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Ricorso De Plano

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88 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'ordinanza chiarisce che, accettando l'accordo sulla pena, l'imputato rinuncia a contestare nel merito la propria responsabilità. Il ricorso è ammesso solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo e non per motivi di merito come la motivazione sulla colpevolezza.
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Ricorso inammissibile: limiti del concordato in appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una sentenza di "concordato in appello". La Corte ribadisce che tale impugnazione è limitata a vizi specifici e non può rimettere in discussione il merito o la pena. Un secondo ricorso è dichiarato inammissibile per mancanza del mandato specifico a impugnare, un nuovo requisito per gli imputati assenti.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (cd. 'concordato in appello') per truffa aggravata, aveva impugnato la sentenza lamentando l'errata qualificazione giuridica del fatto e la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità. La Corte ribadisce che il ricorso avverso tali sentenze è consentito solo in casi limitati e non può rimettere in discussione punti (come la qualificazione del reato) che si considerano rinunciati con l'accordo, salvo un errore palese e manifesto.
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Impugnazione patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento. Il motivo del ricorso era la mancata concessione della sospensione condizionale della pena, beneficio non incluso nell'accordo iniziale. La Corte ha stabilito che l'impugnazione patteggiamento è consentita solo per motivi di illegalità della pena e non per rinegoziare i termini dell'accordo, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Avvocato non cassazionista: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso poiché presentato da un avvocato non cassazionista. Il caso nasce da un appello contro una sentenza del Giudice di Pace per una pena pecuniaria. La Corte, rilevando la mancanza di abilitazione del difensore, ha rigettato l'impugnazione de plano e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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Ricorso in Cassazione personale: le regole da seguire
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile un ricorso in Cassazione personale presentato da un soggetto contro un provvedimento del Magistrato di sorveglianza. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 del codice di procedura penale, che impone l'obbligatoria assistenza di un avvocato cassazionista, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. Il ricorso per cassazione personale, proposto direttamente dal ricorrente e non da un avvocato abilitato, viola l'art. 613 c.p.p. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di 3.000 euro.
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Impugnazione patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile una impugnazione patteggiamento con cui si contestava la mancata applicazione di una pena sostitutiva. La Corte ha chiarito che, dopo le riforme legislative, i motivi di ricorso sono tassativi e tra questi non rientra l'omessa sostituzione della pena detentiva, la quale deve essere oggetto di uno specifico accordo tra l'imputato e il Pubblico Ministero e non può essere disposta d'ufficio dal giudice.
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Inammissibilità ricorso: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso contro una sentenza penale, poiché i motivi di appello sono stati ritenuti generici, non autosufficienti e palesemente eccentrici rispetto all'imputazione. L'ordinanza sottolinea l'importanza di formulare impugnazioni specifiche, confermando la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. Il caso chiarisce i requisiti formali essenziali per evitare una declaratoria di inammissibilità ricorso.
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Concordato in appello: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza che ha ratificato un concordato in appello. L'accordo tra le parti sui motivi di appello preclude la possibilità di sollevare in Cassazione doglianze relative a vizi di motivazione, in quanto si considerano rinunciate.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (c.d. concordato in appello), ha contestato la quantificazione della stessa. La decisione sottolinea che l'accordo preclude la possibilità di impugnare gli aspetti sanzionatori che ne sono stati oggetto, confermando la natura vincolante di tale patteggiamento processuale.
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Ricorso personale Cassazione: quando è inammissibile?
Un giovane condannato presenta un ricorso personale in Cassazione lamentando una pena eccessiva. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile non per il merito della questione, ma perché la legge impone la necessaria rappresentanza di un avvocato per questo tipo di impugnazione. La decisione ribadisce che la difesa tecnica è un requisito fondamentale per agire davanti alla Corte di Cassazione.
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Ricorso inammissibile: no alla pena concordata
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per riciclaggio. L'imputato aveva concordato la pena in appello (ex art. 599-bis c.p.p.) ma l'aveva poi impugnata ritenendola 'illogica'. La Corte ha stabilito che la pena pattuita tra le parti non può essere oggetto di ricorso, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, sottolineando che non è possibile impugnare l'accordo con motivazioni vaghe e generiche. L'ordinanza chiarisce i limiti del ricorso patteggiamento, confermando che la natura negoziale dell'atto limita le argomentazioni difensive. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Tardività ricorso penale: quando l’appello è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un appello a causa della sua palese tardività. Il ricorso penale è stato depositato mesi dopo la scadenza del termine di 45 giorni dalla pubblicazione della sentenza di secondo grado, rendendo l'impugnazione irricevibile e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: la condanna
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso contro una sentenza emessa da un Giudice dell'Udienza Preliminare. La decisione sottolinea come la mancanza di motivi validi e la presenza di colpa nella proposizione del ricorso comportino non solo il rigetto, ma anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La Corte ha ritenuto che la sentenza impugnata fosse già sufficientemente motivata, rendendo il ricorso palesemente infondato e determinando l'applicazione delle sanzioni previste per l'inammissibilità ricorso Cassazione.
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Concordato in appello: pena non contestabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite il cosiddetto 'concordato in appello', ne contestava l'illegittimità per l'applicazione della recidiva. La Suprema Corte ha ribadito che la pena liberamente concordata tra imputato e pubblica accusa non può essere successivamente messa in discussione, in quanto l'accordo stesso ne presuppone l'accettazione.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e requisiti di forma
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile a causa della sua genericità e mancanza di autosufficienza. L'impugnazione non specificava in modo chiaro l'errore di legge della sentenza di primo grado, violando i principi procedurali. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso per droga: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso contro una condanna per stupefacenti, a causa della genericità e non autosufficienza dei motivi presentati. La Corte ha sottolineato come la correttezza della qualificazione giuridica dei fatti, inclusa l'aggravante della quantità ingente di cocaina (oltre 7 kg), fosse evidente dagli atti. L'ordinanza conferma che in casi di palese inammissibilità del ricorso per droga, la decisione può essere presa 'de plano', senza udienza, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Uso indebito carta di credito: misura cautelare
La Corte di Cassazione ha confermato l'ordinanza di arresti domiciliari per il reato di uso indebito carta di credito. La misura cautelare è stata ritenuta valida nonostante il Tribunale del Riesame avesse annullato l'accusa per il furto della carta stessa, evidenziando l'autonomia dei due reati.
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