La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un sommozzatore accusato di disastro ambientale per la pesca illegale e sistematica di datteri di mare nel Golfo di Napoli. La difesa contestava l'attualità delle esigenze cautelari, sostenendo l'assenza di elementi concreti. I giudici hanno invece confermato la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, evidenziando la gravità e la pervicacia della condotta distruttiva dell'ecosistema marino. La Corte ha ribadito che il pericolo di recidiva è concreto e attuale, poiché l'attività illecita, protratta per anni con modalità organizzate, costituiva l'unica fonte di sostentamento del ricorrente, privo di qualsiasi segno di resipiscenza. Di conseguenza, il ricorrente perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »