L'Imputato ha concordato con il Pubblico Ministero una pena di tre anni di reclusione e quattordicimila euro di multa per reati di droga. Successivamente, ha presentato un ricorso per cassazione personale per contestare il mancato riconoscimento del fatto di lieve entità. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che, dopo la riforma del 2017, il ricorso per cassazione personale non è più consentito, richiedendo la firma di un difensore abilitato. Inoltre, le sentenze di patteggiamento possono essere impugnate solo per motivi estremamente limitati, tra cui non rientra la qualificazione giuridica del fatto. L'Imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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