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Responsabilità Per Cose In Custodia

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29 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità per cose in custodia: buca stradale
Il Tribunale analizza la responsabilità per cose in custodia di un Comune e di un'Autorità Portuale in seguito alla caduta di una cittadina causata da un tombino sprofondato. La sentenza riconosce una responsabilità solidale tra i due enti, condannandoli al risarcimento dei danni poiché non è stato provato il caso fortuito e la situazione della strada costituiva un'insidia non visibile.
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Caduta su ghiaccio: esclusa responsabilità per cose in custodia
Un cittadino fa causa al Comune per ottenere il risarcimento dei danni fisici subiti dopo una caduta su una strada ricoperta di ghiaccio. I giudici di merito respingono la richiesta, stabilendo che la condotta imprudente dell'uomo ha interrotto il nesso causale. Il cittadino era sceso dalla propria auto su una strada palesemente ghiacciata a causa di nevicate eccezionali, senza indossare calzature adeguate. La Corte di Cassazione conferma la decisione, ribadendo i principi sulla responsabilità per cose in custodia. Sebbene l'ente pubblico sia oggettivamente responsabile per la manutenzione stradale, il comportamento gravemente incauto del danneggiato integra il caso fortuito. Questa imprudenza diventa la causa esclusiva dell'evento, sollevando il Comune da ogni obbligo risarcitorio.
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Responsabilità per cose in custodia e colpa del conducente
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda risarcitoria proposta dai familiari di un motociclista rimasto gravemente ferito dopo l'impatto con un'aiuola spartitraffico. La richiesta si fondava sulla presunta responsabilità per cose in custodia dell'ente comunale gestore della strada. Tuttavia, i giudici di merito hanno accertato che l'incidente era da attribuire esclusivamente alla condotta del conducente, risultato in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, oltre che autore di una guida imprudente. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che la condotta colposa del danneggiato può integrare il caso fortunato, escludendo ogni responsabilità del custode della strada.
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Responsabilità per cose in custodia: il caso del bene
Una società che gestisce un cantiere navale ha citato in giudizio un Comune per i danni derivanti dalla prolungata sosta di un'imbarcazione di proprietà comunale. La richiesta si fondava sulla responsabilità precontrattuale e sulla responsabilità per cose in custodia. I giudici di merito e la Cassazione hanno respinto la domanda, stabilendo che il Comune, pur essendo proprietario, non aveva mai avuto l'effettiva custodia del bene, rimasta a un soggetto terzo. Di conseguenza, nessuna responsabilità poteva essergli addebitata.
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Responsabilità per cose in custodia: chi paga?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7926/2024, ha confermato la condanna di un consorzio di bonifica per i danni causati dall'esondazione di un canale. La decisione si fonda sul principio della responsabilità per cose in custodia (art. 2051 c.c.). La Corte ha rigettato il ricorso dell'ente, sottolineando che la proprietà del canale non era stata contestata in appello e che l'onere di provare un'eventuale corresponsabilità del danneggiato (per costruzione abusiva) spettava al consorzio stesso, prova che non è stata fornita.
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Responsabilità per cose in custodia: la prova del fortuito
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in tema di responsabilità per cose in custodia, un ente pubblico non può essere esonerato da responsabilità per i danni causati dalla caduta di un ramo d'albero durante un temporale, se non fornisce una prova rigorosa e scientifica dell'eccezionalità dell'evento. L'ordinanza chiarisce che articoli di giornale o testimonianze non sono sufficienti per integrare la nozione di "caso fortuito", essendo necessari dati statistici e scientifici, come quelli pluviometrici, che attestino l'imprevedibilità e l'eccezionalità del fenomeno atmosferico in quella specifica area.
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Responsabilità per cose in custodia: la colpa del leso
Un cittadino cita in giudizio un Comune per i danni subiti a seguito di una caduta su una scala bagnata in un edificio pubblico. La Corte di Cassazione, pur dichiarando il ricorso inammissibile per tardività, ribadisce i principi sulla responsabilità per cose in custodia, sottolineando come la condotta 'oggettivamente colposa' del danneggiato possa interrompere il nesso causale ed escludere il risarcimento.
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Responsabilità Cose in Custodia: Condotta Vittima Esclude Danno
La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità per cose in custodia di un Ministero per la morte di un militare a seguito dell'esplosione di un ordigno. La Suprema Corte ha stabilito che la condotta imprudente e imprevedibile della vittima, che ha maneggiato l'esplosivo, ha interrotto il nesso causale, configurandosi come caso fortuito e liberando l'amministrazione da ogni obbligo risarcitorio.
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Responsabilità per cose in custodia: quando è esclusa?
Una cittadina, caduta a causa di un avvallamento vicino a un tombino nel cimitero comunale, ha citato in giudizio l'ente per ottenere il risarcimento dei danni. La sua richiesta è stata respinta in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La motivazione si fonda sulla piena consapevolezza della donna dello stato dei luoghi, ben illuminati e con un ostacolo perfettamente visibile, e su gravi vizi procedurali del ricorso, come la mancata trascrizione dei capitoli di prova testimoniale. L'ordinanza sottolinea come la condotta del danneggiato possa integrare il 'caso fortuito', interrompendo il nesso causale ed escludendo la responsabilità per cose in custodia del Comune.
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