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Resistenza A Un Pubblico Ufficiale

23 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Reato previsto dall'art. 337 del codice penale, che punisce chiunque usi violenza o minaccia per opporsi a un pubblico ufficiale mentre compie un atto del suo ufficio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Resistenza a un pubblico ufficiale: ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino condannato per il reato di resistenza a un pubblico ufficiale. La difesa sosteneva la non imputabilità dell'imputato e la prescrizione del reato. I giudici hanno stabilito che le censure sull'incapacità di intendere e volere erano del tutto generiche e prive di riscontri oggettivi. La Suprema Corte ha inoltre chiarito che la prescrizione maturata dopo la sentenza di secondo grado non produce alcun effetto estintivo se il ricorso per cassazione risulta inammissibile. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Resistenza a un pubblico ufficiale: ricorso respinto
L'Imputato ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione contestando la condanna per il reato di resistenza a un pubblico ufficiale confermata dalla Corte di Appello. La difesa ha lamentato un'errata applicazione della legge penale. I giudici di legittimità hanno dichiarato l'inammissibilità del ricorso perché l'imputato si è limitato a riproporre le stesse argomentazioni già valutate e respinte in secondo grado, richiedendo una nuova valutazione dei fatti preclusa in sede di legittimità. La Suprema Corte ha confermato la condanna e ha condannato l'Imputato alle spese e a una sanzione di tremila euro.
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Resistenza a un pubblico ufficiale: ricorso respinto
La vicenda riguarda un imputato condannato per i reati di resistenza a un pubblico ufficiale e lesioni personali. Il condannato ha presentato ricorso per cassazione contestando la valutazione delle prove, il diniego delle attenuanti generiche e la mancata riapertura del processo per raccogliere nuove testimonianze. La Corte Suprema ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso. I giudici hanno stabilito che l'imputato intendeva ottenere una nuova ricostruzione dei fatti, attività vietata in sede di legittimità, senza contrastare adeguatamente le argomentazioni della precedente sentenza. La decisione ha confermato la condanna definitiva e ha imposto al ricorrente il pagamento delle spese processuali e di una somma pecuniaria alla Cassa delle ammende.
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Resistenza e Oltraggio: Condanna Doppia Anche per un Unico Gesto
Un cittadino, già condannato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso in Cassazione. Sosteneva che i due comportamenti dovessero essere considerati un'unica azione. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna per entrambi i reati. La sentenza stabilisce un principio chiaro: il concorso tra resistenza e oltraggio è giuridicamente possibile, poiché le due condotte proteggono beni giuridici diversi. L'imputato ha perso definitivamente e dovrà pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità del ricorso: condanna per resistenza confermata
Un uomo, condannato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Lamentava un'errata valutazione dei fatti e della pena. La Suprema Corte ha però stabilito l'inammissibilità del ricorso in Cassazione. I motivi sono stati giudicati generici, ripetitivi di questioni già decise e non adatti al giudizio di legittimità, che non può riesaminare le prove. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto, la condanna è diventata definitiva e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Resistenza a Pubblico Ufficiale: Ricorso Inutile, Condanna Definitiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando la sua condanna a dieci mesi di reclusione per i reati di evasione e resistenza a un pubblico ufficiale. I giudici hanno stabilito che i motivi del ricorso erano generici e si limitavano a ridiscutere i fatti, un'attività non consentita in sede di legittimità. La decisione sottolinea che per contestare la configurabilità del reato di resistenza a un pubblico ufficiale in Cassazione sono necessari vizi di legge e non una diversa valutazione delle prove. La condanna è quindi diventata definitiva, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Resistenza a pubblico ufficiale: personalità aggressiva blocca la multa
Un detenuto, condannato per resistenza a un pubblico ufficiale per aver aggredito un agente di polizia penitenziaria, ha presentato ricorso in Cassazione. Sosteneva che l'agente avesse già terminato il suo servizio e chiedeva la conversione della pena detentiva in una multa. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che l'aggressione è avvenuta durante l'attività d'ufficio dell'agente. Soprattutto, ha stabilito che il giudice può negare la sostituzione della pena non per le difficoltà economiche dell'imputato, ma a causa della sua personalità 'aggressiva e disinvolta', ritenuta inaffidabile. La condanna è quindi diventata definitiva.
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Fedina Pulita ma Resistenza Violenta: Niente Sconto di Pena
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema del rapporto tra attenuanti generiche e incensuratezza. Un uomo, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, ha fatto ricorso sostenendo che la sua fedina penale pulita dovesse garantirgli uno sconto di pena. La Corte ha respinto la richiesta, dichiarando il ricorso inammissibile. Ha stabilito che l'assenza di precedenti non è sufficiente per ottenere automaticamente le attenuanti. La particolare violenza e pericolosità della condotta, infatti, possono giustificare una pena piena. La decisione finale conferma la condanna e ribadisce la discrezionalità del giudice nel valutare tutti gli aspetti del caso.
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Ubriaco e violento: condanna per resistenza a pubblico ufficiale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per resistenza a un pubblico ufficiale di un uomo che si era opposto agli agenti di un esercizio commerciale. L'imputato sosteneva che i testimoni non fossero credibili e che il suo stato di ubriachezza fosse accidentale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo di non poter rivalutare le prove e che l'ubriachezza volontaria non costituisce una scusa valida per il reato. La condanna è quindi diventata definitiva, con l'obbligo per l'imputato di pagare le spese processuali e una sanzione.
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Fugge e ferisce un agente: no alla particolare tenuità del fatto
Un uomo viene condannato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni dopo essere fuggito a un controllo di polizia e aver causato un incidente. La difesa aveva richiesto l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto almeno per il reato di lesioni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio importante: quando più reati nascono da un'unica azione complessivamente pericolosa, non è possibile isolare il reato meno grave per applicare il beneficio della particolare tenuità del fatto. La valutazione deve essere unitaria e considerare la gravità dell'intera condotta. L'imputato perde quindi il ricorso e la sua condanna diventa definitiva.
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Continuazione tra reati: piano unico negato, condanna confermata
Un uomo, già condannato per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale, ha fatto ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento della continuazione tra reati. Sosteneva che le due azioni facessero parte di un unico piano criminale, il che avrebbe comportato una pena più lieve. La Corte Suprema ha respinto il ricorso, giudicandolo inammissibile. I giudici hanno stabilito che mancava un disegno criminoso unitario iniziale. La resistenza alle forze dell'ordine è stata una decisione improvvisa e non pianificata, successiva al reato di ricettazione. Di conseguenza, i due reati restano distinti e la condanna precedente è confermata, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Ostacola un verbale: è resistenza a un pubblico ufficiale
Un cittadino viene condannato per resistenza a un pubblico ufficiale per aver ostacolato le attività necessarie alla stesura di un verbale. L'imputato sosteneva che la sua condotta non avesse concretamente impedito l'atto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. I giudici hanno stabilito che per configurare il reato di resistenza a un pubblico ufficiale è sufficiente una condotta idonea a ostacolare l'atto d'ufficio, anche se non lo impedisce del tutto. La sua opposizione è bastata a integrare il reato.
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Concorso di reati: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione esamina un ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello di Napoli, che aveva confermato una condanna per un concorso di reati. L'imputato era stato ritenuto colpevole di ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate, con una pena complessiva di due anni e sei mesi di reclusione. Il caso evidenzia come il sistema giudiziario valuti e sanzioni la commissione di più crimini nell'ambito di un medesimo contesto.
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Inammissibilità ricorso Cassazione e resistenza
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 22/04/2024, ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso avverso una sentenza della Corte d'Appello di Torino. Il caso riguarda una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. La Suprema Corte ha ritenuto che i motivi del ricorso non fossero ammissibili in sede di legittimità, in quanto riproponevano questioni di merito già correttamente valutate nei precedenti gradi di giudizio, sia riguardo alla configurazione del reato che alla congruità della pena. Questa decisione sottolinea i limiti del giudizio di Cassazione, che non può riesaminare i fatti ma solo la corretta applicazione della legge. A seguito dell'inammissibilità del ricorso, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Intralcio alla giustizia: non serve la ritrattazione
Un individuo è stato condannato per resistenza a pubblico ufficiale e doppio intralcio alla giustizia. In Cassazione, sosteneva che l'intralcio alla giustizia richiedesse la preesistenza di dichiarazioni da ritrattare. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che il reato sussiste anche quando la minaccia è volta a influenzare una futura testimonianza, proteggendo così l'integrità del processo fin dalle sue fasi iniziali.
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Resistenza passiva: quando integra reato? La Cassazione
Un uomo, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, ricorre in Cassazione sostenendo di aver opposto solo 'resistenza passiva' a un'assistente sociale e un agente. La Corte dichiara inammissibile il ricorso, confermando che le minacce verbali, anche di morte, costituiscono una condotta attiva che integra il reato, superando i limiti della mera resistenza passiva.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e rinunciati
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. I motivi sono stati giudicati in parte rinunciati nel precedente grado di giudizio e in parte generici e manifestamente infondati. La decisione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando le censure sono generiche
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. La decisione si fonda sulla natura manifestamente infondata e generica dei motivi di appello, confermando la logicità e coerenza della sentenza impugnata sia nella qualificazione dei reati sia nella determinazione della pena.
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Nullità processo cartolare: sentenza annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per resistenza a pubblico ufficiale a causa di un grave vizio procedurale. Durante il giudizio d'appello, svoltosi con rito cartolare, alla difesa non sono state comunicate le conclusioni scritte del Procuratore Generale. Questo errore ha determinato la nullità del processo cartolare, poiché ha violato il diritto di difesa dell'imputato. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo rigetta
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si basa sulla constatazione che i motivi del ricorso erano una mera ripetizione di argomenti già valutati e respinti in appello, senza individuare vizi di legittimità nella sentenza impugnata. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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