L'Imputato, accusato di ricettazione e detenzione di munizioni da guerra, viene assolto in appello dal reato principale. I giudici rideterminano la pena per la detenzione di munizioni al minimo edittale di un anno di reclusione e tremila euro di multa. Tuttavia, la Corte d'appello dimentica di applicare la riduzione per rito abbreviato, pari a un terzo della pena, nonostante l'imputato avesse scelto questo rito speciale. L'Imputato ricorre quindi in Cassazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso e, con un annullamento senza rinvio, applica direttamente lo sconto di pena. La sanzione finale viene così rideterminata in otto mesi di reclusione e duemila euro di multa, correggendo l'errore dei giudici di secondo grado.
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