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Responsabilità Ex Art. 2051 C.C.

17 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È la responsabilità per i danni causati da cose che si hanno in custodia. Il custode (chi ha il controllo e la gestione della cosa) è responsabile a meno che non provi che il danno è stato causato da un evento imprevedibile e inevitabile (caso fortuito).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Polizza globale fabbricati e danni: no alla manleva del condominio
Un condomino ha subito l'allagamento del proprio appartamento a causa di una perdita d'acqua proveniente dall'unità immobiliare sovrastante. Il danneggiato ha citato in giudizio la proprietaria dell'appartamento e l'intero condominio. La proprietaria responsabile ha chiesto di essere manlevata dall'ente condominiale in forza della polizza globale fabbricati sottoscritta dal condominio. I giudici di merito hanno condannato la proprietaria al risarcimento, escludendo qualsiasi responsabilità e obbligo di garanzia a carico dell'amministrazione condominiale. La Suprema Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso della condomina. La Corte ha stabilito che la semplice stipula dell'assicurazione non trasforma il condominio nel garante dei danni causati dalle singole proprietà esclusive.
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Infiltrazioni in condominio: il proprietario paga i danni
Un condomino ha subito gravi danni nel proprio appartamento a causa di infiltrazioni in condominio provenienti dall'immobile sovrastante, dove erano in corso lavori di ristrutturazione. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno condannato in solido il proprietario dell'appartamento superiore e l'impresa appaltatrice al risarcimento dei danni. Il proprietario sovrastante ha proposto ricorso in Cassazione, contestando la propria responsabilità e richiedendo una nuova valutazione dei fatti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché il giudizio di legittimità non può trasformarsi in un terzo grado di merito per riesaminare le prove. Il ricorrente è stato condannato a pagare le spese di giudizio.
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Responsabilità ex art. 2051 c.c.: no a tagli arbitrari del danno
Una condomina ha subito danni da infiltrazioni nel proprio appartamento a causa della scarsa manutenzione del tetto comune. Il Tribunale ha riconosciuto il risarcimento applicando la responsabilità ex art. 2051 c.c. La Corte d'Appello ha ridotto l'indennizzo per il mancato godimento dell'immobile, stimando in soli dieci giorni la durata dei lavori interni, discostandosi dai tre mesi indicati dal consulente tecnico. La proprietaria ha proposto ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il giudice di merito non può quantificare arbitrariamente la durata dei lavori senza fornire una motivazione logica e dettagliata, specialmente se si discosta dalle risultanze della perizia d'ufficio. La sentenza è stata cassata con rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello.
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Locale sequestrato, attrezzature rotte: il custode non è responsabile
Un'azienda chiede il risarcimento al Comune e al Ministero della Giustizia per il danneggiamento delle proprie attrezzature, lasciate all'interno di un immobile sottoposto a sequestro. La Cassazione ha negato il risarcimento, stabilendo che la responsabilità del custode giudiziario non si estende ai beni mobili non inclusi nel provvedimento di sequestro. L'azienda aveva la facoltà di rimuovere le proprie attrezzature e la sua scelta di non farlo ha interrotto il nesso causale. La Corte ha chiarito che l'obbligo di custodia riguardava solo l'immobile e non i beni al suo interno, la cui sorte dipendeva da una libera scelta del proprietario. Pertanto, nessuna colpa può essere attribuita al custode o all'autorità giudiziaria.
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Infiltrazioni box condominio: la guida al risarcimento
Il Tribunale ha condannato un condominio per gravi infiltrazioni in un box privato causate dal lastrico solare comune e da una tubazione difettosa. Accertata la responsabilità ex art. 2051 c.c., il giudice ha liquidato sia i costi di ripristino sia il danno da mancato godimento dell'immobile, ordinando l'esecuzione delle opere di riparazione.
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Responsabilità da cose in custodia: il concorso di colpa
Una donna inciampa su cavi elettrici presenti sul marciapiede. Il Tribunale riconosce la responsabilità da cose in custodia del gestore, ma riduce il risarcimento del 50% a causa del concorso di colpa della danneggiata, la quale non ha prestato la dovuta attenzione nonostante l'incidente sia avvenuto in pieno giorno.
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Responsabilità condominio: la transazione non lo salva
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità del condominio per danni da infiltrazioni, derivanti da parti comuni come il lastrico solare, non è esclusa da una precedente transazione tra i condomini e l'originario unico proprietario/venditore. Al momento della sua costituzione, il condominio assume un nuovo e autonomo obbligo di custodia ai sensi dell'art. 2051 c.c., distinto dalla garanzia per vizi del venditore. Pertanto, deve rispondere dei danni causati dalla mancata manutenzione successiva alla sua nascita.
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Responsabilità da cose in custodia: il gradino-trappola
Una visitatrice cade a causa di un gradino alto e non segnalato in un locale comunale, la cui percezione era alterata da un pavimento in vetro retroilluminato. La Corte d'Appello riconosce la responsabilità da cose in custodia del Comune, ma riduce il risarcimento del 20% per il concorso di colpa della danneggiata, che aveva scelto un percorso non principale. La sentenza chiarisce i limiti della responsabilità del custode e l'incidenza della condotta della vittima.
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Caduta stradale: la colpa è del pedone imprudente
Una donna cita in giudizio un Comune per i danni subiti a seguito di una caduta stradale causata da un dislivello sul manto. La Corte d'Appello, confermando la decisione di primo grado, rigetta la domanda. La motivazione risiede nel comportamento imprudente della danneggiata, che, pur consapevole del difetto e delle condizioni della strada, ha scelto di camminare al centro della carreggiata. Tale condotta è stata qualificata come caso fortuito, idoneo a interrompere il nesso causale e a escludere la responsabilità dell'ente custode ai sensi dell'art. 2051 c.c.
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Responsabilità manutenzione corsi d’acqua: chi paga?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20084/2024, ha chiarito la ripartizione della responsabilità per la manutenzione dei corsi d'acqua. Nel caso specifico, alcuni agricoltori avevano subito danni a causa dell'esondazione di un torrente. La Corte ha confermato la responsabilità solidale del Consorzio di Bonifica e della Regione, stabilendo che le leggi regionali possono trasferire in modo effettivo i compiti di custodia e manutenzione ai consorzi, rendendoli co-responsabili per i danni derivanti da omessa manutenzione, anche se il corso d'acqua ha origine naturale.
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Danno da infiltrazioni: il proprietario è responsabile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del proprietario di un appartamento per un danno da infiltrazioni causato all'unità immobiliare sottostante. La Corte ha stabilito che la responsabilità del proprietario, in qualità di custode ai sensi dell'art. 2051 c.c., sussiste indipendentemente dal fatto che l'immobile fosse disabitato. Inoltre, è stato chiarito che il diritto al risarcimento per il danneggiato non viene meno neanche se il suo locale è stato oggetto di un mutamento di destinazione d'uso non autorizzato, poiché il danno alla struttura fisica del bene costituisce comunque un 'danno ingiusto'.
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Responsabilità P.A. per erosione: la Cassazione decide
La Cassazione conferma la condanna di una Regione e un Comune per i danni da erosione costiera subiti da un privato. La responsabilità P.A. non deriva dalla custodia diretta del mare (art. 2051 c.c.), ma dalla colpa per omessa vigilanza (art. 2043 c.c.) sull'operato dei concessionari balneari che hanno alterato le correnti marine. Anche il fatto illecito del terzo non esclude la colpa dell'ente pubblico.
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Responsabilità del custode: i limiti del risarcimento
Un custode di animali sottoposti a sequestro giudiziario era stato condannato a risarcire l'intero valore di una mandria, nonostante ne avesse ricevuta in custodia solo una parte. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, chiarendo che la responsabilità del custode per la perdita dei beni non deriva dall'art. 2051 c.c. (danni causati dalla cosa), ma da un'obbligazione di conservazione "ex lege". Di conseguenza, il suo obbligo risarcitorio è limitato unicamente al valore dei beni che gli erano stati effettivamente e specificamente affidati.
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Condotta del danneggiato: quando esclude la colpa
Un automobilista ha un incidente stradale per eccesso di velocità. La Cassazione conferma che la condotta del danneggiato, se imprudente e imprevedibile, costituisce caso fortuito, escludendo la responsabilità del gestore stradale per i danni subiti.
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Responsabilità del committente per danni edili
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dei proprietari di un immobile e della società di gestione al risarcimento dei danni causati a un edificio vicino durante lavori di demolizione. La Corte ha stabilito che la responsabilità del committente, in qualità di custode ai sensi dell'art. 2051 c.c., non viene meno con l'affidamento dei lavori a un'impresa terza. Per escludere la propria responsabilità, il committente deve provare il caso fortuito, ovvero una condotta dell'appaltatore del tutto imprevedibile e inevitabile, prova che in questo caso non è stata fornita.
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Responsabilità da custodia: la prova è del danneggiato
Un proprietario cita in giudizio il condominio per danni da infiltrazioni, vincendo in primo grado. La Corte d'Appello e la Cassazione ribaltano la decisione, affermando che il danneggiato ha l'onere di provare che la causa del danno provenga da una parte comune. Senza questa prova certa, la domanda di risarcimento basata sulla responsabilità da custodia ex art. 2051 c.c. deve essere respinta.
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Lastrico solare: chi paga per le infiltrazioni?
Un proprietario di un appartamento ha citato in giudizio il proprietario del piano superiore e il condominio per danni da infiltrazioni provenienti dal lastrico solare a uso esclusivo. La Corte d'Appello ha confermato la responsabilità solidale di entrambi i soggetti. Il proprietario esclusivo è responsabile come custode del bene ai sensi dell'art. 2051 c.c., mentre il condominio è responsabile per la funzione di copertura dell'intero edificio svolta dal lastrico. La sentenza ha rigettato l'appello principale del proprietario del lastrico, che mirava ad attribuire la colpa esclusivamente al condominio, e ha dichiarato inammissibile l'appello della compagnia assicurativa per vizi procedurali.
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