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Riesame — Anno 2026

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359 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Riesame

Provvedimenti

Verbale di esecuzione del sequestro: quando è nullo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società che lamentava la nullità del verbale di esecuzione del sequestro di un'autovettura. La Corte ha stabilito che la richiesta di riesame è un rimedio esperibile solo contro il decreto di sequestro emesso dal giudice, e non contro i successivi atti della fase esecutiva, come il verbale. Per contestare tali atti, esistono altri strumenti processuali, come la richiesta di revoca.
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Esigenze cautelari: quando il tempo non le affievolisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato, confermando la misura degli arresti domiciliari per associazione a delinquere finalizzata a reati fiscali. Secondo la Corte, le esigenze cautelari, in particolare il pericolo di reiterazione del reato, non vengono meno né per il tempo trascorso dai fatti (circa due anni), né per l'allontanamento dell'indagato dal sodalizio criminale, se questo è avvenuto per dissidi interni sulla gestione delle attività illecite e non per un reale ravvedimento. La professionalità criminale acquisita e i precedenti penali sono stati elementi decisivi per confermare l'attualità del rischio.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2670/2026, ha rigettato il ricorso di un indagato sottoposto a custodia cautelare in carcere. La Corte ha chiarito la nozione di gravi indizi di colpevolezza, specificando che per le misure cautelari è sufficiente un giudizio di qualificata probabilità, non la certezza richiesta per la condanna. Inoltre, ha precisato che eventuali vizi procedurali successivi all'emissione della misura, come la mancata rinnovazione dell'interrogatorio, devono essere fatti valere con istanza di revoca e non con il riesame, che valuta solo la legittimità originaria del provvedimento.
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Interesse a ricorrere: quando un appello è inutile
Un indagato, a cui era stata annullata la misura degli arresti domiciliari per carenza di esigenze cautelari, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo che venisse dichiarata anche l'insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse a ricorrere. Secondo i giudici, una volta ottenuto il risultato pratico della liberazione, non sussiste un interesse concreto e attuale a ottenere una diversa motivazione, poiché le valutazioni della fase cautelare non vincolano il giudizio di merito.
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Accesso a computer senza mandato: legittimo se urgente
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'accesso a un computer senza mandato da parte della polizia giudiziaria è legittimo in casi di urgenza, a condizione che segua un rapido controllo da parte di un'autorità giudiziaria. Nel caso specifico, durante un controllo in un'agenzia di scommesse, la polizia accedeva a un PC trovando prove di attività illecita. Il sequestro successivo è stato ritenuto valido perché la procedura di riesame ha garantito il controllo giurisdizionale ex post, sanando la mancanza dell'autorizzazione preventiva e rendendo utilizzabili le prove raccolte.
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Interrogatorio preventivo: la misura cautelare è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per omesso interrogatorio preventivo. La Corte ha stabilito che la deroga a tale adempimento, basata sul pericolo di inquinamento probatorio, deve essere motivata in modo specifico per la posizione di ogni singolo indagato, non essendo sufficiente un riferimento generico al rischio relativo ad altri coindagati. L'assenza di una motivazione adeguata sulla connessione tra i reati o sul collegamento probatorio rende la misura illegittima.
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Riesame sequestro preventivo: i termini procedurali
La Corte di Cassazione chiarisce la natura dei termini nel procedimento di riesame sequestro preventivo. Con la sentenza in esame, ha dichiarato inammissibile un ricorso basato sulla presunta tardività della decisione del Tribunale, specificando che il termine di dieci giorni per la decisione decorre dalla ricezione completa degli atti. La Corte ha inoltre ribadito che il ricorso per cassazione avverso misure cautelari reali è limitato alla sola violazione di legge, escludendo censure sulla logicità della motivazione.
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Sequestro probatorio: l’interesse a impugnarlo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un indagato ha sempre interesse a impugnare un sequestro probatorio, indipendentemente dalla proprietà del bene sequestrato. A differenza del sequestro preventivo, l'obiettivo è evitare che un elemento entri a far parte del compendio probatorio a carico dell'indagato. La sentenza annulla un'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva dichiarato inammissibile un riesame basandosi sulla mancata prova della titolarità di una somma di denaro, riaffermando un principio fondamentale della procedura penale.
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Riesame misure cautelari reali: il termine è ordinatorio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un'ordinanza di sequestro. La sentenza chiarisce un punto cruciale del procedimento di riesame misure cautelari reali: il termine di dieci giorni previsto per la decisione del Tribunale del Riesame ha natura meramente ordinatoria e non perentoria. Pertanto, il suo superamento non comporta l'inefficacia della misura. La Corte ha inoltre ribadito che in sede di legittimità non si può contestare l'illogicità della motivazione, ma solo la sua totale assenza o apparenza.
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Sequestro probatorio informatico: l’interesse a ricorrere
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indagato ha sempre un interesse concreto e attuale a impugnare un decreto di sequestro probatorio informatico, anche dopo la restituzione dei dispositivi fisici. La conservazione di una copia forense dei dati da parte dell'autorità giudiziaria lede il diritto alla disponibilità esclusiva del proprio patrimonio informativo, giustificando la richiesta di riesame. La Corte ha annullato l'ordinanza che dichiarava inammissibile il ricorso, rinviando al Tribunale per una nuova valutazione nel merito.
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Giudizio immediato: blocca il riesame della custodia?
Un uomo in custodia cautelare per rapina ricorre in Cassazione, sostenendo che il Tribunale del Riesame avrebbe dovuto rivalutare gli indizi a suo carico. La Corte Suprema respinge il ricorso, affermando che l'emissione di un decreto di **giudizio immediato** per "evidenza della prova" impedisce una nuova discussione sulla gravità indiziaria, consolidando di fatto la misura cautelare.
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Querela dell’amministratore: chi può presentarla?
La Corte di Cassazione chiarisce un importante principio sulla querela dell'amministratore. Quando il legale rappresentante di una società o associazione commette un reato di appropriazione indebita ai danni dell'ente, la legittimazione a sporgere querela non spetta solo all'organo sociale designato, ma anche al singolo socio. Questo perché il socio è considerato persona offesa, in quanto titolare di un interesse diretto all'integrità del patrimonio sociale. La Corte ha annullato la decisione del Tribunale del Riesame che, con un'interpretazione troppo formalistica dello statuto associativo, aveva dichiarato improcedibile l'azione penale.
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Sequestro probatorio: motivazione e limiti del rinvio
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un decreto di sequestro probatorio, stabilendo la legittimità della motivazione 'per relationem' a un'altra ordinanza cautelare, a patto che siano rispettate precise condizioni. La sentenza chiarisce inoltre la distinzione fondamentale tra il 'fumus commissi delicti', sufficiente per il sequestro probatorio, e i 'gravi indizi di colpevolezza' necessari per le misure cautelari personali, evidenziando come il primo richieda solo l'astratta configurabilità del reato.
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Interesse ad impugnare: il sequestro e l’onere prova
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul concetto di interesse ad impugnare un sequestro preventivo. Nel caso esaminato, un soggetto, indagato per ricettazione, ha visto respingere il suo ricorso contro il sequestro di una cospicua somma di denaro. La Corte ha confermato la decisione, stabilendo che per impugnare un provvedimento non è sufficiente una legittimazione astratta, ma è necessario dimostrare un interesse concreto e attuale. Poiché l'indagato si era dichiarato un mero trasportatore del denaro e non il proprietario, la Corte ha ritenuto che l'eventuale annullamento del sequestro non gli avrebbe arrecato alcun vantaggio pratico, rendendo il suo ricorso inammissibile per difetto di interesse.
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Interesse a ricorrere: sì al riesame del sequestro
La Corte di Cassazione chiarisce che l'interesse a ricorrere contro un sequestro probatorio non viene meno a causa della successiva imposizione di un sequestro preventivo sullo stesso bene. La Corte ha annullato l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva dichiarato inammissibile il ricorso, affermando il principio che l'indagato ha sempre diritto a un controllo di legittimità sulla misura, indipendentemente dalla possibilità di ottenere la restituzione immediata del bene.
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Omessa notifica sequestro: quando è valida la misura?
Una società terza ha contestato il sequestro preventivo del proprio conto corrente, lamentando l'omessa notifica sequestro del provvedimento e la conseguente violazione del diritto di difesa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la mancata notifica non invalida la misura cautelare reale. Il suo unico effetto è quello di differire la decorrenza del termine per l'impugnazione, garantendo comunque la possibilità di difesa una volta venuti a conoscenza del vincolo.
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Interpretazione intercettazioni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato accusato di sequestro di persona a scopo di estorsione. La sentenza conferma che l'interpretazione delle intercettazioni, se logica e coerente, è di competenza esclusiva del giudice di merito e non può essere messa in discussione in sede di legittimità. La decisione si basa su una lettura sinergica delle prove che identificavano l'imputato come mandante del reato.
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Riduzione misura prevenzione: sì alla modifica durata
Un soggetto, sottoposto a misura di prevenzione della sorveglianza speciale, ne chiedeva la riduzione della durata a seguito di un'assoluzione per un grave reato. La Corte d'Appello rigettava la richiesta, ritenendo la durata della misura non modificabile in quanto decisa con provvedimento definitivo. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che, ai sensi dell'art. 11 D.lgs. 159/2011, il giudice deve sempre poter rivalutare e rideterminare la durata della misura se i motivi originari vengono meno, anche parzialmente. La Cassazione ha quindi disposto un nuovo giudizio per la Corte d'Appello, che dovrà motivare sulla richiesta di riduzione durata misura di prevenzione.
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Estorsione aggravata metodo mafioso: la Cassazione
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato per estorsione aggravata metodo mafioso, confermando la custodia cautelare. La Corte ha stabilito che la mancata registrazione delle dichiarazioni della vittima non le rende inutilizzabili e che la sua iniziale reticenza non la qualifica come indagata. Le richieste di 'pizzo' in coincidenza con le festività sono state ritenute prova del metodo mafioso.
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Presunzione esigenze cautelari: la Cassazione decide
La Cassazione ha confermato la custodia in carcere per tre indagati legati a un clan mafioso, respingendo i ricorsi. La Corte ha stabilito che la presunzione esigenze cautelari per reati associativi non viene meno con il passare del tempo e che, anche per reati fine aggravati dal metodo mafioso, i legami con il clan prevalgono su incensuratezza e tempo trascorso.
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