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Ricorso Per Cassazione Personale — Anno 2025

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56 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorso Per Cassazione Personale

Provvedimenti

Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
Un detenuto presenta un ricorso per cassazione personale contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La Cassazione lo dichiara inammissibile, ribadendo che, secondo l'art. 613 c.p.p., l'atto deve essere firmato da un avvocato iscritto all'albo speciale, che ne assume la paternità, e non può essere presentato personalmente dalla parte.
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Ricorso per Cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per Cassazione personale presentato da un imputato condannato per ricettazione. L'ordinanza ribadisce il principio, consolidato dopo la riforma del 2017, secondo cui l'atto di impugnazione dinanzi alla Suprema Corte deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un difensore iscritto all'apposito albo speciale, a pena di inammissibilità. La sottoscrizione personale della parte rende l'atto nullo, senza possibilità di sanatoria.
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Ricorso per Cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato da un privato cittadino avverso un'ordinanza del Magistrato di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613, comma 1, del codice di procedura penale, che impone, a pena di inammissibilità, che il ricorso per Cassazione personale sia sottoscritto da un avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione personale di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La decisione si fonda sul principio che, a seguito delle riforme, il ricorso in Cassazione deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato, pena l'inammissibilità e la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
Un soggetto, condannato per reati legati agli stupefacenti, ha presentato personalmente un ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente inammissibile. La motivazione si basa sulla Legge n. 103/2017, che ha reso obbligatoria la sottoscrizione del ricorso da parte di un avvocato abilitato al patrocinio in Cassazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle Ammende, confermando l'impossibilità di un ricorso per cassazione personale.
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Ricorso per Cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per Cassazione personale presentato da un condannato. La decisione si fonda sulla riforma dell'art. 613 c.p.p., che impone il patrocinio di un avvocato iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità dell'atto. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione personale presentato da un soggetto detenuto. La sentenza ribadisce che, a seguito della riforma del 2017, qualsiasi ricorso alla Suprema Corte deve essere sottoscritto da un difensore iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità e la condanna alle spese.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 24 ottobre 2024, ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato personalmente da un condannato contro un provvedimento del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali che impongono, a pena di inammissibilità, che il ricorso per cassazione personale sia sempre sottoscritto da un difensore iscritto all'apposito albo speciale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sul principio che il ricorso per cassazione personale è escluso, in quanto la legge richiede tassativamente la sottoscrizione da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità e condanna alle spese.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna per ricettazione. La decisione si fonda sul fatto che il ricorso per cassazione personale è stato proposto direttamente dall'imputato, una modalità non più consentita dalla legge dopo la modifica dell'art. 613 c.p.p. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato direttamente da un condannato. La decisione si fonda sulla riforma del 2017 (Legge n. 103), che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato cassazionista, a pena di inammissibilità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla riforma legislativa del 2017, che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. A causa dell'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un condannato. La decisione si basa sulla legge n. 103/2017, che richiede tassativamente la firma di un avvocato cassazionista, pena l'inammissibilità dell'atto. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
Un condannato ha presentato un ricorso per cassazione personale contro un provvedimento del Tribunale di Sorveglianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile, ribadendo che, a seguito della L. 103/2017, tale ricorso deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla Legge n. 103/2017, che ha escluso la facoltà dell'imputato di proporre personalmente ricorso per cassazione, rendendo obbligatoria la sottoscrizione da parte di un difensore iscritto all'albo speciale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
Un imputato, il cui reato di appropriazione indebita era stato dichiarato prescritto in appello, ha presentato un ricorso personale alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il ricorso per cassazione personale in ambito penale è vietato. La legge richiede l'assistenza obbligatoria di un avvocato abilitato per garantire l'elevato tecnicismo necessario in questa fase del giudizio. L'imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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