La Corte di Cassazione ha chiarito il corretto classamento catastale affittacamere. Una società aveva classificato il proprio immobile come abitazione (A/2), ma l'Agenzia delle Entrate lo ha riclassificato come albergo (D/2). La Corte ha dato ragione all'Agenzia, stabilendo che la classificazione catastale deve basarsi sulla destinazione economica e sulla potenziale capacità di produrre reddito dell'immobile, non sulle normative urbanistiche o turistiche regionali. L'attività di affittacamere, essendo finalizzata al lucro e assimilabile a quella alberghiera, richiede una classificazione in categoria speciale (gruppo D), la cui rendita va determinata con stima diretta. Di conseguenza, il ricorso del contribuente è stato respinto.
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