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Revocazione — Anno 2026

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311 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Revocazione

Provvedimenti

Revocazione confisca di prevenzione: limiti e prove
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi per la revocazione confisca di prevenzione presentati da terzi interessati. La decisione si fonda sulla tardività delle istanze, sulla non decisività delle nuove prove addotte e su un difetto di rappresentanza legale. La sentenza ribadisce i rigorosi requisiti per rimettere in discussione un provvedimento di confisca definitivo.
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Errore di fatto revocatorio: quando non è ammissibile
Una società sanitaria, dopo aver visto il suo ricorso in Cassazione dichiarato inammissibile per motivi procedurali, ha tentato la via della revocazione sostenendo un errore di fatto revocatorio da parte della Corte. La Suprema Corte ha rigettato la richiesta, chiarendo che la critica alla motivazione del giudice, anche se ritenuta generica, costituisce un presunto errore di giudizio e non un errore di percezione dei fatti, non rientrando quindi nei presupposti per la revocazione.
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Riunione dei giudizi: Cassazione e connessione ricorsi
Un gruppo di cittadini ha impugnato in Cassazione una sentenza della Corte d'Appello. Tale sentenza è stata poi revocata con un'altra decisione, anch'essa impugnata in Cassazione. La Suprema Corte, ravvisando un forte legame tra i due ricorsi, ha disposto la riunione dei giudizi per una trattazione congiunta, rinviando la causa. La decisione si fonda sul principio di connessione processuale.
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Errore di fatto revocazione: quando è inammissibile?
Un professionista ha presentato ricorso per la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione, lamentando un errore di fatto revocazione in merito alla data di iscrizione alla gestione previdenziale e alla presentazione di una dichiarazione dei redditi, elementi decisivi per una questione di prescrizione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che gli errori lamentati non costituivano un errore di fatto (una falsa percezione degli atti processuali), bensì un errore di giudizio. L'ordinanza impugnata, infatti, si era limitata a riportare correttamente i fatti così come accertati dalla sentenza d'appello, rendendo impossibile configurare un errore percettivo della Cassazione stessa.
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Revocazione sentenza Cassazione: quando è inammissibile
Un lavoratore chiede la revocazione di una sentenza della Cassazione che confermava il suo licenziamento, presentando un nuovo documento. La Corte dichiara il ricorso inammissibile. La motivazione si basa sull'impossibilità di chiedere la revocazione sentenza Cassazione per la scoperta di nuovi documenti e sul fatto che la precedente decisione non era di merito. Viene inoltre evidenziato il mancato rispetto dei termini.
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Revocazione confisca: no a nuove valutazioni
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati per la revocazione confisca di prevenzione, stabilendo un principio fondamentale: la revocazione non può essere utilizzata per sollevare questioni o vizi originari che potevano essere dedotti durante il procedimento principale. La Corte ha chiarito che l'istituto della revocazione, anche nell'ipotesi prevista dall'art. 28, comma 2, del D.Lgs. 159/2011, presuppone sempre l'esistenza di 'fatti sopravvenuti' idonei a minare le basi del provvedimento definitivo, impedendo così una rivalutazione nel merito di elementi già noti.
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Revocazione inammissibile: no a nuove impugnazioni
La Corte di Cassazione dichiara la revocazione inammissibile di un'ordinanza che già si era pronunciata su una precedente revocazione. Il caso, originato da una richiesta di risarcimento per lesioni, è sfociato in una serie di impugnazioni. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: le decisioni emesse in sede di revocazione non sono a loro volta soggette a un nuovo ricorso per revocazione, al fine di garantire la certezza e la stabilità del giudicato.
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Giudicato esterno: come e quando si fa valere?
La Cassazione revoca una propria ordinanza per errore di fatto. Il caso riguarda un giudicato esterno formatosi dopo la precisazione delle conclusioni in appello. La Corte stabilisce che, in tale ipotesi, il giudice deve rimettere la causa sul ruolo per garantire il contraddittorio, non potendo l'eccezione essere considerata tardiva. La precedente decisione, che dichiarava inammissibile il ricorso per mancata prova del giudicato, era fondata sull'erroneo presupposto che la prova potesse essere fornita prima.
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Errore di fatto: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo che un 'errore di fatto' non sussiste quando la questione è stata oggetto di dibattito tra le parti. Il caso riguardava la presunta tardività di un appello, ma la Corte ha stabilito che la valutazione sulla tempestività del ricorso, essendo un punto controverso, costituisce un errore di giudizio e non una svista percettiva, escludendo così il rimedio della revocazione.
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Errore di fatto: i limiti alla revocazione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di fatto. Il caso nasce da un complesso contenzioso familiare e societario riguardante l'inadempimento di un accordo transattivo. Il ricorrente sosteneva che la Corte avesse erroneamente attribuito la decisione di proporre un appello a un amministratore giudiziario non più in carica. La Corte ha chiarito che l'errore di fatto, per giustificare la revocazione, deve riguardare una svista percettiva su un fatto pacifico e non controverso, non un errore di valutazione su un punto dibattuto nel giudizio di merito. Poiché la questione era stata oggetto di analisi e decisione, non si configurava un errore di fatto revocatorio, ma un giudizio di merito non più sindacabile.
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Errore di fatto: quando non si può revocare la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di fatto. Il caso riguardava la richiesta di ripristino di una pensione di reversibilità. La ricorrente sosteneva che la Corte avesse erroneamente ignorato che l'INPS aveva già erogato la pensione per 13 anni. La Cassazione ha chiarito che tale circostanza non costituisce un errore di fatto percettivo, bensì un elemento soggetto a valutazione giuridica, la cui critica non rientra nei presupposti per la revocazione.
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Errore di fatto: quando il ricorso è inammissibile
Un professionista ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto nell'interpretazione di delibere della sua cassa previdenziale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la questione sollevata era di natura giuridica e interpretativa, non un errore materiale percepito erroneamente, e che mancava il requisito della decisività.
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Errore di fatto: quando non si può revocare la Cassazione
Una parte ha presentato ricorso per revocazione contro un'ordinanza della Corte di Cassazione, sostenendo un errore di fatto nella valutazione di una memoria difensiva. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'errata interpretazione del contenuto di un atto costituisce un errore di giudizio, non un errore di fatto, e quindi non è un valido motivo per la revocazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese legali.
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Errore di fatto Cassazione: quando è revocabile?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso per revocazione per errore di fatto. Nel caso esaminato, una correntista aveva citato in giudizio la propria banca per aver consegnato carnet di assegni a una persona non autorizzata, subendo protesti per assegni con firma falsa. Dopo la soccombenza in primo e secondo grado, e un primo ricorso in cassazione rigettato, la correntista ha tentato la via della revocazione, sostenendo che la Corte avesse commesso un errore di fatto nel non considerare la mancata identificazione del soggetto allo sportello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che quello lamentato non era un errore di fatto (una svista percettiva), bensì un errore di giudizio, ossia un dissenso sull'interpretazione e valutazione degli atti, che non può essere corretto con la revocazione.
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Errore materiale revocazione: differenze e requisiti
Un ex dirigente, dopo aver visto il suo ricorso in Cassazione dichiarato inammissibile, ha tentato la via della "correzione di errore materiale". Sosteneva che la Corte avesse erroneamente percepito che i giudici di merito si fossero pronunciati su tutte le sue richieste economiche. La Suprema Corte ha riqualificato l'istanza come richiesta di revocazione, poiché non si trattava di un mero errore di trascrizione ma di un presunto errore di giudizio. Di conseguenza, ha dichiarato il ricorso inammissibile per un vizio procedurale decisivo: la mancanza di una nuova e specifica procura speciale, necessaria per avviare il procedimento di revocazione. L'ordinanza sottolinea la netta distinzione tra i due rimedi e l'importanza del corretto adempimento procedurale.
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Errore di fatto revocazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per la revocazione di una propria precedente sentenza. Il caso riguarda un dirigente licenziato che denunciava un errore di fatto revocazione nel calcolo dei termini del procedimento disciplinare. La Corte ha stabilito che il ricorso era formalmente incompleto e che l'asserito errore non era una svista materiale, ma una questione di interpretazione giuridica già dibattuta, non rientrando quindi nella nozione di errore di fatto che giustifica la revocazione.
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Errore revocatorio: notifica errata e caso risolto
La Corte di Cassazione ha accolto un ricorso per revocazione a causa di un errore revocatorio. La notifica di un'udienza era stata inviata a un avvocato omonimo a causa di un codice fiscale errato, impedendo la difesa del contribuente. La Corte, riconosciuto l'errore, ha revocato la precedente ordinanza e, vista l'adesione del contribuente a una definizione agevolata, ha dichiarato estinto il giudizio originario.
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Revocazione sentenza: no con prove postume
Una società, dopo aver perso un appello in materia fiscale, ha richiesto la revocazione della sentenza sulla base di nuove testimonianze emerse in un separato processo penale. La Corte di Giustizia Tributaria aveva accolto la richiesta, ma la Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. La Suprema Corte ha stabilito che la revocazione di una sentenza è possibile solo per documenti decisivi preesistenti al giudizio originale e non per prove formatesi successivamente, come i verbali di nuove testimonianze. Di conseguenza, il ricorso per revocazione è stato dichiarato inammissibile.
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Revocazione sentenza: no a prove testimoniali postume
La Corte di Cassazione ha stabilito che non è possibile chiedere la revocazione di una sentenza basandosi su prove testimoniali emerse in un altro processo e formatesi dopo la decisione stessa. Nel caso specifico, una società aveva ottenuto la revocazione di una sentenza tributaria sfavorevole presentando le trascrizioni di testimonianze di un processo penale successivo. La Cassazione ha annullato tale decisione, specificando che la revocazione sentenza è ammessa solo per documenti decisivi preesistenti alla sentenza impugnata, ma scoperti solo in seguito. Le testimonianze postume non rientrano in questa categoria, garantendo così la stabilità delle decisioni giudiziarie.
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Revocazione sentenza: testimonianze non sono documenti
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte di Giustizia Tributaria che aveva accolto un'istanza di revocazione sentenza. La richiesta si basava su nuove testimonianze emerse in un processo penale successivo alla sentenza tributaria. La Suprema Corte ha stabilito che tali testimonianze, formatesi dopo la decisione, non costituiscono 'documenti decisivi preesistenti' ai sensi dell'art. 395 c.p.c., rendendo così inammissibile il rimedio della revocazione. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata senza rinvio.
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