L'Imputato ha concordato un patteggiamento per detenzione e spaccio di cocaina (26 involucri), violazioni sull'immigrazione e falsità in atti. Successivamente, la difesa ha presentato un ricorso contro patteggiamento, lamentando l'errata qualificazione giuridica del fatto e chiedendo l'applicazione della lieve entità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, in caso di patteggiamento, il ricorso per cassazione sulla qualificazione giuridica è ammesso solo se l'errore è evidente e indiscutibile. Nel caso specifico, il confezionamento della droga, i contatti telefonici e la confessione escludono qualsiasi errore evidente. L'Imputato è stato condannato a pagare le spese e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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