Il caso riguarda un motociclista condannato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Il conducente era fuggito a bordo del proprio motociclo a velocità elevata, compiendo manovre pericolose che avevano messo a rischio l'incolumità propria, degli agenti di polizia e dei passanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del conducente, confermando la condanna a sei mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena. I giudici hanno ribadito che la fuga spericolata nel traffico, idonea a creare un pericolo concreto per le persone, configura pienamente il reato contestato, non limitandosi a una semplice disobbedienza passiva. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla cassa delle ammende.
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