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Reiterazione Di Contratti A Termine

31 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'utilizzo ripetuto e consecutivo di contratti di lavoro a tempo determinato da parte dello stesso datore di lavoro per lo stesso lavoratore, che può configurare un abuso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Reiterazione di contratti a termine: risarcimento al lavoratore
Un dipendente della sanità pubblica ha svolto per anni incarichi a tempo determinato. I giudici hanno accertato la natura subordinata del rapporto e dichiarato illegittima la reiterazione di contratti a termine, riconoscendo un risarcimento pari a cinque mensilità, oltre al rimborso delle spese assicurative e a specifici incentivi economici. L'azienda sanitaria e il lavoratore hanno presentato ricorso per cassazione. L'amministrazione lamentava una divergenza numerica tra la motivazione e la decisione finale della sentenza precedente. La Suprema Corte ha respinto i ricorsi di entrambe le parti, chiarendo che una minima incongruenza di calcolo costituisce solo un refuso correggibile e non rende nulla la sentenza. Il risarcimento per il lavoratore precario resta pienamente confermato.
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Reiterazione di contratti a termine: assunzione e rinuncia
Una lavoratrice del settore scolastico ha contestato al Ministero dell'Istruzione la reiterazione di contratti a termine per diversi anni di servizio. La dipendente chiedeva la stabilizzazione del rapporto di lavoro oppure un risarcimento economico. I giudici di merito hanno respinto le richieste economiche poiché la lavoratrice aveva nel frattempo ottenuto l'assunzione a tempo indeterminato, misura idonea a sanare il pregresso abuso del precariato. La lavoratrice ha quindi presentato ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Prima dell'udienza collegiale, la ricorrente ha depositato formale atto di rinuncia al giudizio. I Giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, compensando interamente le spese legali tra le parti.
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Stabilizzazione Annulla Risarcimento Danno: Sentenza Cassazione
Alcuni dipendenti pubblici, dopo oltre dieci anni di contratti a termine, hanno fatto causa a un Comune per ottenere un risarcimento. Durante il processo, l'ente li ha assunti a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha stabilito che questa assunzione definitiva rappresenta una misura riparatoria adeguata, che assorbe e sostituisce il diritto a un indennizzo economico. La sentenza chiarisce il rapporto tra stabilizzazione e risarcimento danno, negando quest'ultimo perché la prima è stata considerata una sanzione sufficiente per l'abuso subito. I lavoratori hanno quindi perso la causa.
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Precario pubblico: il divieto di conversione blocca il posto fisso
Un istruttore sportivo, dopo aver lavorato per 15 anni per una Pubblica Amministrazione con contratti annuali, ha chiesto la trasformazione del suo rapporto a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta, ribadendo il fermo principio del divieto di conversione dei contratti a termine nel settore pubblico. A differenza del settore privato, l'abuso di precariato da parte dello Stato non porta alla stabilizzazione, ma solo a un risarcimento economico. La Corte ha chiarito che questa regola serve a tutelare i principi costituzionali di accesso tramite concorso pubblico e di controllo della spesa. La richiesta di risarcimento per danno pensionistico è stata ugualmente respinta perché non ancora attuale.
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Stabilizzazione Precari e Risarcimento: Assunzione batte Danno
La Corte di Cassazione affronta il tema della relazione tra stabilizzazione precari e risarcimento del danno nel settore scolastico. Alcuni lavoratori, dopo anni di contratti a termine, sono stati assunti a tempo indeterminato. Nonostante ciò, hanno chiesto un risarcimento economico per il passato abuso di precariato. La Corte ha stabilito che l'immissione in ruolo rappresenta la sanzione più efficace e una forma di riparazione adeguata. Pertanto, la stabilizzazione esclude il diritto a un'ulteriore indennità economica, a meno che il lavoratore non dimostri di aver subito danni specifici e ulteriori, non coperti dalla sicurezza offerta dal posto fisso. La richiesta dei lavoratori è stata quindi respinta.
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Abuso Contratti a Termine: Stabilizzazione esclude il Risarcimento
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di alcuni lavoratori del settore scolastico che, dopo anni di precariato dovuti alla ripetizione di contratti a termine, sono stati assunti a tempo indeterminato (immissione in ruolo). I lavoratori chiedevano un ulteriore indennizzo economico per il passato abuso. La Corte ha stabilito che, nel contesto specifico della scuola, l'immissione in ruolo rappresenta già una sanzione adeguata ed efficace contro l'abuso. Pertanto, ha negato il diritto a un automatico **risarcimento per abuso contratti a termine** una volta ottenuta la stabilizzazione, respingendo il ricorso dei lavoratori.
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Abuso Contratti a Termine: Stabilizzazione esclude il risarcimento
La Corte di Cassazione affronta il tema del risarcimento per l'abuso di contratti a termine nel settore scolastico. Un lavoratore, dopo anni di precariato, aveva ottenuto la stabilizzazione. Nonostante ciò, aveva chiesto un indennizzo economico per l'illegittima successione di contratti. La Corte ha respinto la richiesta, stabilendo un principio fondamentale: nel pubblico impiego scolastico, l'immissione in ruolo (la stabilizzazione) costituisce di per sé una misura sanzionatoria adeguata ed efficace. Questa forma di tutela cancella le conseguenze dell'abuso e, pertanto, esclude il diritto a un ulteriore risarcimento economico, salvo che il lavoratore non provi di aver subito danni ulteriori e specifici.
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Precari Scuola: Assunzione cancella risarcimento danno contratti a termine
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di alcuni dipendenti della scuola che, dopo anni di precariato, chiedevano un risarcimento per l'abuso di contratti a termine da parte del Ministero. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: l'assunzione a tempo indeterminato (la cosiddetta 'stabilizzazione') costituisce di per sé una misura adeguata e sufficiente a sanzionare l'abuso passato. Di conseguenza, la stabilizzazione cancella il diritto a un ulteriore risarcimento danno contratti a termine, a meno che il lavoratore non dimostri di aver subito danni specifici e ulteriori, diversi dalla perdita di occasioni lavorative. La domanda dei lavoratori è stata quindi respinta.
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Stabilizzazione e risarcimento del danno: l’assunzione cancella?
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della correlazione tra stabilizzazione e risarcimento del danno per il personale scolastico. Un gruppo di lavoratori, dopo anni di contratti a termine illegittimamente reiterati dal Ministero, ha chiesto un risarcimento. Tuttavia, nel corso della causa, sono stati assunti a tempo indeterminato. La Corte ha stabilito che l'immissione in ruolo (la stabilizzazione) costituisce la sanzione adeguata per l'abuso subito. Questa misura ripara il danno principale, ovvero la mancanza di un lavoro stabile. Di conseguenza, il lavoratore stabilizzato non ha diritto a un ulteriore risarcimento economico, a meno che non dimostri di aver subito danni specifici e diversi, cosa che in questo caso non è avvenuta. Il Ministero ha quindi vinto la causa.
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Abuso Contratti a Termine: Assunzione non esclude risarcimento
La Corte di Cassazione affronta il tema del risarcimento per l'abuso di contratti a termine nel settore scolastico. Alcuni lavoratori, dopo anni di precariato, erano stati assunti a tempo indeterminato. Nonostante la stabilizzazione, chiedevano un indennizzo per il danno subito in passato. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: l'immissione in ruolo è una misura riparatoria, ma non esclude automaticamente il diritto a un ulteriore risarcimento. Tuttavia, il lavoratore deve provare di aver subito un danno aggiuntivo rispetto a quello già 'coperto' dall'assunzione. In questo caso specifico, il ricorso dei lavoratori è stato dichiarato inammissibile, confermando la decisione precedente.
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Stabilizzazione e Risarcimento Danni: Assunti ma senza indennizzo
Un gruppo di lavoratori della scuola, dopo anni di precariato, ha ottenuto l'assunzione a tempo indeterminato. Hanno comunque fatto causa al Ministero, sostenendo che la sola assunzione non fosse sufficiente a compensare l'abuso di contratti a termine subito in passato. La Corte di Cassazione ha respinto la loro richiesta. I giudici hanno stabilito che la stabilizzazione è di per sé la sanzione più efficace e la riparazione adeguata. Ottenere il posto fisso, definito il 'bene della vita' principale, cancella il danno da precariato. Pertanto, la questione su stabilizzazione e risarcimento danni si risolve a favore della prima, escludendo un indennizzo aggiuntivo, a meno che il lavoratore non provi danni ulteriori e specifici, cosa non avvenuta nel caso di specie.
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Precariato Pubblico: la Stabilizzazione Esclude Risarcimento Danno
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave per i precari del settore pubblico: la successiva assunzione a tempo indeterminato sana l'abuso passato. Un gruppo di docenti e collaboratori scolastici aveva chiesto un risarcimento per l'illegittima successione di contratti a termine, anche dopo essere stati assunti a tempo indeterminato. La Corte ha respinto la loro richiesta, affermando che la stabilizzazione esclude risarcimento. L'ottenimento del posto fisso, considerato il 'bene della vita' principale, è una misura sufficiente a riparare il danno, a meno che il lavoratore non provi l'esistenza di danni ulteriori e specifici, diversi dalla semplice perdita di stabilità lavorativa ormai conseguita.
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Risarcimento Danno da Precariato: Assunzione Blocca Indennizzo
La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento del danno da precariato a due lavoratrici del personale ATA della scuola. Nonostante l'illegittima successione di contratti a termine per oltre 36 mesi, la loro successiva assunzione a tempo indeterminato (stabilizzazione) è stata considerata una sanzione adeguata e sufficiente a riparare l'abuso subito. Secondo la Corte, la stabilizzazione cancella le conseguenze negative della precarietà. Un eventuale risarcimento aggiuntivo è ammissibile solo se il lavoratore dimostra di aver subito danni ulteriori e specifici, non compensati dalla semplice immissione in ruolo. L'appello delle lavoratrici è stato quindi respinto.
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Risarcimento Danno Precariato Scolastico: Assunzione lo esclude?
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di due lavoratrici del settore scolastico che, dopo anni di precariato con contratti a termine, sono state assunte a tempo indeterminato. Le lavoratrici chiedevano un risarcimento per l'abuso subito in passato. La Corte ha stabilito che l'immissione in ruolo rappresenta già una sanzione adeguata e sufficiente a compensare il danno. Di conseguenza, il diritto al risarcimento danno da precariato scolastico è escluso, a meno che il lavoratore non dimostri di aver subito danni ulteriori e specifici, non coperti dalla stabilizzazione. Poiché tale prova mancava, la richiesta delle lavoratrici è stata respinta.
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Abuso contratti a termine: stabilizzazione esclude risarcimento
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di alcuni docenti precari che, dopo anni di contratti a termine, sono stati assunti a tempo indeterminato (stabilizzati). I docenti chiedevano un indennizzo economico, sostenendo che la stabilizzazione non fosse sufficiente a compensare l'abuso subito. La Corte ha stabilito che, nel settore scolastico, l'immissione in ruolo rappresenta la sanzione adeguata e cancella le conseguenze negative dell'abuso, escludendo un automatico risarcimento per abuso contratti a termine. Tuttavia, ha chiarito un punto fondamentale: l'anzianità di servizio maturata durante tutto il periodo di precariato deve essere integralmente riconosciuta ai fini della carriera e dello stipendio, anche per i periodi precedenti al 2001. La richiesta di risarcimento è stata quindi respinta, ma è stato accolto il ricorso di una docente per il corretto calcolo dell'anzianità.
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Precariato Scuola: la Stabilizzazione esclude il risarcimento danno
Due collaboratrici scolastiche, dopo anni di precariato, vengono assunte a tempo indeterminato. Nonostante ciò, chiedono al Ministero un risarcimento economico per l'illegittima successione di contratti a termine. La Corte di Cassazione ha respinto la loro richiesta, stabilendo un principio chiave per il settore scolastico: la stabilizzazione è di per sé la sanzione adeguata per l'abuso di precariato. Di conseguenza, la regola generale è che non spetta un'ulteriore somma a titolo di risarcimento. La combinazione di stabilizzazione e risarcimento danno non è automatica. Un indennizzo extra è possibile solo se il lavoratore dimostra di aver subito un danno specifico e ulteriore, non coperto dalla semplice assunzione a tempo indeterminato.
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Stabilizzazione precari scuola: cancella il diritto al risarcimento?
Un gruppo di personale scolastico, dopo anni di contratti a termine, viene assunto a tempo indeterminato. Nonostante ciò, i lavoratori chiedono un risarcimento economico per il passato abuso di precariato. La Corte di Cassazione ha stabilito che la stabilizzazione precari scuola è di per sé una sanzione adeguata e sufficiente. L'assunzione a tempo indeterminato, infatti, ripara il danno principale, ovvero la mancanza di un lavoro stabile. Di conseguenza, i lavoratori non hanno diritto a un risarcimento automatico. Per ottenerlo, dovrebbero provare l'esistenza di danni specifici e ulteriori, non coperti dalla semplice assunzione. La richiesta dei lavoratori è stata quindi respinta.
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Precari Scuola: la Stabilizzazione esclude il Risarcimento del Danno
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di alcuni lavoratori della scuola che, dopo anni di contratti a termine, sono stati finalmente assunti a tempo indeterminato. I lavoratori chiedevano anche un risarcimento economico per l'abuso subito a causa della precarietà. La Corte ha stabilito un principio chiave in materia di stabilizzazione e risarcimento precari: l'assunzione a tempo indeterminato (la stabilizzazione) è di per sé la sanzione più adeguata ed efficace per rimediare all'illegittima successione di contratti. Di conseguenza, il lavoratore stabilizzato non ha diritto a un ulteriore risarcimento economico, a meno che non riesca a provare di aver subito un danno specifico e diverso, non coperto dalla semplice immissione in ruolo.
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Precariato Scuola: Stabilizzazione esclude il risarcimento del danno
La Corte di Cassazione ha stabilito che i lavoratori precari della scuola, una volta ottenuta la stabilizzazione (assunzione a tempo indeterminato), non hanno diritto a un automatico risarcimento del danno. La Corte ritiene che l'immissione in ruolo rappresenti già una misura adeguata e sufficiente a sanzionare l'abuso dei contratti a termine subito in passato. Pertanto, la richiesta di un ulteriore indennizzo economico, come il risarcimento danno da precariato, viene respinta. Un risarcimento aggiuntivo è possibile solo se il lavoratore dimostra di aver subito danni ulteriori e specifici, diversi dalla mancata assunzione, che non sono stati sanati dalla stabilizzazione stessa.
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Precariato Scuola: Stabilizzazione e Risarcimento Danno Incompatibili
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due collaboratrici scolastiche che, dopo anni di contratti a termine, sono state assunte a tempo indeterminato. Le lavoratrici chiedevano anche un risarcimento economico per l'abuso dei contratti precari subìto in passato. La Corte ha stabilito che, nel settore scolastico pubblico, la stabilizzazione rappresenta di per sé la sanzione adeguata ed effettiva per la violazione. Pertanto, la combinazione di stabilizzazione e risarcimento del danno non è automatica. Il lavoratore assunto a tempo indeterminato non ha diritto a un indennizzo aggiuntivo, a meno che non dimostri di aver subito danni ulteriori e specifici, diversi dalla semplice perdita di stabilità lavorativa, ormai ottenuta.
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