La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un detenuto contro il provvedimento del Tribunale di sorveglianza, che aveva disposto la revoca della liberazione anticipata precedentemente concessa per vari periodi, a causa di una successiva condanna per associazione mafiosa. La Suprema Corte ha accolto parzialmente il ricorso, annullando la revoca limitatamente al periodo compreso tra il 1999 e il 2003. I giudici hanno chiarito che la revoca della liberazione anticipata non può essere automatica e richiede una motivazione rigorosa sull'effettivo impatto del nuovo reato sul percorso rieducativo. Nel caso specifico, il Tribunale aveva omesso di spiegare perché un reato iniziato nel 2005 dovesse annullare i benefici ottenuti per comportamenti virtuosi antecedenti al 2003, ordinando così un nuovo esame per tale periodo.
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