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Inammissibilità del ricorso per cassazione: no a motivi generici

Tre imputati sono stati condannati dalla Corte di Appello per reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. Uno di essi rispondeva anche di rapina e coltivazione di cannabis. Gli imputati hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione, lamentando una carenza di motivazione sulla colpevolezza e sulla pena. La Suprema Corte ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso per cassazione poiché i motivi presentati erano del tutto generici e privi di specifiche censure contro la sentenza impugnata. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 7220 Anno 2022
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Pubblicato il 11 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

L’inammissibilità del ricorso per cassazione quando i motivi sono generici

La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti di accesso al giudizio di legittimità, confermando che l’inammissibilità del ricorso per cassazione è la conseguenza inevitabile quando i motivi presentati dalla difesa risultano generici. Nel processo penale, la specificità dei motivi di impugnazione rappresenta un requisito fondamentale per l’ammissibilità dell’atto. Non è sufficiente contestare in modo vago la decisione dei giudici di merito, ma occorre indicare con precisione i punti della sentenza che si ritengono errati dal punto di vista logico o giuridico. La vicenda in esame mostra chiaramente come la mancanza di questa precisione possa portare non solo al rigetto immediato del ricorso, ma anche a pesanti sanzioni pecuniarie per i ricorrenti.

Il fatto: la condanna per resistenza e coltivazione di cannabis

La vicenda trae origine da una serie di reati commessi da tre soggetti. Il Primo Imputato era stato ritenuto responsabile dei reati di rapina e di coltivazione di cannabis (una pianta da cui si ricavano sostanze stupefacenti). Inoltre, lo stesso soggetto, insieme al Secondo Imputato e alla Terza Imputata, doveva rispondere dei reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. La Corte di Appello aveva confermato la responsabilità penale di tutti i soggetti coinvolti, confermando la decisione del tribunale di primo grado. Di fronte a questa pronuncia, i tre condannati hanno deciso di proporre ricorso davanti alla Corte di Cassazione, sperando in una riforma della sentenza di appello.

La difesa dei ricorrenti e il vizio di genericità

I tre imputati hanno presentato tre distinti atti di ricorso, i quali presentavano tuttavia un contenuto identico. La difesa ha lamentato la violazione delle norme del codice di procedura penale riguardanti la valutazione delle prove e il giudizio di colpevolezza. In particolare, i ricorrenti sostenevano che la sentenza della Corte di Appello fosse priva di una motivazione adeguata sia sulla responsabilità penale sia sulla determinazione della pena applicata. Tuttavia, questi atti non contenevano argomentazioni specifiche capaci di contrastare le singole motivazioni espresse dai giudici di secondo grado. La difesa si è limitata a riprodurre obiezioni astratte, senza collegarle direttamente alle motivazioni della sentenza impugnata. Questa scelta difensiva ha compromesso l’esito del giudizio.

Le motivazioni della Cassazione sull’inammissibilità del ricorso per cassazione

I giudici della Suprema Corte hanno rilevato che i ricorsi proposti erano del tutto generici. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione non può limitarsi a una generica contestazione della decisione impugnata. Al contrario, l’atto deve contenere l’esposizione chiara e specifica delle ragioni di fatto e di diritto su cui si fonda la richiesta di annullamento. Poiché i tre atti presentati dai ricorrenti non permettevano di comprendere le specifiche ragioni delle censure, i giudici hanno dovuto dichiarare l’inammissibilità del ricorso per cassazione. La genericità dei motivi impedisce infatti alla Corte di entrare nel merito della vicenda processuale.

Le conclusioni sul rigetto e le sanzioni pecuniarie

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai tre imputati. Questo esito comporta la fine del percorso giudiziario e la definitività della condanna penale per i reati contestati. Oltre alla perdita della causa, i ricorrenti hanno subito anche conseguenze economiche. La legge prevede infatti che, in caso di ricorso inammissibile per colpa del ricorrente, vi sia l’obbligo di pagare le spese del procedimento. Inoltre, i giudici hanno condannato ciascun ricorrente al pagamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. Questa sanzione serve a scoraggiare la presentazione di ricorsi manifestamente infondati o generici, che intasano inutilmente il sistema giudiziario.

Cosa accade se si presenta un ricorso per cassazione privo di motivi specifici?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile e la condanna inflitta nei gradi precedenti diventa definitiva.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro a favore della Cassa delle Ammende.

Quali erano i reati contestati ai soggetti coinvolti nella vicenda?
I soggetti erano accusati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, rapina e coltivazione di cannabis.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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