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Rilievo D'Ufficio

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186 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Litisconsorzio necessario: società di fatto e nullità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18197/2025, ha annullato una sentenza per violazione del litisconsorzio necessario. Il caso riguardava l'accertamento fiscale nei confronti di un presunto socio di una società di fatto. La Corte ha stabilito che, quando la controversia verte sull'esistenza stessa di una società di fatto, tutti i presunti soci devono obbligatoriamente partecipare al giudizio. La mancata integrazione del contraddittorio ha reso nulli i precedenti gradi di giudizio, con rinvio della causa al primo giudice.
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Litisconsorzio necessario: tutti i soci in giudizio
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza per violazione del principio del litisconsorzio necessario. Il caso riguardava un accertamento fiscale emesso nei confronti di un contribuente, ritenuto socio di una società di fatto derivante dalla riqualificazione di una cooperativa. La Corte ha stabilito che, quando la controversia verte sulla configurabilità stessa di una società di fatto, tutti i presunti soci devono obbligatoriamente partecipare al giudizio, pena la nullità assoluta del procedimento. La causa è stata rinviata al giudice di primo grado per un nuovo esame con la corretta integrazione del contraddittorio.
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Litisconsorzio necessario: accertamento nullo
Una società in nome collettivo ha ricevuto un avviso di accertamento per maggiori imposte (IRAP e IVA) basato su indagini finanziarie estese ai conti dei soci. La Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità dell'intero processo giudiziario perché non tutti i soci sono stati inclusi fin dall'inizio, violando il principio del litisconsorzio necessario. Il caso è stato rinviato al giudice di primo grado per un nuovo giudizio che includa tutte le parti necessarie.
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Domanda nuova in locazione: limiti e conseguenze
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti alla modifica delle pretese in un contenzioso locatizio. In un caso complesso, un conduttore ha tentato di cambiare la base fattuale della sua richiesta di restituzione di canoni maggiorati, introducendo tardivamente contratti più vecchi. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che tale modifica costituisce una 'domanda nuova' inammissibile. La decisione sottolinea che il potere del giudice di rilevare d'ufficio la nullità non può superare il principio della domanda e basarsi su fatti non ritualmente introdotti nel processo.
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Clausola compromissoria: quando il giudice è competente
Una società in fallimento ha citato in giudizio un Comune per ottenere il pagamento di somme dovute. Il Tribunale di primo grado si è dichiarato incompetente d'ufficio, basandosi su una clausola compromissoria presente nel contratto tra le parti. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo un principio fondamentale: l'eccezione di incompetenza per la presenza di una clausola compromissoria deve essere sollevata dalla parte interessata nel primo atto difensivo, a pena di decadenza, e non può mai essere rilevata d'ufficio dal giudice. La competenza del giudice ordinario, quindi, è stata confermata.
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Nullità fideiussione: oneri per farla valere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni garanti che lamentavano la nullità della fideiussione per violazione di norme antitrust. La decisione si fonda sul principio che, per contestare il mancato rilievo d'ufficio di tale nullità, il ricorrente deve indicare specificamente gli elementi di fatto, già presenti agli atti, che avrebbero dovuto indurre il giudice di merito a ravvisare la violazione. La generica eccezione di nullità non è sufficiente a superare il vaglio di ammissibilità.
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