Un imputato ha contestato la dichiarazione di irreperibilità, sostenendo che le ricerche per rintracciarlo non erano state complete. In particolare, lamentava la mancata ricerca nel suo luogo di nascita all'estero. La Corte d'Appello aveva ritenuto legittimo il decreto di irreperibilità, basandosi sulle ricerche effettuate presso l'ultima residenza anagrafica e l'assenza di elementi certi sulla sua reperibilità all'estero. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha ribadito che le ricerche devono essere cumulative ma anche oggettivamente praticabili. Non è obbligatorio estendere le ricerche all'estero se non si conoscono gli estremi precisi del luogo di residenza o attività lavorativa dell'imputato. Il ricorso dell'imputato è stato quindi rigettato, confermando la validità della dichiarazione di irreperibilità.
Continua »