La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che contestava la validità di un decreto di irreperibilità emesso nei suoi confronti. Secondo la Corte, la generica informazione che l'imputato fosse rientrato nel suo Paese d'origine (Albania), senza fornire un indirizzo preciso, non obbligava le autorità a compiere ricerche all'estero, rendendo legittimo il decreto. Inoltre, è stata negata la restituzione nel termine per impugnare, poiché il persistente rapporto con il difensore di fiducia dimostrava la conoscenza del procedimento.
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