Una società proprietaria di un capannone industriale ha installato pannelli solari sulla copertura, presentando una pratica DOCFA per aggiornare la rendita catastale impianto fotovoltaico con un valore stimato di 1 euro al metro quadro per gli ancoraggi. L'Amministrazione Finanziaria ha rettificato la stima a 15 euro al metro quadro, basandosi sui valori medi dei contratti di cessione del diritto di superficie stipulati nella medesima area geografica. La società ha contestato l'accertamento, sostenendo di essere unica proprietaria sia del tetto sia dell'impianto. I giudici di merito hanno ritenuto corretta la stima dell'ufficio tributario, considerando idoneo il metodo comparativo con il diritto di superficie. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'azienda, confermando in via definitiva la maggiore rendita attribuita dall'ufficio e condannando la società al pagamento delle spese legali.
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