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Ricorso — Anno 2025

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2508 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorso

Provvedimenti

Ingente quantità di droga: quando si applica l’aggravante
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per detenzione di un notevole quantitativo di cocaina. La Suprema Corte conferma che l'aggravante per l'ingente quantità di droga si applica sulla base del dato oggettivo del peso, a prescindere dalla piena conoscenza dell'imputato, essendo sufficiente l'ignoranza per colpa. Viene inoltre ribadito che tale aggravante prevale sulle circostanze personali e che le valutazioni del giudice di merito sulle attenuanti generiche sono insindacabili se correttamente motivate.
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Recidiva guida senza patente: la prova minima basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'automobilista condannata per il reato di guida senza patente. La Corte ha ribadito che per dimostrare la recidiva guida senza patente, che trasforma l'illecito da amministrativo a penale, non è necessaria una prova documentale della definitività della precedente violazione. È sufficiente un 'minimo di prova', come una nota della Polizia Stradale che attesti la mancata impugnazione e il mancato pagamento della sanzione precedente, unito alla mancanza di prove contrarie fornite dall'imputato.
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Detenzione droga spaccio: i criteri per la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un giovane studente trovato in possesso di 50 grammi di hashish. La Corte ha confermato che per configurare il reato di detenzione droga spaccio non è sufficiente il solo dato quantitativo, ma è necessaria una valutazione globale di tutti gli elementi. In questo caso, sono state decisive la mancanza di capacità economica dell'imputato per acquistare la sostanza per uso personale e le inverosimili giustificazioni fornite, rafforzando l'ipotesi della destinazione allo spaccio.
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Efficacia drogante e spaccio: quando la dose è reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio di una piccola dose di cocaina. Viene ribadito che il reato sussiste ogni qualvolta la sostanza ceduta possieda una concreta efficacia drogante, ovvero la capacità di alterare lo stato psicofisico dell'assuntore, anche se in misura minima e a prescindere dal fatto che la quantità sia inferiore alla cosiddetta "dose media".
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Fatto di lieve entità: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità per spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sull'elevato numero di dosi (quasi 100) e sulla presenza di tracce di un'altra droga (cocaina) su un bilancino di precisione, elementi ritenuti indicativi di un'attività professionale e non occasionale, incompatibile con la fattispecie di lieve entità.
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Inammissibilità ricorso tardivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso tardivo presentato contro un'ordinanza della Corte d'Appello. La decisione si basa sul mancato rispetto dei termini di legge per l'impugnazione, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Circostanze attenuanti generiche: quando negate?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una condanna per spaccio. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di non concedere le circostanze attenuanti generiche e di applicare la recidiva, basandosi sulla gravità della condotta, sui numerosi precedenti penali e sulla complessiva pericolosità sociale del soggetto, ritenendo il ricorso generico e non in grado di contestare le logiche motivazioni della sentenza impugnata.
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Inammissibilità del ricorso: i motivi devono specifici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, i quali non si confrontavano specificamente con le argomentazioni della sentenza impugnata. Questa mancanza di correlazione ha portato alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, evidenziando l'importanza di un'impugnazione precisa e puntuale.
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Lieve entità: quando è escluso lo spaccio di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti, il quale chiedeva la riqualificazione del reato nell'ipotesi di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che elementi come il quantitativo significativo di droga, la sua suddivisione in dosi, il rinvenimento di un bilancino di precisione e la disponibilità di un locale per il confezionamento sono incompatibili con la fattispecie di 'piccolo spaccio', giustificando così il rigetto della richiesta.
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Ricorso inammissibile: Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza della Corte d'Appello di Palermo. Questa decisione procedurale ha comportato non solo la conferma della condanna precedente, ma anche l'obbligo per il ricorrente di pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria di tremila euro. L'ordinanza evidenzia le severe conseguenze di un ricorso inammissibile.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese e multa
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro alla Cassa delle ammende. La decisione si fonda sul principio che l'impugnazione non deve essere presentata con colpa, per evitare di gravare inutilmente il sistema giudiziario.
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Inammissibilità ricorso: condanna alle spese
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello di Palermo. Questa decisione di inammissibilità ricorso ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento di una sanzione pecuniaria di tremila euro alla Cassa delle ammende, confermando la definitività della sentenza impugnata.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e sanzione pecuniaria
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza della Corte d'Appello di Roma. A seguito di questa decisione, che sancisce la definitività del provvedimento impugnato, il ricorrente è stato condannato al pagamento di una sanzione pecuniaria di tremila euro. Il caso evidenzia le conseguenze di un ricorso inammissibile, ovvero quando l'impugnazione non supera il vaglio preliminare della Suprema Corte.
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Inammissibilità ricorso: condanna alle spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello, condannandolo al pagamento di tremila euro. La decisione sottolinea le conseguenze economiche di un appello privo dei requisiti di legge.
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Ricorso inammissibile: condanna alla Cassa Ammende
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso avverso una sentenza della Corte d'Appello di Palermo. Pur non esplicitando la formula nel testo, l'ordinanza ha di fatto dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, una conseguenza tipica di tale esito processuale.
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Ricorso in Cassazione: Analisi di un’Ordinanza Penale
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un ricorso in Cassazione proposto da un imputato avverso una sentenza della Corte d'Appello. L'ordinanza documenta la fase decisionale del ricorso, evidenziando l'iter procedurale seguito dalla Suprema Corte nel valutare l'ammissibilità e il merito del gravame.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese e multa
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello. Di conseguenza, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro alla cassa delle ammende, poiché ritenuto colpevole nella determinazione della causa di inammissibilità.
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Inammissibilità del ricorso: Cassazione e condanna
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato contro una sentenza della Corte d'Appello di Sassari. Tale decisione ha comportato per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro. Il provvedimento si concentra sugli aspetti procedurali che portano alla declaratoria di inammissibilità del ricorso, senza entrare nel merito della vicenda.
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Ordinanza Cassazione Penale: la decisione sul ricorso
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza in seguito a un ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello di Sassari. Il provvedimento, di natura procedurale, documenta l'avvenuta udienza e la relazione del consigliere, senza entrare nel merito dei fatti o delle motivazioni della decisione finale. Questa ordinanza di Cassazione Penale è un atto formale del procedimento.
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Ricorso inammissibile: condanna alla Cassa Ammende
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato avverso una sentenza della Corte d'Appello di Messina. A seguito di questa pronuncia di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, confermando l'impossibilità di riesaminare il merito della precedente decisione.
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