La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di quattro imputati condannati per associazione camorristica ed estorsione. Tra i motivi di ricorso, uno degli imputati contestava la condanna per trasferimento fraudolento di valori, sostenendo di essere solo un prestanome formale. La Suprema Corte ha chiarito che il reato si configura anche quando il reale proprietario gestisce occultamente l'impresa per eludere le misure di prevenzione patrimoniale. Inoltre, la Corte ha respinto la richiesta di riduzione della pena per il giudizio abbreviato condizionato precedentemente rigettato, precisando che l'ammissione dei testimoni nel dibattimento ordinario non rende automaticamente illegittimo il diniego iniziale del rito speciale. Infine, per un quinto imputato deceduto durante il processo, la Corte ha annullato la sentenza senza rinvio.
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