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Reiterazione Del Vincolo

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'atto con cui la pubblica amministrazione impone nuovamente un vincolo espropriativo dopo la sua scadenza originaria. Questa azione può far sorgere il diritto del proprietario a ricevere un indennizzo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Reiterazione del vincolo espropriativo: danno reale o presunto
I comproprietari di un terreno citano in giudizio il Comune chiedendo l'indennizzo per la reiterazione del vincolo espropriativo, destinato a parcheggio pubblico per decenni. La Corte d'Appello prima qualifica il vincolo come espropriativo, ma successivamente nega il risarcimento per mancata prova del danno economico. La Corte di Cassazione accoglie i ricorsi di entrambe le parti e cassa la sentenza con rinvio. La Suprema Corte chiarisce che l'indennizzo per vincoli reiterati opera in modo quasi automatico senza oneri probatori stringenti sul danno e calcola anche l'edificabilità di fatto del fondo. Tuttavia, la Corte accoglie le difese del Comune: il vincolo non è espropriativo se l'opera è realizzabile dall'iniziativa privata e non sussiste reiterazione continuativa qualora intercorrano periodi intermedi di zona bianca non coperti da vincolo formale.
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Indennità per Vincoli Espropriativi: Causa Estinta in Cassazione
Alcuni proprietari di terreni avevano citato in giudizio un Comune per ottenere un'indennità per reiterazione di vincoli espropriativi. Dopo una prima decisione a loro sfavorevole, avevano fatto ricorso alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, i proprietari hanno rinunciato al ricorso e il Comune ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo il caso senza entrare nel merito della questione. La vicenda si conclude quindi senza un vincitore o un perdente sulla richiesta di indennizzo, ma con la fine del processo per accordo tra le parti.
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Prescrizione indennizzo vincolo espropriativo: quando?
Una società agricola ha perso il diritto all'indennizzo per un vincolo espropriativo reiterato su un suo terreno. La Cassazione ha confermato la prescrizione del diritto, chiarendo che il termine decennale decorre dalla data di reiterazione del vincolo, non dalla sua scadenza. La richiesta tardiva della società ha reso vana la pretesa.
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Indennizzo vincolo espropriativo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul calcolo dell'indennizzo per un vincolo espropriativo reiterato per decenni da un Comune su un terreno privato. La Corte ha stabilito che il metodo corretto per quantificare il ristoro consiste nel calcolare gli interessi legali sulla differenza di valore del bene (con e senza vincolo) per il periodo di durata della reiterazione. È stato rigettato il ricorso dei proprietari, che chiedevano un calcolo basato su un valore ipotetico residenziale, confermando la decisione della Corte d'Appello e ribadendo che l'indennizzo vincolo espropriativo non deve essere un risarcimento integrale ma un serio ristoro per la compressione del diritto di proprietà.
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Indennizzo per vincolo espropriativo: guida pratica
Due proprietarie citano in giudizio un Comune per aver mantenuto vincoli su alcuni loro terreni per oltre 25 anni senza mai procedere all'esproprio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito un principio fondamentale: quando la Pubblica Amministrazione reitera un vincolo preordinato all'esproprio, il proprietario ha diritto a un indennizzo per vincolo espropriativo in modo quasi automatico. Il danno, infatti, è considerato 'in re ipsa', cioè insito nella prolungata compressione del diritto di proprietà, senza che sia necessaria una rigorosa prova specifica del pregiudizio subito. La Suprema Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello che negava il risarcimento per mancata prova del danno.
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Vincolo espropriativo: no indennizzo se danno da norme
Un proprietario terriero ha richiesto un indennizzo per la reiterazione di un vincolo espropriativo sul suo suolo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'indennizzo non è dovuto se il pregiudizio lamentato (in questo caso, l'impossibilità di edificare) non deriva direttamente dal vincolo espropriativo, ma dalle prescrizioni generali e permanenti del piano urbanistico (vincoli conformativi), che non danno diritto a compenso.
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Vincolo espropriativo: rinvio per accordo tra le parti
In una controversia relativa all'indennizzo per un vincolo espropriativo, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Anziché decidere nel merito i ricorsi presentati da una cittadina e da un Comune, la Corte ha accolto la richiesta di rinvio dell'udienza. La decisione è stata motivata dal raggiungimento di un accordo bonario tra le parti, la cui formalizzazione richiede ulteriore tempo. La causa è stata quindi rinviata a nuovo ruolo per permettere la finalizzazione della transazione.
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