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Ricorso Straordinario — Anno 2026

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94 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorso Straordinario

Provvedimenti

Errore di fatto in Cassazione: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto. Il caso riguarda una condanna per ricettazione di beni culturali, dove la ricorrente lamentava un'errata interpretazione dell'imputazione da parte della Suprema Corte. La sentenza chiarisce che l'errore di fatto è solo un errore percettivo (una svista), non un errore di valutazione giuridica, ribadendo i rigidi limiti di questo rimedio processuale.
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Ricorso straordinario: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario presentato da un imputato condannato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La difesa sosteneva un errore di percezione da parte della Corte, che avrebbe erroneamente considerato 'nuovo' un motivo di appello relativo a un'aggravante. La Suprema Corte ha stabilito che non vi è stato alcun errore, ma un tentativo di rimettere in discussione la valutazione dei fatti. La sentenza ribadisce che il ricorso straordinario è uno strumento limitato alla correzione di sviste materiali e non può essere utilizzato per ottenere un nuovo giudizio di merito.
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Errore di fatto: i limiti del ricorso straordinario
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario, sottolineando che l'errore di fatto previsto dall'art. 625-bis c.p.p. consiste in un errore percettivo (una svista) e non in un vizio logico o di valutazione della prova. Nel caso di specie, il ricorrente lamentava l'omesso esame di alcuni motivi, ma la Corte ha ritenuto che le sue censure mirassero a una rivalutazione del merito, estranea ai ristretti limiti di questo rimedio processuale.
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Errore di fatto: i limiti del ricorso straordinario
La Corte di Cassazione chiarisce i confini del ricorso straordinario, rigettando la tesi di un ricorrente che lamentava un errore di fatto. La sentenza stabilisce che tale rimedio si applica solo a errori percettivi (sviste materiali) e non a valutazioni giuridiche. Nel caso specifico, la Corte aveva correttamente ritenuto inammissibile l'estensione di una richiesta di revisione a reati non inclusi nell'istanza originaria, confermando che la revisione mira all'assoluzione e non a una semplice riduzione di pena.
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Annullamento parziale e prescrizione: la Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce gli effetti dell'annullamento parziale sulla prescrizione del reato. Se l'annullamento riguarda solo la pena, la condanna per la responsabilità diventa definitiva e la prescrizione non può più essere dichiarata. Se invece l'annullamento investe la valutazione della responsabilità, il giudizio resta aperto e la prescrizione può essere rilevata anche in sede di rinvio. La sentenza analizza tre ricorsi, accogliendone uno e dichiarando gli altri inammissibili.
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Ricorso straordinario: quando è inammissibile?
Un pubblico ufficiale, condannato per molteplici episodi di concussione, ha presentato un ricorso straordinario dopo che il suo appello ordinario era stato giudicato inammissibile. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità, chiarendo che il ricorso straordinario non può essere utilizzato per ridiscutere questioni già esaminate e decise, impedendo di fatto un terzo grado di giudizio sulle stesse tematiche.
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Ricorso straordinario: la Cassazione corregge l’errore
La Corte di Cassazione accoglie un ricorso straordinario presentato da un imputato, riconoscendo di aver commesso un errore di fatto. Dopo aver annullato parzialmente una condanna per alcuni reati, la Corte aveva omesso di ricalcolare la pena per il reato residuo. Con questa sentenza, la Cassazione revoca parzialmente la sua precedente decisione e rinvia il caso alla Corte d'Appello per la sola rideterminazione del trattamento sanzionatorio.
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Ricorso straordinario inammissibile: il caso Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso straordinario inammissibile, chiarendo che la procedura semplificata 'de plano' per i ricorsi avverso sentenze concordate in appello non prevede la notifica dell'udienza. La Corte ha stabilito che l'eventuale omessa notifica dell'ordinanza di inammissibilità è sanata dalla proposizione stessa del ricorso straordinario, rendendolo manifestamente infondato.
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Ricorso straordinario: limiti e inammissibilità
Un imputato ha presentato un ricorso straordinario contro una decisione della Cassazione, lamentando errori di fatto nella sua condanna per detenzione di pistola clandestina e trasferimento fraudolento di valori. Sosteneva che i giudici avessero travisato le prove documentali. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il ricorso straordinario serve a correggere solo errori percettivi palesi (sviste), non a ottenere una nuova valutazione del merito o a contestare il ragionamento giuridico della Corte.
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Rinuncia all’impugnazione: inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario presentato da un avvocato. La decisione si fonda su una dichiarazione successiva dell'imputato che, pur avendo conferito una procura speciale, ha disconosciuto il mandato per quello specifico atto. Tale dichiarazione è stata interpretata dalla Corte come una valida rinuncia all'impugnazione, rendendo di fatto nullo il ricorso.
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Errore di fatto: i limiti del ricorso straordinario
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso straordinario per errore di fatto, dichiarandolo inammissibile se contesta la valutazione giuridica anziché un errore percettivo. Il caso analizzato riguardava la presunta erronea percezione di atti processuali relativi a intercettazioni, ma la Corte ha ribadito che il rimedio non costituisce un ulteriore grado di giudizio.
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Ricorso straordinario: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione chiarisce i confini del ricorso straordinario, dichiarandolo inammissibile quando utilizzato per contestare la valutazione delle prove anziché veri errori di fatto. Il caso riguarda un uomo condannato per omicidio che ha tentato, senza successo, di impugnare la sentenza definitiva lamentando una serie di presunte sviste percettive da parte dei giudici. La Corte ribadisce che questo rimedio serve solo a correggere equivoci materiali sugli atti del processo e non a ottenere un nuovo giudizio di merito.
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Errore di fatto: la Cassazione revoca, ma non basta
La Corte di Cassazione ha analizzato un ricorso straordinario basato su un duplice presunto errore di fatto. La Corte ha riconosciuto un errore percettivo, relativo alla mancata valutazione di un motivo d'appello sulla derubricazione del reato. Di conseguenza, ha revocato la sua precedente sentenza su quel punto. Tuttavia, riesaminando il motivo, lo ha dichiarato inammissibile per aspecificità, confermando di fatto la condanna. L'altro presunto errore, relativo alla composizione del collegio giudicante, è stato invece qualificato come errore di valutazione e non come errore di fatto, rendendo il motivo inammissibile.
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Ricorso per cassazione: obbligatoria la firma legale
Un imputato presenta personalmente un ricorso per cassazione contro un'ordinanza. La Corte Suprema lo dichiara inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, ogni ricorso per cassazione deve essere sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale. La Corte ha inoltre sanzionato il ricorrente per aver presentato un atto confuso e generico, condannandolo al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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