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Ricettazione Di Assegno Bancario

7 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricettazione di assegno bancario: ricorso generico bocciato
L'Imputato è stato condannato nei gradi di merito per il reato di ricettazione di assegno bancario proveniente da un precedente illecito. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che i giudici avessero motivato in modo illogico la provenienza del titolo. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per la genericità dei motivi presentati. L'imputato si è limitato a riproporre le vecchie difese senza contestare le prove testimoniali decisive già valutate nei precedenti giudizi. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imputato deve pagare le spese processuali insieme a una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Ricettazione di assegno bancario: il ricorso inammissibile
Un cittadino ha proposto ricorso in Cassazione contro la condanna per il reato di ricettazione di assegno bancario proveniente da furto. La difesa ha sostenuto che il reato fosse prescritto, chiedendo l'applicazione della lieve entità, delle attenuanti generiche e della particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'attenuante della lieve entità non modifica il calcolo della prescrizione, la quale si basa sulla pena edittale principale. Inoltre, la Cassazione ha ricordato che l'inammissibilità del ricorso impedisce di rilevare l'eventuale prescrizione maturata dopo la sentenza d'appello. L'imputato perde la causa e deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricettazione di assegno bancario: la finta buona fede non salva
Un uomo è stato condannato per la ricettazione di assegno bancario utilizzato per compiere una tentata truffa. La Corte d'Appello ha dichiarato estinto il reato di truffa per via della remissione di querela da parte della vittima, ma ha confermato la responsabilità penale per la ricettazione del titolo di credito. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo di non essere a conoscenza della provenienza illecita dell'assegno. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che chi riceve un assegno al di fuori delle normali regole di circolazione commerciale è necessariamente consapevole della sua origine illecita. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Ricettazione di assegno bancario: reato anche col falso civile
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un soggetto condannato per la ricettazione di assegni bancari clonati e falsificati. La difesa sosteneva che, a seguito della depenalizzazione del reato di falso in scrittura privata, la condotta non potesse più essere qualificata come reato. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che la ricettazione di assegno bancario con clausola di non trasferibilità mantiene la sua rilevanza penale anche dopo la depenalizzazione del reato presupposto. La provenienza delittuosa del bene deve essere infatti valutata con esclusivo riferimento al momento in cui è avvenuta la condotta di ricezione. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricettazione di assegno bancario: condanna per chi tace
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per il reato di ricettazione di assegno bancario. L'imputato era stato trovato in possesso di un titolo di credito di provenienza furtiva, ottenuto al di fuori dei normali canali di circolazione. I giudici hanno ribadito che, per configurare la ricettazione, la mancata o non credibile giustificazione sulla provenienza del bene dimostra la malafede del possessore. Inoltre, chi riceve un assegno violando le regole ordinarie di circolazione è necessariamente consapevole della sua origine illecita. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna, respingendo anche la richiesta di considerare il fatto di lieve entità, e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricettazione di assegno bancario: condanna per il titolo falso
Un uomo è stato condannato per il reato di ricettazione di assegno bancario dopo aver utilizzato un titolo clonato per effettuare un pagamento. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo la mancanza dell'elemento soggettivo del reato e lamentando un vizio di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la prova del dolo nella ricettazione può desumersi dall'assenza di una spiegazione attendibile sulla provenienza del bene. Inoltre, chi riceve un assegno al di fuori dei normali circuiti di circolazione è necessariamente consapevole della sua origine illecita. Di conseguenza, l'imputato perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricettazione di assegno bancario: la Cassazione nega sconti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due soggetti condannati per concorso in ricettazione di assegno bancario di provenienza furtiva. Il primo ricorrente lamentava il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, ma la Suprema Corte ha chiarito che tale richiesta non può essere presentata per la prima volta in sede di legittimità se non formulata nel giudizio di appello. Il secondo ricorrente contestava la sussistenza del dolo, ma i giudici hanno ribadito che chi riceve un assegno in bianco fuori dai canali ordinari è pienamente consapevole della sua provenienza illecita, configurando almeno il dolo eventuale. Di conseguenza, entrambi i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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