La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, respingendo le doglianze dell'imputato. La Corte ha stabilito che il calcolo della prescrizione era errato a causa della mancata considerazione di un periodo di sospensione di 602 giorni. Inoltre, ha confermato la decisione di non concedere le attenuanti generiche, data la personalità del ricorrente e i suoi precedenti per reati contro il patrimonio. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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