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Relictum

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60 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Collazione per imputazione: quote eque contro calcoli errati
Una complessa divisione ereditaria tra fratelli giunge in Cassazione per chiarire le regole della collazione per imputazione. Il Coerede Donatario aveva ricevuto in vita donazioni di valore superiore alla sua quota ereditaria. La Corte d'Appello aveva erroneamente unificato le operazioni di collazione e divisione, calcolando i valori con criteri temporali disomogenei. La Cassazione ha chiarito che la collazione per imputazione e i prelevamenti degli altri eredi vanno calcolati al momento dell'apertura della successione, mentre la divisione dei beni residui si fa al valore attuale. Inoltre, ha stabilito che il giudice di rinvio è competente a decidere sulla restituzione delle somme pagate in forza di sentenze poi cassate. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Azione di riduzione: rinunciare alla causa impedisce il ricorso
Una sorella avvia un'azione di riduzione contro il fratello, nominato erede universale dal padre defunto, per ottenere la propria quota di legittima. La moglie del defunto interviene nel processo ma in seguito rinuncia formalmente agli atti del giudizio. La Corte d'Appello accoglie la domanda della sorella. Successivamente, la moglie propone ricorso in Cassazione, mentre il fratello e la sorella presentano ricorsi incidentali tardivi. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della moglie perché, avendo rinunciato agli atti nei gradi precedenti, non è più parte del giudizio. Di conseguenza, anche i ricorsi incidentali del fratello e della sorella perdono efficacia. La decisione della Corte d'Appello rimane quindi confermata.
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Calcolo della quota di legittima: coniuge contro figli
Il Coniuge superstite ha promosso un'azione di riduzione per ottenere la propria quota di riserva sull'eredità del marito. I Figli hanno contestato la lesione e richiesto il riconoscimento di crediti per la costruzione di un immobile e per le spese funerarie. La Corte d'Appello ha ricalcolato le quote ma ha dichiarato prescritti d'ufficio i crediti dei figli. La Cassazione ha chiarito le regole sul calcolo della quota di legittima, confermando che la quota disponibile non si detrae dal relictum ma si calcola sulla massa fittizia. Ha inoltre accolto il ricorso dei Figli: il giudice non poteva rilevare d'ufficio la prescrizione del loro credito per la costruzione dell'immobile, né tralasciare le spese funerarie. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Successione ereditaria: come calcolare la legittima
La Corte d'Appello ha confermato una complessa successione ereditaria, convalidando la reintegra della quota di legittima del coniuge. La sentenza chiarisce che le spese di manutenzione domestica sostenute prima del decesso non sono rimborsabili e che i debiti funerari gravano su tutti gli eredi pro quota.
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Azione di riduzione: tutela dei legittimari
La Corte di Appello ha disposto la sospensione dell'esecutività di una sentenza di primo grado relativa a un'azione di riduzione. La decisione è scaturita dalla possibile esistenza di un terzo erede non considerato in precedenza e dalla necessità di accertare la proprietà di alcuni immobili prima di procedere a valutazioni tecniche. Il provvedimento sottolinea l'importanza di un calcolo esatto delle quote ereditarie per garantire i diritti dei legittimari.
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Collazione: calcolo imposta registro divisione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini dell'imposta di registro sulla divisione ereditaria, la collazione delle donazioni pregresse deve essere inclusa nel calcolo della massa comune. La controversia nasceva da un avviso di liquidazione emesso contro un notaio che aveva escluso il donatum dalla base imponibile, evitando così l'emersione di conguagli tassabili. La Corte chiarisce che l'inclusione del valore dei beni donati è necessaria per determinare l'effettiva quota di diritto di ciascun erede e garantire la neutralità impositiva, evitando che semplici riequilibri patrimoniali vengano erroneamente tassati come compravendite.
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Donazione dissimulata: la tutela della legittima
La controversia riguarda l'accertamento di una donazione dissimulata realizzata attraverso finte compravendite immobiliari tra una zia e un nipote. L'erede legittimaria ha impugnato gli atti sostenendo che nascondessero liberalità volte a svuotare l'asse ereditario. La Corte d'Appello ha confermato la natura simulata dei contratti, rilevando la mancanza di prova del pagamento del prezzo e la nullità di una donazione per difetto di forma. Il giudizio di Cassazione si è concluso con l'estinzione per rinuncia del ricorrente.
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Successione ereditaria e donazioni: tra abusi e prove mancanti
La controversia riguarda una complessa successione ereditaria e donazioni tra tre fratelli. Una sorella ha agito per la riduzione di donazioni lesive della sua quota di legittima, ottenendo in appello il riconoscimento della nullità di una donazione immobiliare a causa di abusi edilizi presenti sui terreni. Un fratello ha impugnato la decisione in Cassazione, contestando sia la nullità dell'atto sia l'esclusione di una donazione di denaro a favore della sorella per mancanza di prove documentali. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che sulla nullità si era formato il giudicato interno e che l'onere della prova non era stato assolto correttamente riguardo alle somme di denaro, a causa della mancata produzione dei documenti nel fascicolo d'appello. La decisione sottolinea l'importanza della regolarità urbanistica e della diligenza processuale nella gestione delle liti ereditarie.
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Condanna generica e prova del danno in sede civile
Un erede ha agito contro un istituto bancario e un suo funzionario per ottenere il risarcimento dei danni derivanti da prelievi illeciti effettuati sul conto della madre defunta. Nonostante una precedente sentenza penale avesse pronunciato una condanna generica al risarcimento, i giudici di merito hanno rigettato la domanda civile per mancanza di prova del danno effettivo. La Corte di Cassazione ha confermato che la condanna generica penale non vincola il giudice civile sull'esistenza reale del danno, ma solo sulla potenzialità lesiva del fatto, gravando l'attore dell'onere di provare il pregiudizio subito rispetto all'intero asse ereditario.
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Riunione fittizia: calcolo e lesione di legittima
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per la riunione fittizia nel caso di un figlio escluso dal testamento materno. La madre aveva dichiarato nell'atto che il figlio era già stato soddisfatto in vita, ma la Corte ha stabilito che tale affermazione non costituisce prova della donazione. Il punto centrale della decisione riguarda il momento della valutazione dei beni: per determinare la quota di legittima, il valore degli immobili deve essere riferito al momento dell'apertura della successione e non alla data della perizia tecnica svolta durante il processo.
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Collazione ereditaria: guida alla divisione dei beni
Il caso riguarda una complessa divisione tra coeredi in cui l'attrice richiedeva la collazione ereditaria di un immobile donato dalla madre a una sorella premorta e la simulazione di una vendita. Il Tribunale ha accolto la domanda di collazione per la donazione priva di dispensa, ma ha rigettato la contestazione sulla vendita simulata per mancanza di prove certe sulla provenienza del denaro.
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Coacervo e successione: stop della Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una contribuente contro un avviso di liquidazione per imposta di successione, incentrato sull'applicazione del coacervo. L'istituto, che prevede l'aggregazione delle donazioni pregresse al patrimonio ereditario, è stato dichiarato non più applicabile nel sistema attuale di aliquote proporzionali. La Corte ha stabilito che, in assenza di una base legale certa, non è possibile sommare le donazioni al relictum per erodere la franchigia o aumentare il carico fiscale.
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Riunione fittizia: guida al calcolo dell’eredità
Una complessa controversia ereditaria tra fratelli ha portato la Corte di Cassazione a chiarire l'applicazione della riunione fittizia e i termini processuali per l'appello incidentale. La ricorrente lamentava un errore di calcolo nella determinazione del conguaglio dovuto ai coeredi, mentre il fratello contestava l'inammissibilità del proprio appello incidentale. La Suprema Corte ha accolto entrambi i ricorsi, rilevando un errore materiale nei conteggi della quota di riserva e stabilendo che la partecipazione alla fase di inibitoria non anticipa i termini per la costituzione nel merito.
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Compenso professionale avvocato: come si calcola?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31303/2023, ha stabilito i criteri per il calcolo del compenso professionale avvocato in una complessa causa ereditaria. Gli eredi contestavano una parcella basata sul valore iniziale della domanda, ritenendola sproporzionata rispetto al valore effettivo dell'asse ereditario. La Corte ha rigettato il ricorso, precisando che il valore della controversia per l'annullamento di un testamento corrisponde al valore dell'intero asse ereditario (relictum e donatum), e non solo ai beni residui. Viene confermato che, sebbene il giudice possa adeguare gli onorari in caso di manifesta sproporzione, il riferimento primario resta il valore dichiarato nella domanda.
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Azione di simulazione legittimario: la prova libera
Una figlia agisce con un'azione di simulazione legittimario contro la zia, sostenendo che la vendita di un immobile da parte del padre defunto fosse una donazione dissimulata. La Corte di Cassazione chiarisce che il legittimario, agendo per tutelare la propria quota di riserva lesa, è considerato terzo rispetto all'atto e può quindi fornire la prova della simulazione senza limiti, avvalendosi anche di testimoni e presunzioni.
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Successione necessaria e limiti alla prova in appello
Eredi agiscono in riduzione per lesione della quota di legittima. La Cassazione chiarisce i limiti alla produzione di nuove prove in appello nella successione necessaria e il calcolo del diritto di abitazione del coniuge, confermando le preclusioni processuali.
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Azione di riduzione: onere della prova per l’erede
Una figlia adottiva, esclusa dal testamento del padre, agisce in giudizio per ottenere la sua quota di eredità. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 348/2023, ha chiarito i requisiti per l'azione di riduzione, stabilendo che l'erede pretermesso non è tenuto a fornire un inventario dettagliato del patrimonio nell'atto iniziale, ma deve allegare gli elementi sufficienti a dimostrare la lesione della sua quota di legittima. La decisione della Corte d'Appello è stata annullata su questo punto, semplificando l'accesso alla tutela per gli eredi esclusi.
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Divisione ereditaria: la Cassazione sul conguaglio
In una complessa causa di divisione ereditaria, la Cassazione ha corretto la decisione della Corte d'Appello su due punti cruciali. Ha stabilito che gli interessi sul conguaglio dovuto all'erede la cui qualità è stata riconosciuta in corso di causa decorrono dalla domanda giudiziale e non dalla sentenza. Inoltre, ha precisato che il calcolo del conguaglio deve escludere la quota di un bene già di proprietà dell'erede assegnatario. La Corte ha quindi cassato la sentenza con rinvio per il ricalcolo.
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Collazione per imputazione: la scelta dell’erede
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19072/2024, ha chiarito che in una divisione ereditaria, l'erede che ha ricevuto donazioni di immobili e non esercita la facoltà di scelta sulla modalità di collazione (in natura o per valore), è tenuto alla collazione per imputazione. Questo meccanismo, che funge da criterio residuale, non può essere posticipato in attesa della valutazione economica dei beni. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'erede donataria, confermando che la sua inerzia determina l'applicazione automatica della collazione per imputazione, tutelando così il diritto degli altri coeredi al prelevamento di beni di pari valore.
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Legato in sostituzione di legittima: rinuncia implicita
La Corte di Cassazione chiarisce che un erede legittimario, a cui sia stato lasciato un legato in sostituzione di legittima, rinuncia implicitamente a tale legato nel momento in cui agisce in giudizio per ottenere la sua quota di eredità in natura. La Corte ha stabilito che tale azione è incompatibile con la volontà di conservare il legato, confermando la decisione dei giudici di merito e rigettando il ricorso dell'erede universale.
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