La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33741/2024, ha stabilito che la classificazione catastale delle aree portuali date in concessione a un'impresa privata dipende dall'uso effettivo. Se l'area è utilizzata per un'attività commerciale con autonomia funzionale e reddituale, non può essere classificata nella categoria E/1 (immobili a destinazione particolare), ma deve essere censita in una categoria che ne rifletta la capacità di produrre reddito, rendendola soggetta a IMU. La Corte ha cassato le sentenze di merito che avevano favorito l'impresa, sottolineando la prevalenza del criterio economico-imprenditoriale su quello della mera localizzazione in area portuale.
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