L'Acquirente è stato condannato per il reato di ricettazione dopo essere stato trovato in possesso di tre motocicli rubati, acquistati fuori dai canali ufficiali da soggetti sconosciuti. L'imputato ha proposto ricorso sostenendo che il fatto dovesse essere qualificato come incauto acquisto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna. I giudici hanno stabilito che l'acquisto di più beni rubati al di fuori dei canali commerciali legittimi, senza fornire una spiegazione attendibile sulla loro provenienza, configura pienamente il reato di ricettazione e dolo eventuale. L'imputato, infatti, ha consapevolmente accettato il rischio della provenienza illecita dei mezzi. Di conseguenza, l'imputato perde il ricorso e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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