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Resistenti

16 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La parte che si difende in un giudizio di appello o di cassazione, opponendosi alle richieste del ricorrente.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Remunerazione medici specializzandi: no a importi maggiori
Un gruppo di medici specializzandi ha richiesto una maggiore remunerazione per i corsi frequentati dopo il 1991, invocando la normativa più favorevole entrata in vigore nel 2006. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la borsa di studio percepita era adeguata e che la nuova disciplina non ha efficacia retroattiva. La corretta remunerazione medici specializzandi è quella prevista dalla legge vigente al momento del corso.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi in Cassazione
L'appello di un cittadino straniero contro la convalida del suo trattenimento è stato dichiarato ricorso inammissibile dalla Corte di Cassazione. La Corte ha stabilito che gli argomenti del ricorrente, inclusa una presunta richiesta di asilo, costituivano fatti nuovi non presentati al giudice di primo grado e, pertanto, non potevano essere esaminati per la prima volta in sede di legittimità.
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Prova notifica appello: il timbro postale è valido
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la prova della notifica tempestiva di un appello tributario è sufficiente produrre l'elenco delle raccomandate con il timbro datario dell'ufficio postale. Questo documento, attestando la consegna dell'atto per la spedizione, ha valore di atto pubblico e prevale sull'assenza della data sull'avviso di ricevimento. La Corte ha quindi annullato la decisione che aveva dichiarato inammissibile l'appello dell'Amministrazione Finanziaria, rinviando la causa per l'esame del merito.
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Ricorso inammissibile: limiti e conseguenze
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una pretesa per contributi previdenziali. La decisione si basa sull'impossibilità di riesaminare le prove di notifica e sulla tardività di alcune censure, evidenziando i rigidi limiti procedurali dell'appello.
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Regolarità contributiva: obblighi per gli sgravi
Una società si è vista negare gli sgravi contributivi a causa di piccole omissioni nei versamenti. Dopo aver vinto in primo grado, la decisione è stata ribaltata in appello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso finale dell'azienda, stabilendo un principio fondamentale: la regolarità contributiva deve essere assoluta e costante per poter beneficiare degli sgravi. La Corte ha chiarito che l'onere del controllo spetta interamente all'impresa e che l'INPS non ha alcun obbligo di inviare un avviso preventivo per consentire la sanatoria, rendendo di fatto irrecuperabili i benefici una volta accertata anche una minima irregolarità.
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Risarcimento medici specializzandi: Cassazione chiarisce
Un medico specializzando, in formazione tra il 1981 e il 1985, ha richiesto un risarcimento per la mancata remunerazione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 24536/2024, ha stabilito un principio cruciale sul risarcimento medici specializzandi: il diritto sussiste anche per chi ha iniziato il corso prima del 1983, ma è limitato al periodo successivo al 10 gennaio 1983, data in cui è sorto l'obbligo per lo Stato di attuare le direttive europee. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione di rigetto e ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Compenso fase istruttoria: sempre dovuto all’avvocato
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso per la fase istruttoria è sempre dovuto nella liquidazione delle spese legali, anche in assenza di attività probatorie complesse. La semplice analisi degli atti e dei documenti di controparte è sufficiente a giustificare tale voce di spesa. La Corte ha riformato una sentenza d'appello che aveva erroneamente escluso tale compenso, ricalcolando l'importo corretto in favore del legale del cittadino vittorioso contro un ente previdenziale.
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Provvedimento illeggibile: la Cassazione lo annulla
La Cassazione ha annullato un decreto di convalida di trattenimento di un cittadino straniero perché il provvedimento illeggibile, redatto su un modulo prestampato e con grafia incomprensibile, equivale a una totale assenza di motivazione, violando il diritto alla libertà personale.
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Prescrizione spese di custodia: 10 anni, non 5
Due cittadini ricorrono contro un'ingiunzione di pagamento per i costi di custodia di un motociclo sequestrato, sostenendo l'avvenuta prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 21119/2024, ha respinto il ricorso, chiarendo che la prescrizione spese di custodia segue il termine ordinario di dieci anni, non quello di cinque anni previsto per le sanzioni amministrative. Il termine decennale decorre dal momento in cui l'amministrazione anticipa le spese al custode.
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Definizione agevolata: stop alla lite sul bonus casa
Una controversia fiscale riguardante la detrazione per lavori di ristrutturazione, negata per la mancata trasmissione di un documento, si è conclusa in Cassazione. Invece di una decisione nel merito, il giudizio è stato dichiarato estinto perché i contribuenti hanno aderito con successo a una definizione agevolata, sanando la pendenza con il Fisco e ponendo fine alla lite.
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Adeguamento triennale: Cassazione rinvia alle SS.UU.
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio di una causa relativa alla richiesta di un adeguamento triennale di un emolumento. La decisione è stata sospesa in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite, chiamate a risolvere la medesima questione giuridica in un altro procedimento, garantendo così uniformità di giudizio.
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Remunerazione specializzandi: Cassazione riconosce diritto
Due medici, specializzatisi senza percepire compenso, hanno citato in giudizio lo Stato per la tardiva attuazione delle direttive UE sulla remunerazione degli specializzandi. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il loro ricorso. Basandosi su una pronuncia della Corte di Giustizia UE, ha stabilito che il diritto alla remunerazione per gli specializzandi medici decorre dal 1° gennaio 1983, anche per chi si era iscritto prima di tale data, limitatamente al periodo di corso successivo. La sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello per la quantificazione del danno.
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Prova rapporto di lavoro: onere e limiti in Cassazione
Tre lavoratrici agricole hanno richiesto il riconoscimento del loro rapporto di lavoro ai fini previdenziali. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la domanda per insufficienza di prove. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la prova del rapporto di lavoro spetta al lavoratore e che la valutazione dei fatti non è sindacabile in sede di legittimità, soprattutto in presenza di una 'doppia decisione conforme' dei giudici di merito.
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Motivazione provvedimento di espulsione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Giudice di Pace che confermava l'espulsione di un cittadino nigeriano. La Corte ha stabilito che la decisione mancava di una reale motivazione del provvedimento di espulsione, in quanto il giudice non aveva esaminato concretamente i rischi specifici denunciati dal ricorrente nel suo Paese d'origine, limitandosi a un riferimento generico alla legge. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione dei fatti.
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Difensore di fiducia: quando è garantito il diritto
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un cittadino straniero il cui trattenimento è stato convalidato in assenza del suo difensore di fiducia, nonostante quest'ultimo fosse presente presso la struttura. Il ricorso è stato respinto non per l'infondatezza del diritto, ma per un vizio procedurale: il ricorrente non ha dimostrato di aver sollevato le medesime eccezioni nel giudizio precedente, violando il principio di autosufficienza del ricorso. La sentenza sottolinea l'importanza della correttezza formale negli atti di impugnazione.
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Correzione errore materiale: la Cassazione decide
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce la procedura di correzione errore materiale. Il caso riguardava l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato anticipatario. La Corte ha accolto il ricorso, affermando che tale omissione costituisce un errore materiale emendabile, e ha disposto l'integrazione della sentenza originale. Le spese della procedura di correzione sono state compensate, data la non opposizione delle controparti.
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