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Ricorso Straordinario — Anno 2025

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150 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorso Straordinario

Provvedimenti

Errore di fatto: quando il ricorso in Cassazione è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario, chiarendo la distinzione fondamentale tra errore di fatto ed errore di giudizio. La sentenza sottolinea che l'errore di fatto, sanabile con questo rimedio, deve consistere in un errore puramente percettivo nella lettura degli atti, e non in un disaccordo con la valutazione della Corte. Il ricorso è stato respinto anche per la sua genericità, non avendo individuato un vizio specifico e decisivo.
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Ricorso straordinario: limiti del rilievo d’ufficio
Un imputato presenta un ricorso straordinario lamentando un errore nel calcolo della pena per un'aggravante che, a suo dire, non era stata oggetto del precedente ricorso. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, specificando che il rilievo d'ufficio di una questione non dedotta è possibile solo se la Corte vi si imbatte incidentalmente esaminando i motivi di ricorso proposti. Poiché i motivi originari vertevano su altre circostanze, la Corte non aveva modo di rilevare il presunto errore, rendendo il ricorso straordinario generico e quindi inammissibile.
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Prescrizione omicidio colposo: quando raddoppia?
Un automobilista, condannato per omicidio colposo a seguito di un incidente stradale, ha presentato ricorso straordinario in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la normativa sulla prescrizione dell'omicidio colposo prevedeva già il raddoppio dei termini al momento del fatto, rendendo infondata la pretesa del ricorrente.
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Concorso in bancarotta: il ruolo dell’extraneus
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario, chiarendo che la semplice insoddisfazione per la motivazione non costituisce un errore di fatto. Il caso riguarda un soggetto esterno (extraneus) condannato per concorso in bancarotta fraudolenta. La Corte ribadisce che il suo contributo causale era stato adeguatamente provato attraverso condotte concrete, come l'intermediazione in acquisti fraudolenti volti a spogliare la società dei suoi beni.
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Errore di fatto: quando il ricorso è inammissibile
Due ricorrenti hanno presentato un ricorso straordinario per errore di fatto contro una confisca, sostenendo che la Cassazione avesse sbagliato a valutare il prezzo di un immobile e il periodo del reato. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'errore di fatto deve essere percettivo e non di valutazione, e che le presunte inesattezze non erano comunque decisive ai fini della decisione finale.
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Errore di fatto: quando il ricorso in Cassazione è nullo
Un imputato presenta ricorso straordinario alla Corte di Cassazione, lamentando un errore di fatto nella valutazione di prove, tra cui la sentenza di assoluzione di un coimputato. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo la netta distinzione tra l'errore di fatto, inteso come mera svista percettiva sugli atti, e l'errore di giudizio, che riguarda la valutazione e interpretazione delle prove. Quest'ultimo non è censurabile tramite il rimedio straordinario, che ha un ambito di applicazione molto ristretto.
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Ricorso straordinario: inammissibile ante iudicatum
Un imputato ha presentato ricorso straordinario contro una decisione della Cassazione sulla durata della sua custodia cautelare. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che questo rimedio è applicabile solo a sentenze di condanna definitive e non a provvedimenti emessi prima del giudizio finale (ante iudicatum).
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Ricorso straordinario inammissibile ante iudicatum
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario presentato contro un'ordinanza su una misura cautelare. La sentenza chiarisce che tale rimedio è riservato esclusivamente ai condannati con sentenza irrevocabile e non può essere utilizzato nella fase delle indagini o del processo, definita ante iudicatum. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile fin dall'origine, nonostante la successiva rinuncia da parte del ricorrente, condannandolo al pagamento delle spese.
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Ricorso straordinario: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario proposto contro un'ordinanza in materia di misure cautelari. La sentenza chiarisce che tale rimedio è esperibile solo avverso sentenze di condanna irrevocabili e non per provvedimenti emessi nella fase antecedente al giudicato ('ante iudicatum'). Nonostante la rinuncia al ricorso, la Corte ne ha sottolineato l'inammissibilità originaria, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Errore di fatto: quando il ricorso non è ammissibile
Un uomo, condannato per estorsione aggravata, ha proposto ricorso straordinario sostenendo che la Corte di Cassazione fosse incorsa in un errore di fatto. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che le contestazioni del ricorrente non riguardavano una svista percettiva, ma una diversa valutazione delle prove, configurando un errore di giudizio. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione, perché l'errore di fatto non era configurabile.
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Errore di fatto: i limiti del ricorso straordinario
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario, chiarendo che l'errore di fatto non può essere confuso con un dissenso sulla valutazione giuridica. Il caso riguardava un imputato che contestava la valutazione della recidiva, ma la Corte ha stabilito che non si trattava di una svista percettiva, bensì di una contestazione sull'interpretazione giuridica, estranea all'ambito del rimedio eccezionale previsto dall'art. 625-bis c.p.p.
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Errore di fatto: Cassazione annulla sua sentenza
La Corte di Cassazione ha revocato una propria precedente sentenza a causa di un errore di fatto. L'errore consisteva nell'aver considerato una condanna ai fini della recidiva, senza accorgersi che la relativa pena era stata estinta per esito positivo dell'affidamento in prova al servizio sociale. Di conseguenza, la Corte ha annullato la sentenza d'appello impugnata, rinviando per una nuova determinazione della pena che non tenga conto del precedente erroneamente valutato.
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Ricorso straordinario inammissibile: limiti e costi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso straordinario inammissibile, poiché basato su un presunto errore di valutazione ritenuto non decisivo ai fini del giudizio di responsabilità. La decisione sottolinea i limiti di questo strumento di impugnazione e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
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Errore percettivo: Cassazione chiarisce i limiti
Un imputato presenta ricorso straordinario sostenendo un errore percettivo da parte della Corte di Cassazione nell'interpretare intercettazioni in cui si usavano termini come "legno" per indicare stupefacenti. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che l'interpretazione del significato di un linguaggio cifrato costituisce un errore valutativo, non un errore percettivo sanabile con tale rimedio. La decisione ribadisce i rigidi confini di applicabilità del ricorso straordinario, che non può trasformarsi in un ulteriore grado di giudizio sul merito.
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Errore di percezione: la Cassazione traccia i confini
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario, chiarendo la distinzione tra errore di percezione, un vizio fattuale emendabile, e l'errore di valutazione. Nel caso specifico, la mancata proposizione di un motivo di appello non può essere sanata successivamente accusando la Corte di un errore di percezione, poiché la questione rientra nella valutazione giuridica della diligenza difensiva.
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Ricorso straordinario: inammissibile per terzi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario per errore di fatto proposto da una terza interessata avverso la confisca di un suo immobile nell'ambito di un procedimento di prevenzione. La Corte ha ribadito che tale rimedio è riservato esclusivamente al "condannato" e non è estensibile a soggetti terzi. Inoltre, ha qualificato l'errore lamentato non come un errore di fatto percettivo, ma come un errore di valutazione, non emendabile con questo strumento eccezionale.
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Ricorso straordinario: l’errore di giudizio è diverso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario, stabilendo che la mancata riqualificazione di un'impugnazione da parte del giudice non è un errore di fatto correggibile, ma un errore di giudizio. Il caso riguardava la richiesta di correzione di un'ordinanza cautelare ai sensi dell'art. 115 bis c.p.p.
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Ricorso per Cassazione: Avvocato sempre obbligatorio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario presentato personalmente da due cittadini. La decisione si fonda sulla Legge n. 103/2017, che impone, a pena di inammissibilità, che ogni Ricorso per Cassazione in materia penale sia sottoscritto da un difensore iscritto all'apposito albo speciale. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso straordinario: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario presentato contro una sua precedente ordinanza. Il ricorrente lamentava una motivazione 'per relationem' e un errore di diritto, ma la Corte ha ribadito che lo strumento del ricorso straordinario è destinato a correggere solo errori materiali o di fatto, non a riesaminare interpretazioni giuridiche o presunti vizi di merito. La presunta motivazione 'copia-incolla' è stata ritenuta infondata, poiché il provvedimento impugnato conteneva un'argomentazione autonoma e logica.
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Ricorso straordinario: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario presentato contro una propria ordinanza. Il ricorrente lamentava una motivazione 'copia-incolla' e un errore di diritto. La Corte ha chiarito che il ricorso straordinario serve a correggere errori materiali o di fatto, non a rimettere in discussione valutazioni giuridiche. La somiglianza di motivazioni in casi analoghi è considerata fisiologica e non un vizio.
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