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Revocazione — Anno 2025

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357 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Revocazione

Provvedimenti

Lodo irrituale: quando la Cassazione non revoca
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione riguardante un lodo irrituale. Il caso vedeva due fratelli soci in disaccordo sulla natura, e quindi sull'esecutività, di un lodo arbitrale. La Corte ha stabilito che un'errata interpretazione dei motivi di ricorso da parte del giudice non costituisce un 'errore di fatto' che giustifichi la revocazione, ribadendo che la qualificazione del lodo non poteva più essere contestata in quella fase processuale.
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Correzione errore materiale: i limiti secondo la Cassazione
Un comune e un privato cittadino hanno presentato un ricorso per la correzione di un errore materiale in un'ordinanza della Cassazione, sostenendo che un'errata interpretazione della data di notifica avesse causato una dichiarazione di inammissibilità e la mancata condanna alle spese. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, qualificandolo non come un'istanza di correzione, ma come una richiesta di revocazione, per la quale i ricorrenti non avevano una procura speciale adeguata.
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Revocazione sentenza Cassazione: quando è inammissibile
Un professionista chiede la revocazione di una sentenza della Cassazione che aveva dichiarato improcedibile il suo ricorso per un vizio formale, ovvero la mancata attestazione della data di pubblicazione sulla copia della sentenza impugnata. La Corte Suprema rigetta la richiesta di revocazione della sentenza Cassazione, chiarendo che una contestata interpretazione di una norma processuale non costituisce un "errore di fatto" che possa giustificare la revisione della decisione.
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Errore di fatto: quando è inammissibile la revocazione
Una società di costruzioni ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione, sostenendo un errore di fatto riguardo alla prova di insolvenza di una 'supersocietà'. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che una non corretta valutazione delle prove non costituisce l'errore di fatto richiesto dalla legge per la revocazione, il quale deve riguardare una percezione errata di un fatto processuale incontestabile e non l'interpretazione del giudice.
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Acquisizione fascicolo d’ufficio: rinvio del caso
Una società ha richiesto la revocazione di una sentenza della Corte di Cassazione, presentando anche un'istanza di estinzione del giudizio per una definizione agevolata. La Corte ha osservato che la definizione agevolata si riferiva a un altro procedimento. Data l'impossibilità di reperire il fascicolo del giudizio originario, la Corte ha ordinato l'acquisizione del fascicolo d'ufficio e ha rinviato la causa, senza decidere nel merito.
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Errore di fatto: quando la Cassazione può revocare?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di fatto. I ricorrenti sostenevano che la Corte avesse omesso di esaminare una memoria difensiva che eccepiva un giudicato esterno. La Corte ha chiarito che l'errore di fatto revocatorio consiste in una svista percettiva su atti interni al processo e non in un errore di giudizio. Inoltre, il presunto giudicato sul 'quantum' era solo 'apparente', poiché destinato a cadere a seguito della riforma della sentenza sull''an' (il diritto stesso), rendendo l'omissione non decisiva ai fini della decisione finale.
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Errore di fatto: Cassazione revoca inammissibilità
Una società di servizi e un ente ospedaliero avevano presentato ricorso in Cassazione, inizialmente dichiarato inammissibile per un documento mancante. La Corte ha poi riconosciuto il proprio errore di fatto, poiché il documento era presente nel fascicolo. Di conseguenza, ha revocato la precedente ordinanza ma, riesaminando il merito, ha dichiarato i ricorsi nuovamente inammissibili per altre ragioni di diritto, tra cui l'interpretazione del contratto e vizi procedurali.
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Riunione dei ricorsi: l’ordinanza della Cassazione
Un'azienda ospedaliera e una società privata avevano separatamente richiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione che aveva dichiarato i loro precedenti ricorsi inammissibili. La Corte, rilevando che entrambe le istanze miravano ad annullare lo stesso provvedimento, ha ordinato d'ufficio la riunione dei ricorsi in un unico processo, in applicazione del principio di economia processuale e per evitare decisioni contrastanti.
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Errore di fatto revocazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo la differenza tra un errore materiale non decisivo (lapsus calami) e un vero errore di fatto. Il caso riguardava una presunta prescrizione di un debito per fornitura idrica, dove la Corte, in una precedente ordinanza, aveva indicato una data errata per un atto interruttivo. Tuttavia, poiché il ragionamento logico-giuridico era corretto e si riferiva inequivocabilmente al documento giusto, l'errore è stato ritenuto un mero refuso, non un errore percettivo su un fatto controverso, rendendo l'istanza di errore di fatto revocazione infondata.
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Riunione ricorsi: la decisione della Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dispone la riunione ricorsi proposti da più parti per la revocazione di un precedente provvedimento. La Corte ha applicato l'art. 335 c.p.c. a causa dell'identità dell'ordinanza impugnata, unificando i procedimenti in uno solo per garantire coerenza decisionale. La decisione originaria aveva dichiarato inammissibili i ricorsi per un vizio formale.
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Carenza di interesse: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. Il caso riguardava un contenzioso tributario su ICI/IMU, ma la sentenza impugnata era stata revocata da un'altra decisione nel frattempo, rendendo inutile la pronuncia della Suprema Corte. La decisione evidenzia la preminenza del giudizio di revocazione su quello di cassazione.
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Errore di fatto: quando la Cassazione lo esclude
Un erede ha presentato un ricorso per la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione, sostenendo un errore di fatto. L'erede affermava che la Corte avesse erroneamente presunto l'estinzione di un debito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la doglianza del ricorrente non riguardava un errore di percezione su un fatto, bensì una critica all'interpretazione giuridica e alla valutazione degli atti processuali, che non integra la nozione di errore di fatto revocatorio.
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Cessazione materia contendere: appello inammissibile
Una contribuente ricorre in Cassazione contro il diniego di un rimborso fiscale. Durante il giudizio, la sentenza impugnata viene revocata con decisione favorevole alla contribuente. La Corte di Cassazione, di conseguenza, dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, stabilendo la cessazione materia contendere. La Corte chiarisce che l'attualità della carenza di interesse prevale sulla mera possibilità che la nuova sentenza di revocazione possa essere a sua volta impugnata.
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Decreto di estinzione: rimedi e oneri del ricorrente
La Cassazione chiarisce che, a seguito di un decreto di estinzione, anche se emesso per un disguido tecnico, il ricorrente deve attivare i rimedi specifici (opposizione o revocazione) e non può limitarsi ad attendere la decisione nel merito. La mancata attivazione rende definitivo il provvedimento di estinzione.
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Pericolosità sociale: confini temporali e confisca
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di confisca, sottolineando l'errore della Corte d'Appello nel non aver correttamente riconsiderato i limiti temporali della pericolosità sociale dei proposti a seguito della loro assoluzione dal reato associativo. L'assoluzione avrebbe dovuto portare a una nuova e specifica valutazione del periodo in cui si è manifestata la pericolosità, elemento fondamentale per legittimare la misura di prevenzione patrimoniale. La Cassazione ha rinviato il caso per un nuovo giudizio che tenga conto di questo principio.
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Inammissibilità ricorso: errata qualificazione giuridica
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da due fratelli avverso un'ordinanza della Corte d'Appello. Il caso verteva sulla corretta qualificazione giuridica di un'istanza (considerata richiesta di revocazione e non incidente di esecuzione) relativa alla confisca di un immobile. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile poiché la questione era già stata decisa in un precedente procedimento, rendendo l'impugnazione superflua.
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Tardività ricorso cassazione: un caso di termini
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili due ricorsi riuniti. Il primo, avverso una sentenza di appello, per tardività, chiarendo il calcolo dei termini in pendenza di un'istanza di revocazione. Il secondo, relativo alla decisione sulla revocazione, viene respinto perché la Corte d'Appello aveva correttamente escluso l'errore di fatto, compiendo invece una valutazione di merito non sindacabile in quella sede. La vicenda sottolinea l'importanza del rispetto dei termini processuali, la cui violazione, come in questo caso di tardività del ricorso per cassazione, è fatale.
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Querela di falso: quando è inammissibile? La Cassazione
Una donna ha presentato una querela di falso contro un testamento, una donazione e una procura per ribaltare due sentenze definitive a lei sfavorevoli in una disputa immobiliare. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la falsità di un atto processuale, come la procura, non rientra nei motivi di revocazione citati dalla ricorrente (art. 395, n. 2, c.p.c.). L'inammissibilità di questo punto chiave ha reso irrilevanti gli altri motivi del ricorso, consolidando la definitività delle precedenti sentenze.
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Errore di fatto: quando non si può revocare la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo i limiti dell'istituto dell'errore di fatto. Dei creditori, rimasti insoddisfatti dopo la liquidazione di una società, avevano impugnato una precedente ordinanza della Corte, sostenendo che i giudici avessero commesso un errore di fatto nel valutare le prove. La Suprema Corte ha ribadito che l'errore revocatorio riguarda solo una percezione errata di un fatto pacifico e non controverso, e non può essere utilizzato per contestare l'apprezzamento delle prove o il merito della decisione, che costituisce un errore di giudizio non sindacabile con questo strumento. È stato invece accolto un ricorso per correzione di errore materiale relativo a dati errati e alla liquidazione delle spese.
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Errore di fatto processuale: Cassazione revoca la sua decisione
A causa di un errore di fatto processuale, la Corte di Cassazione ha revocato una propria precedente ordinanza. L'errore consisteva nel non aver considerato il controricorso depositato da un Comune in una causa per occupazione usurpativa di terreni. Una volta corretto l'errore, la Corte ha accolto il ricorso originale dei cittadini, cassando la sentenza d'appello che aveva respinto la loro domanda di risarcimento per una scorretta qualificazione giuridica dei fatti.
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