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Ricettazione Di Lieve Entità

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55 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricettazione di lieve entità: il valore del bene non salva il reo
L'Imputato è stato condannato per la ricettazione di un ciclomotore. Ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione dell'attenuante della ricettazione di lieve entità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, ai fini dell'attenuante, non basta il modesto valore economico del bene. Occorre valutare anche la gravità complessiva del fatto e la capacità a delinquere del soggetto. Nel caso specifico, l'uomo aveva numerosi precedenti per furto e rapina, ha agito in stato di ebbrezza e violando la sorveglianza speciale. Di conseguenza, l'imputato perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricettazione di lieve entità: moped vecchio riduce la pena
Un uomo è stato condannato per la ricettazione di un ciclomotore vecchio di vent'anni e in pessime condizioni. La Corte d'Appello ha negato la circostanza attenuante del fatto di lieve entità basandosi sul rischio ipotetico di non poter risalire a infrazioni stradali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'imputato, stabilendo che per concedere la ricettazione di lieve entità non basta valutare il valore economico del bene, ma occorre esaminare anche la personalità del reo e i suoi precedenti penali. La sentenza è stata annullata limitatamente al diniego dell'attenuante, con rinvio alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Ricettazione di lieve entità: errore sul valore cancella condanna
L'Imputata viene condannata per ricettazione in relazione ad alcuni oggetti d'oro. La Corte d'Appello nega l'attenuante della ricettazione di lieve entità, attribuendo ai beni un valore di 2.500 euro. La difesa ricorre in Cassazione, dimostrando un travisamento della prova: l'Imputata aveva ricevuto solo una catenina e due medagliette, mentre la cifra di 2.500 euro si riferiva all'intera refurtiva sottratta da un minore, di cui lei aveva solo una minima parte. La Suprema Corte accoglie il ricorso rilevando l'errore dei giudici di merito. Di conseguenza, accertata la fondatezza del ricorso, la Cassazione dichiara l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione, annullando la sentenza senza rinvio.
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Ricettazione di lieve entità: quando il valore nega lo sconto
Il caso riguarda un uomo condannato per il reato di ricettazione. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della ricettazione di lieve entità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'attenuante non può essere concessa a causa del valore non minimo del bene ricettato e della personalità negativa del soggetto. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Ricettazione di lieve entità: l’auto rubata nega lo sconto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due soggetti condannati per tentata rapina e ricettazione in concorso. I ricorrenti contestavano dettagli marginali sulle prove, come il colore e il modello dell'auto usata, e richiedevano l'applicazione dell'attenuante per la ricettazione di lieve entità. I giudici hanno stabilito che la valutazione dei fatti spetta solo ai giudici di merito e che l'attenuante della ricettazione di lieve entità non può essere concessa quando l'oggetto del reato è un'autovettura di valore economico non trascurabile. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricettazione di lieve entità: il ricorso ripetitivo costa caro
Un uomo condannato per ricettazione ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione dell'attenuante della ricettazione di lieve entità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano del tutto generici e si limitavano a ripetere le stesse argomentazioni già respinte in appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Ricettazione di lieve entità: la prescrizione non si accorcia
Il Ricorrente è stato condannato per la ricettazione di un ciclomotore rubato. Ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata dichiarazione di prescrizione del reato, sostenendo che la fattispecie dovesse essere considerata come ricettazione di lieve entità e che questo dovesse ridurre i tempi di prescrizione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la ricettazione di lieve entità non costituisce un reato autonomo, ma una semplice circostanza attenuante. Di conseguenza, ai fini del calcolo della prescrizione, si deve fare riferimento esclusivamente alla pena edittale del reato base (otto anni, estendibili a dieci). Poiché tale termine non era decorso, la condanna è stata confermata e il ricorrente condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricettazione di lieve entità: condanna ferma e ricorso respinto
Un uomo, condannato per la ricettazione di un motociclo, ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che il reato fosse ormai estinto per prescrizione. La difesa riteneva che, trattandosi di ricettazione di lieve entità, il tempo necessario a prescrivere il reato fosse inferiore rispetto all'ipotesi ordinaria. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la ricettazione di lieve entità non costituisce un reato autonomo, ma rappresenta una circostanza attenuante speciale. Di conseguenza, il calcolo della prescrizione segue il termine ordinario di dieci anni previsto per il reato base. Poiché alla data della sentenza d'appello il termine decennale non era ancora decorso, e l'inammissibilità del ricorso impedisce di far valere la prescrizione maturata successivamente, il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricettazione di lieve entità: l’auto rubata nega lo sconto di pena
Il Ricorrente è stato condannato per il reato di ricettazione di un'autovettura. Il difensore ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione della circostanza attenuante della ricettazione di lieve entità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché generico e meramente ripetitivo di questioni già esaminate. I giudici hanno chiarito che la ricettazione di lieve entità va esclusa considerando sia l'elevato valore economico del bene (un'autovettura) sia la capacità a delinquere del soggetto. Di conseguenza, il ricorrente perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Ricettazione di lieve entità: sette motori costano caro
Un uomo, condannato per il reato di ricettazione per il possesso di sette motori con telai contraffatti, ha presentato ricorso in Cassazione. L'imputato lamentava il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della ricettazione di lieve entità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il numero elevato di beni (sette motori), la contraffazione professionale dei telai e i numerosi precedenti penali dell'uomo impediscono di considerare il fatto di lieve entità. Per concedere questa attenuante, infatti, occorre valutare globalmente sia il valore economico del bene sia la condotta e la personalità del colpevole. Di conseguenza, l'imputato perde la causa e deve pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro.
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Ricettazione di lieve entità: il valore del bene supera il danno
Il Tribunale aveva concesso a un uomo, accusato di ricettazione di una bicicletta elettrica rubata, la circostanza attenuante della ricettazione di lieve entità. La decisione si basava sul fatto che la polizia avesse restituito il mezzo alla vittima, azzerando il danno. Il Procuratore Generale ha impugnato la decisione evidenziando che il valore della bici superava i mille euro. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per concedere la ricettazione di lieve entità occorre valutare prima di tutto il valore economico del bene e non la sua successiva restituzione da parte delle forze dell'ordine. La sentenza è stata annullata limitatamente all'attenuante, con rinvio per un nuovo giudizio.
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Ricettazione di lieve entità: condanna anche senza matricola
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di ricettazione di lieve entità nei confronti di un uomo trovato in possesso di un motore rubato. La difesa contestava l'identificazione del bene, privo di numero di matricola, e la mancata esclusione della recidiva da parte della Corte d'Appello. I giudici di legittimità hanno dichiarato inammissibile il primo motivo, poiché il motore era stato chiaramente identificato tramite marca, colore e bolla di accompagnamento. Riguardo al trattamento sanzionatorio, la Cassazione ha chiarito che l'imputato non aveva un reale interesse a impugnare la decisione: il giudice di merito aveva già applicato un calcolo di pena estremamente favorevole, considerando la recidiva come subvalente rispetto alle attenuanti. Il ricorso è stato quindi rigettato.
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Bici rubata e ricettazione di lieve entità: condanna definitiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di ricettazione di lieve entità, avente ad oggetto una bicicletta rubata. L'imputato contestava il riconoscimento del mezzo da parte della vittima e chiedeva l'applicazione della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha confermato la validità del riconoscimento, basato su marca, modello e adesivi personalizzati applicati dal proprietario. Inoltre, i giudici hanno negato il beneficio della particolare tenuità a causa dei numerosi precedenti penali dell'uomo per reati contro il patrimonio. Di conseguenza, l'imputato perde definitivamente il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Ricettazione di lieve entità: no allo sconto sulla prescrizione
L'Imputato è stato condannato per il reato di ricettazione di alcuni gioielli. La Corte d'Appello ha applicato la circostanza attenuante speciale della ricettazione di lieve entità. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che il reato fosse ormai estinto per prescrizione, calcolando il tempo sulla base della pena ridotta dall'attenuante. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la ricettazione di lieve entità non è un reato autonomo, ma una semplice attenuante. Di conseguenza, il tempo necessario per la prescrizione deve essere calcolato sulla pena base del reato principale, senza considerare la riduzione. L'Imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricettazione di lieve entità: pena ridotta nonostante la recidiva
L'Imputato veniva condannato per i reati di ricettazione e detenzione per la vendita di oggetti contraffatti. I giudici di merito applicavano la recidiva pluriqualificata e, contemporaneamente, riconoscevano la ricettazione di lieve entità. Tuttavia, aumentavano la pena per la recidiva senza effettuare il necessario giudizio di bilanciamento tra le circostanze. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Imputato, stabilendo che la ricettazione di lieve entità è una circostanza attenuante e può prevalere sulla recidiva. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio, eliminando l'aumento di pena illegittimo e rideterminando la sanzione finale in cinque mesi e dieci giorni di reclusione, oltre a 267,00 euro di multa.
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Ricettazione di lieve entità: il ciclomotore non ha valore minimo
L'Imputato, condannato per il reato di ricettazione di un ciclomotore, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della ricettazione di lieve entità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'attenuante del danno di speciale tenuità richiede un pregiudizio economico quasi irrisorio per la vittima. Nel caso specifico, la difesa non ha fornito alcuna prova sul valore esiguo del ciclomotore. Al contrario, costituisce fatto notorio che un ciclomotore non possa essere considerato un bene di valore irrilevante. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricettazione di lieve entità: ricorso vago e condanna confermata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino condannato per il reato di ricettazione. L'imputato contestava il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della ricettazione di lieve entità e la determinazione della pena. Tuttavia, i giudici di legittimità hanno rilevato che i motivi di ricorso erano del tutto generici e privi della necessaria specificità richiesta dalla legge. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione, condannando il ricorrente anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Ricettazione di lieve entità: no allo sconto con precedenti
Il caso riguarda un uomo condannato per il reato di ricettazione. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della ricettazione di lieve entità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la ricettazione di lieve entità deve essere esclusa quando il valore del bene ricettato non è particolarmente basso e quando il soggetto dimostra una spiccata capacità a delinquere, desumibile dai suoi precedenti penali specifici. Di conseguenza, l'imputato perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricettazione di lieve entità: no al doppio sconto di pena
Il Ricorrente ha presentato ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità e l'applicazione della recidiva. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'esiguità del danno era già stata utilizzata per qualificare il fatto come ricettazione di lieve entità, impedendo così una doppia riduzione di pena per lo stesso motivo. Inoltre, l'applicazione della recidiva è stata ritenuta corretta, poiché il giudice di merito ha valutato concretamente il legame tra il nuovo reato e le precedenti condanne, evidenziando una persistente inclinazione a delinquere del soggetto. Il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricettazione di lieve entità: dimenticare la multa costa caro
Il Tribunale di Ancona ha condannato un uomo per ricettazione di lieve entità di un ciclomotore, applicando solo sei mesi di reclusione. Il giudice ha omesso nel dispositivo la multa di 400 euro, pur avendola calcolata nella motivazione. Il Procuratore Generale ha fatto ricorso in Cassazione per violazione di legge, poiché la norma impone sia il carcere sia la multa. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, annullando senza rinvio la sentenza limitatamente alla sanzione pecuniaria e applicando direttamente la multa di 400 euro.
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