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Revocazione — Anno 2024

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397 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Revocazione

Provvedimenti

Giudicato contrastante: Cassazione chiarisce i rimedi
Un creditore si rivolge alla Cassazione lamentando che la Corte d'Appello avesse emesso una sentenza in contrasto con un precedente giudicato a lui favorevole. La Suprema Corte ha dichiarato il motivo inammissibile, chiarendo che in caso di un giudicato contrastante ignorato dal giudice di merito, il rimedio corretto non è il ricorso per cassazione, ma l'azione di revocazione ai sensi dell'art. 395 c.p.c. La scelta del mezzo di impugnazione errato preclude l'esame nel merito.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e accettazione
Un imprenditore aveva proposto ricorso per revocazione contro un'ordinanza della Cassazione. Prima della decisione, ha formalizzato la rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte con accordo sulla compensazione delle spese. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Errore di fatto del giudice: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che l'erronea affermazione di un giudice sulla mancanza di un documento nel fascicolo processuale costituisce un errore di fatto. Tale svista non può essere contestata con un ricorso per cassazione, ma attraverso lo strumento della revocazione, da proporsi dinanzi allo stesso giudice che ha commesso l'errore.
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Errore di fatto: quando l’appello è inammissibile?
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza d'appello. Il giudice d'appello aveva erroneamente ritenuto mancante la sentenza di primo grado, dichiarando l'appello inammissibile. La Cassazione chiarisce che tale svista costituisce un errore di fatto, rimediabile con la revocazione e non con il ricorso per cassazione.
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Errore di fatto revocatorio: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo la distinzione cruciale tra errore di fatto revocatorio e errore di giudizio. Il caso riguardava una complessa vicenda ereditaria in cui la parte ricorrente sosteneva che la Corte avesse erroneamente percepito il contenuto di un'ordinanza istruttoria. La Suprema Corte ha stabilito che l'errata interpretazione di un atto processuale costituisce un errore di valutazione giuridica (error in iudicando) e non un errore percettivo su un fatto, presupposto indispensabile per la revocazione.
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Riunione per connessione: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione ha ordinato la riunione per connessione di due procedimenti. Il caso riguarda un ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello, strettamente collegato a un altro ricorso pendente. La Corte ha ritenuto la riunione necessaria per evitare decisioni contraddittorie e per ragioni di economia processuale, dato che l'esito di un ricorso potrebbe rendere nullo l'oggetto dell'altro.
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Revocazione confisca: competenza della Corte d’Appello
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Pescara, dichiarandolo funzionalmente incompetente a decidere su una richiesta di revocazione confisca di prevenzione. A seguito di una declaratoria di incostituzionalità della norma posta a base della misura, la competenza a decidere sulla revocazione spetta alla Corte d'Appello, come chiarito dalla sentenza. La Suprema Corte ha quindi disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'Appello di Campobasso, indicandola come l'organo giurisdizionale corretto per trattare il caso.
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Termine revocazione Cassazione: quando è tardivo
Un contribuente ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione, citando la morte del proprio avvocato come "errore di fatto". La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché presentato oltre il termine revocazione Cassazione di sei mesi dalla pubblicazione. La decisione chiarisce che la mancata considerazione di un evento processuale, come la morte del difensore, costituisce un errore di diritto e non un errore di fatto revocatorio, e che il termine per l'impugnazione decorre dalla pubblicazione, non dalla conoscenza successiva dell'atto.
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Definizione agevolata: ok anche con indagini penali
Dei contribuenti richiedevano la definizione agevolata di una lite fiscale dopo due sentenze a loro favorevoli. L'Agenzia delle Entrate negava la richiesta, citando un'indagine penale in corso sulla correttezza di tali sentenze. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei contribuenti, stabilendo che un procedimento penale non ancora concluso non impedisce la definizione agevolata, poiché questa si basa sullo stato attuale del giudizio. La lite è stata quindi dichiarata estinta.
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Errore di fatto: Cassazione revoca la sua sentenza
La Corte di Cassazione ha revocato una propria precedente sentenza a causa di un 'errore di fatto' nel calcolo del termine per l'impugnazione. La Corte aveva erroneamente ritenuto tardivo un ricorso, non considerando che la scadenza cadeva di domenica e andava prorogata. Riaperto il caso, la Cassazione ha accolto il ricorso originale, dichiarando inammissibile l'appello di un Comune per mancata prova della notifica, con conseguente passaggio in giudicato della sentenza di primo grado favorevole al contribuente.
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Confisca di prevenzione: quando non è revocabile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso degli eredi per la revoca di una confisca di prevenzione. La Corte ha stabilito che, sebbene una delle basi legali della confisca sia stata dichiarata incostituzionale, il provvedimento resta valido perché fondato autonomamente sul presupposto, sufficientemente motivato, che il soggetto vivesse abitualmente con i proventi di attività illecite.
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Errore di fatto e revocazione: la Cassazione decide
Una parte ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto relativo alla notifica di un'udienza che aveva causato un'errata dichiarazione di contumacia. La Corte, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto l'istanza ammissibile e sufficientemente fondata ('fumus') per meritare un approfondimento, disponendo il rinvio della causa alla pubblica udienza per la decisione finale.
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Errore revocatorio: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1450/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione avverso una propria precedente decisione. Il caso riguardava una controversia su un contratto di subappalto. La Corte ha chiarito che l'errore revocatorio, previsto dall'art. 395, n. 4, c.p.c., consiste in una falsa percezione della realtà processuale (una 'svista') e non in un errore di valutazione o interpretazione del diritto o delle prove. Poiché le censure del ricorrente miravano a ottenere una nuova valutazione di merito, il ricorso è stato respinto, ribadendo i rigidi limiti di questo strumento di impugnazione straordinario.
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Errore di fatto revocazione: quando è inammissibile
Una condomina, dopo aver perso in tutti i gradi di giudizio una causa relativa all'impugnazione di delibere condominiali, ha richiesto la revocazione della sentenza della Cassazione per un presunto errore di fatto revocazione. Sosteneva che la Corte avesse erroneamente percepito la natura temporanea, anziché permanente, di un criterio di ripartizione delle spese. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che un disaccordo sull'interpretazione di un punto già controverso e deciso nel merito non costituisce un errore di fatto, ma un tentativo di riesame della valutazione del giudice, escluso dall'ambito della revocazione.
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Errore di fatto: ecco perché non è un terzo appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo che l'errore di fatto non può riguardare un punto già dibattuto tra le parti. Il caso verteva sulla tempestività di un appello, un aspetto che era stato il fulcro del precedente giudizio. La Corte ha ribadito che la revocazione per errore di fatto è un rimedio eccezionale contro sviste percettive, non un'ulteriore istanza per riesaminare una valutazione giudiziale.
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Motivi di appello: la specificità è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di una società alberghiera, confermando l'inammissibilità di un appello tributario. La Corte ha ribadito che la mancanza di specificità dei motivi di appello, che devono criticare puntualmente la sentenza di primo grado, non può essere sanata da memorie successive e non costituisce un errore di fatto revocabile. La sentenza sottolinea l'importanza di una chiara articolazione delle censure.
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Errore di fatto: limiti alla revocazione in Cassazione
Una società ha richiesto la revocazione di una sentenza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto. La controversia originale riguardava la deducibilità dei costi per operazioni con Paesi a fiscalità privilegiata. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'errore di fatto revocatorio consiste in una errata percezione di un dato processuale e non in un errore di valutazione o di interpretazione giuridica, come invece lamentato dalla ricorrente.
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Eccesso di potere giurisdizionale: limiti del giudice
Una società esclusa da una gara pubblica per una concessione marittima ha fatto ricorso in Cassazione lamentando un eccesso di potere giurisdizionale, sostenendo che il giudice amministrativo avesse inventato nuovi requisiti di partecipazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'interpretazione dei requisiti del bando rientra nei poteri del giudice e costituisce, al più, un errore di giudizio (error in iudicando), non un'invasione di campo nella sfera della Pubblica Amministrazione. L'inammissibilità è stata rafforzata da una sentenza sopravvenuta che ha modificato le posizioni delle parti.
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Errore di fatto: quando si può chiedere la revocazione
Una società agricola ha presentato ricorso per revocazione contro una precedente ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto nel calcolo dei termini processuali per non aver applicato la sospensione feriale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la decisione di non applicare la sospensione feriale costituisce un errore di valutazione giuridica (errore di diritto) e non un errore di fatto, il quale è l'unico che può giustificare la revocazione ai sensi dell'art. 395, n. 4, c.p.c.
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Errore revocatorio: quando non è decisivo? La Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ricorre in Cassazione sostenendo un errore revocatorio da parte del giudice di merito, che non avrebbe visto la prova di una notifica. La Corte Suprema rigetta il ricorso: l'errore non è decisivo, poiché mancava la prova della 'raccomandata informativa', essenziale in caso di irreperibilità del destinatario. La notifica era quindi comunque incompleta.
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