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Ricorrente — Anno 2024

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2154 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorrente

Provvedimenti

Spoil system: limiti per dirigenti non apicali
Un dirigente regionale, licenziato a seguito di un cambio di governo, ottiene ragione in Cassazione. La Corte ha stabilito che lo spoil system si applica esclusivamente ai dirigenti "apicali" (di vertice), e non a figure manageriali subordinate, la cui revoca basata su criteri fiduciari risulta pertanto illegittima. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per la quantificazione del risarcimento.
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Improcedibilità ricorso: il deposito tardivo lo annulla
Una dipendente pubblica ha presentato ricorso in Cassazione contro un Comune per una posizione apicale. La Corte Suprema ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso senza esaminarne il merito, poiché l'atto è stato depositato oltre il termine perentorio di legge, sottolineando l'importanza cruciale del rispetto delle scadenze processuali.
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Servitù apparente: tubi nascosti creano diritto
La Corte di Cassazione chiarisce il concetto di servitù apparente, stabilendo che tubature di scarico e pozzetti nascosti in un controsoffitto costituiscono opere visibili e permanenti. La loro scoperta durante lavori di ristrutturazione è sufficiente a soddisfare il requisito dell'apparenza per la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia, anche se non sono costantemente a vista dal fondo servente.
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Onere della prova in appello: come non sbagliare
Una società di pressofusione ha visto respingere il suo ricorso in Cassazione a causa della genericità con cui aveva riproposto le istanze istruttorie in appello. La Corte ha sottolineato che l'onere della prova in appello impone all'appellante di formulare motivi specifici, indicando analiticamente la rilevanza delle prove richieste e non limitandosi a una mera reiterazione. La decisione finale ha comportato anche una condanna per responsabilità aggravata.
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Resistenza a pubblico ufficiale: la minaccia basta
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte conferma che le semplici minacce verbali durante un controllo sono sufficienti a configurare il reato, indipendentemente dal fatto che l'azione degli agenti venga effettivamente ostacolata.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi e Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché basato su motivi nuovi, mai proposti in appello, e su una critica generica alla motivazione "per relationem" della sentenza impugnata. Il ricorrente, che in secondo grado aveva chiesto solo una riduzione della pena, ha tentato di sollevare in Cassazione una questione di insussistenza del fatto, violando i principi procedurali.
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Evasione detenzione domiciliare: quando è inammissibile
Un soggetto in detenzione domiciliare presso un camper viene condannato per evasione. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il suo ricorso, incentrato sulla pretesa mancata prova della sua assenza dalle immediate vicinanze del mezzo. La Suprema Corte ribadisce che il suo giudizio non può estendersi a una nuova valutazione dei fatti, di esclusiva competenza del giudice di merito, confermando così la condanna per evasione detenzione domiciliare.
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Ricorso inammissibile: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano una mera riproduzione di censure già esaminate e respinte nei precedenti gradi di giudizio. L'ordinanza sottolinea che la mancanza di nuovi argomenti validi porta alla conferma della sentenza impugnata e alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinvio della causa: accordo tra le parti in Cassazione
Un professionista si oppone a un decreto ingiuntivo ottenuto da una società per servizi geotecnici. Dopo la condanna in appello, ricorre in Cassazione. Le parti, avendo raggiunto un accordo transattivo, chiedono e ottengono il rinvio della causa per finalizzare la conciliazione. La Cassazione accoglie l'istanza e rinvia la trattazione.
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Studi di settore: accertamento e definizione agevolata
Un professionista ha ricevuto un avviso di accertamento fiscale per Irpef, Irap e Iva basato sugli studi di settore, che evidenziavano un reddito dichiarato inferiore alle medie statistiche. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato la validità dell'accertamento. Tuttavia, giunto in Cassazione, il professionista ha richiesto l'estinzione del giudizio per aver aderito a una definizione agevolata. La Corte ha sospeso la decisione, emettendo un'ordinanza interlocutoria per consentire all'Agenzia delle Entrate di verificare la regolarità della procedura di sanatoria.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio agrario
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio in materia agraria a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente e dell'adesione della controparte. La controversia originale verteva su un contratto di affitto agrario e sulla tardività dell'appello, ma si è conclusa prima di una decisione nel merito grazie all'accordo tra le parti, evidenziando l'efficacia della rinuncia al ricorso come strumento di definizione del contenzioso.
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Indennità sostitutiva dirigente medico: solo dal CCNL
Un dirigente medico, in sostituzione di un primario per un periodo prolungato, ha richiesto il pagamento delle differenze retributive per mansioni superiori. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, ha stabilito che al dirigente spetta unicamente l'indennità sostitutiva dirigente medico prevista dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), anche se l'incarico supera i 12 mesi. La Corte ha chiarito che tale sostituzione non si configura come svolgimento di mansioni superiori ai sensi dell'art. 2103 c.c., poiché avviene all'interno del ruolo unico della dirigenza sanitaria.
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Agevolazioni fiscali ASD: requisiti formali e reali
Un'associazione sportiva dilettantistica si è vista negare le agevolazioni fiscali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25402/2024, ha respinto il suo ricorso, stabilendo che per ottenere i benefici fiscali non è sufficiente la conformità formale dello statuto alle norme di legge. È indispensabile dimostrare in concreto l'effettiva operatività non commerciale e la vita democratica dell'ente, con l'onere della prova che ricade interamente sull'associazione stessa.
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Droga parlata: Cassazione su intercettazioni e reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per reati legati agli stupefacenti. La sentenza ribadisce la validità delle condanne basate sul principio della "droga parlata", ovvero su prove derivanti da intercettazioni anche in assenza di sequestro della sostanza. Inoltre, la Corte ha precisato la distinzione tra la mera connivenza non punibile e il concorso attivo nel reato, che può consistere anche nel fornire suggerimenti sulla qualità dello stupefacente ai compratori.
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Rinvio a nuovo ruolo: cosa succede se manca il giudice
La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio a nuovo ruolo di una causa a seguito dell'improvviso e imprevedibile impedimento del giudice relatore. L'ordinanza interlocutoria spiega che tale assenza, verificatasi poco prima dell'udienza, non ha consentito la riassegnazione del fascicolo, rendendo necessario posticipare la trattazione per integrare il collegio giudicante. La decisione evidenzia un meccanismo procedurale per gestire imprevisti che garantisce la corretta composizione dell'organo giudicante.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società aveva impugnato un avviso di accertamento per costi ritenuti non deducibili. Durante il giudizio in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge. La Corte Suprema, verificata la regolarità della procedura e dei pagamenti, ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte della società appellante, accettata dalla controparte. La decisione si fonda sull'accordo tra le parti, che preclude una condanna alle spese legali, come previsto dal codice di procedura civile.
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Factoring e concordato: a chi spetta il credito?
Una società di factoring agisce per il pagamento di crediti ceduti da un'azienda poi ammessa a concordato preventivo. Le corti di merito ritengono la domanda inammissibile, in quanto doveva essere proposta nelle forme del procedimento concorsuale. La Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria sul tema del factoring e concordato, rinvia la decisione alla Prima Sezione Civile, competente per materia, per risolvere la complessa questione sulla tutela dei diritti del terzo cessionario.
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Successione alloggio popolare: la decisione della Cassazione
La nipote di un'assegnataria di alloggio pubblico ha richiesto il diritto di successione nel contratto di locazione dopo la morte della zia. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la sua domanda, non ritenendo provata la stabile convivenza né la comunicazione formale all'ente gestore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione della convivenza è una questione di fatto riservata ai giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità. Il ricorso è stato respinto perché chiedeva una nuova valutazione delle prove anziché contestare un errore di diritto, elemento fondamentale per la successione alloggio popolare.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società contesta un avviso di accertamento fiscale. Durante il giudizio di Cassazione, aderisce alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando l'importo dovuto. La Suprema Corte, verificata l'adesione e la mancata istanza di prosecuzione, dichiara l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.
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