. I giudici di legittimità hanno chiarito che, nelle cause inerenti al rimborso d'imposta, il contribuente è attore in senso sostanziale. Spetta quindi interamente a lui dimostrare i fatti costitutivi del diritto. Se il Fisco contesta l'esistenza stessa del credito, non ha l'onere di contestare in modo dettagliato ogni singolo documento. Il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato accolto con rinvio ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale.
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Rimborso d’imposta: l’azienda vince contro il fisco rigido
Un'azienda ha richiesto il rimborso d'imposta Ires per l'anno 2011 per poter beneficiare del bonus ambiente legato all'installazione di un impianto fotovoltaico. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato la richiesta, considerandola tardiva perché presentata oltre i quarantotto mesi dai versamenti in acconto e senza una preventiva dichiarazione integrativa annuale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda. I giudici hanno stabilito che il termine per la dichiarazione integrativa non blocca il diritto a chiedere il rimborso d'imposta entro quarantotto mesi. Inoltre, poiché l'esatto importo del tributo era determinabile solo successivamente, il termine di decadenza decorre dalla scadenza della presentazione della dichiarazione dei redditi successiva, rendendo la richiesta dell'azienda pienamente tempestiva.
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Rimborso d’imposta: la sostanza vince sull’errore formale
L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso d'imposta a una società a causa di un errore formale nella dichiarazione dei redditi, sostenendo la necessità di una preventiva dichiarazione integrativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, stabilendo che la dichiarazione originaria esprime già la volontà di beneficiare del credito. Gli errori materiali o di fatto commessi dal contribuente sono sempre emendabili, anche in sede di contenzioso. Il termine per la dichiarazione integrativa rileva solo per la compensazione, non per il rimborso d'imposta. Di conseguenza, la sostanza del credito effettivo prevale sui vizi formali, confermando il diritto del contribuente a ottenere le somme spettanti.
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Rimborso d’imposta: la banca perde contro il Fisco sugli interessi
Un istituto di credito ha richiesto il pagamento degli interessi su un ingente credito IRPEG risalente al 1992. L'amministrazione finanziaria ha eseguito il rimborso d'imposta principale nel 2012, liquidando gli interessi secondo le regole della procedura automatizzata. La banca ha invece preteso l'applicazione della disciplina ordinaria, più favorevole, rivendicando anche gli interessi per il primo semestre del 1994 e quelli ultradecennali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della banca. I giudici hanno stabilito che, trattandosi di un credito sorto direttamente dalla dichiarazione dei redditi, si applica tassativamente la disciplina speciale del rimborso d'imposta automatizzato. Di conseguenza, la banca perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Rimborso d’imposta: l’onere della prova spetta al cittadino
Una società assicurativa ha richiesto il rimborso d'imposta IRPEG presentando un'istanza su cui si è formato il silenzio-rifiuto dell'amministrazione finanziaria. La Corte di Cassazione ha stabilito che, nei giudizi per il rimborso d'imposta, il contribuente assume il ruolo di attore in senso sostanziale. Di conseguenza, spetta interamente a lui l'onere di provare i fatti costitutivi del diritto vantato, producendo la documentazione necessaria, come le certificazioni delle ritenute d'acconto. La Corte ha chiarito che il divieto per il fisco di richiedere documenti già in suo possesso non esonera il contribuente da tale onere probatorio, a meno che non dimostri che l'ufficio possieda già con certezza tali atti o che gli siano stati precedentemente trasmessi. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Agevolazioni fiscali sui finanziamenti: il nodo del leasing
Una società di persone ha impugnato il diniego di rimborso dell'imposta di registro versata in misura proporzionale dello 0,50% per la cessione di crediti futuri verso il GSE, posta a garanzia di un contratto di leasing per un impianto fotovoltaico. La società riteneva applicabili le agevolazioni fiscali sui finanziamenti previste dall'art. 15 d.P.R. 601/1973. La Commissione Tributaria Regionale ha accolto la tesi della contribuente, estendendo l'agevolazione alla cessione del credito collegata. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contestando che il leasing e la cessione del credito possano rientrare nella nozione di finanziamento agevolabile. La Suprema Corte, rilevando l'assenza di precedenti specifici e la pendenza di altre cause identiche, ha sospeso la decisione immediata, trasmettendo gli atti alla Quinta Sezione Civile per la trattazione in pubblica udienza.
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Rimborso Imposta di Registro: Negato se il Contratto è Nullo per Colpa
La Corte di Cassazione ha negato il rimborso imposta di registro a dei contribuenti che avevano stipulato una serie di contratti di compravendita immobiliare, poi dichiarati nulli da un tribunale civile. La nullità derivava dalla violazione delle norme sulla reciprocità per l'acquisto di immobili da parte di cittadini stranieri. Secondo la Corte, il diritto al rimborso scatta solo se la causa della nullità non è 'imputabile' alle parti. In questo caso, i giudici hanno ritenuto che i contratti facessero parte di un preciso disegno consapevole delle parti per eludere altre pendenze fiscali. Poiché la nullità era conseguenza diretta della loro condotta volontaria e non di un fattore esterno e imprevedibile, la richiesta di restituzione delle imposte è stata respinta.
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Rimborso d’imposta: termini e regole di calcolo
La Corte di Cassazione ha stabilito principi fondamentali in materia di rimborso d'imposta derivante da accertamenti successivi. Il caso riguarda soci di una società di persone che hanno richiesto la restituzione di IRPEF versata in eccesso dopo che l'Ufficio ha spostato costi deducibili da un'annualità all'altra. La Corte ha chiarito che il termine di decadenza biennale per il rimborso anomalo decorre dal passaggio in giudicato della sentenza che accerta l'indebito. Inoltre, l'amministrazione finanziaria può contestare l'entità del rimborso anche in appello, poiché tali contestazioni costituiscono mere difese e non nuove eccezioni.
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Doppia imposizione estero: detrazione o rimborso?
La Corte di Cassazione affronta il tema della doppia imposizione estero, chiarendo la distinzione tra il diritto alla detrazione d'imposta e quello al rimborso. In un caso riguardante un lavoratore che aveva ricevuto un anticipo dal datore di lavoro per coprire le imposte italiane, la Corte ha stabilito che il meccanismo applicabile è la detrazione, soggetta a prescrizione decennale e non a decadenza breve. Di conseguenza, il lavoratore è stato condannato a restituire le somme anticipate, poiché il diritto della società non era estinto. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili le argomentazioni del lavoratore poiché considerate questioni nuove sollevate per la prima volta in Cassazione.
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