L'Imputato, accusato di detenzione di un ordigno, armi clandestine, munizioni e hashish destinato allo spaccio, concorda una pena di due anni e cinque mesi di reclusione con multa. Successivamente, propone ricorso per cassazione contro il patteggiamento, lamentando un difetto di motivazione sulla reale disponibilità della stanza dove le forze dell'ordine hanno rinvenuto il materiale incriminato. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici spiegano che l'accordo di patteggiamento esonera il magistrato dal dovere di motivare sui punti non controversi della responsabilità. Di conseguenza, la legge limita fortemente i motivi di impugnazione delle sentenze concordate. L'Imputato perde la causa e subisce la condanna al pagamento delle spese processuali, oltre al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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