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Regime Del Margine

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95 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Regime del margine: quando si applica il forfettario
La Corte di Cassazione chiarisce le condizioni di applicazione del regime del margine per la vendita di opere d'arte. In assenza di una prova certa del prezzo di acquisto da parte del contribuente, si deve applicare il metodo forfettario, calcolando l'IVA sul 60% del prezzo di vendita. La determinazione generica dei costi d'impresa non è sufficiente a giustificare l'applicazione del metodo analitico.
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Vendita opere d’arte: quando è impresa per il Fisco
Un contribuente che effettuava la vendita di opere d'arte è stato oggetto di accertamento fiscale. La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini fiscali, l'attività diventa impresa quando è svolta in modo abituale e professionale, anche senza un'organizzazione complessa. Tuttavia, per l'applicazione dell'IRAP, non basta la qualifica di imprenditore, ma va provata l'esistenza di un'"autonoma organizzazione". La Corte ha inoltre ribadito che le movimentazioni bancarie costituiscono una prova presuntiva autonoma per la ricostruzione dei ricavi, che non può essere ignorata dal giudice di merito.
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Sequestro preventivo auto: onere della prova del terzo
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo auto a danno di un'acquirente terza. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché la prova della buona fede e della legittimità dell'acquisto, basata su un documento straniero illeggibile e non tradotto, è stata ritenuta insufficiente. La sentenza sottolinea il rigoroso onere probatorio che grava sul terzo che voglia ottenere la restituzione del bene.
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Regime del margine: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 730/2024, si è pronunciata sul caso di un autosalone che aveva applicato il regime del margine per la vendita di auto usate. La Corte ha stabilito che l'errata applicazione di questo regime fiscale agevolato costituisce evasione d'imposta. È stato ribadito che l'onere di provare la sussistenza dei presupposti per beneficiare del regime del margine spetta interamente al contribuente, il quale deve dimostrare la propria buona fede e diligenza nel verificare che l'IVA sia già stata assolta a monte senza possibilità di detrazione.
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Regime del margine: quando non si applica alle auto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30824/2024, ha confermato un avviso di accertamento IVA contro una concessionaria di auto, negando l'applicazione del regime del margine. La Corte ha stabilito che, per applicare tale regime, il bene deve essere acquistato da un privato senza diritto a detrazione IVA. Nel caso specifico, le auto non erano ancora di proprietà di privati al momento della vendita alla concessionaria, rendendo illegittima l'applicazione del regime agevolato.
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Regime del margine: abuso e onere della prova
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che riconosceva a una società rivenditrice di auto il diritto al regime del margine. La Corte ha ritenuto che l'uso di intermediari fittizi per l'acquisto di veicoli usati dall'estero costituisse un abuso del diritto, finalizzato a ottenere un indebito vantaggio fiscale. La decisione ribadisce che, in caso di contestazione, spetta al contribuente dimostrare la propria buona fede e la sussistenza dei requisiti per l'applicazione del regime speciale.
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Regime del margine: la Cassazione e la prova del Fisco
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33020/2024, ha stabilito che per l'applicazione del regime del margine su veicoli usati acquistati da altri paesi UE, non è sufficiente un affidamento acritico alle dichiarazioni del fornitore. Se le fatture presentano elementi contraddittori, come diciture che suggeriscono una cessione intracomunitaria, il contribuente ha l'onere di svolgere ulteriori verifiche per dimostrare la propria buona fede e il diritto a beneficiare del regime speciale. La Suprema Corte ha cassato la decisione di merito che aveva dato ragione a una società di rivendita auto, sottolineando che l'onere della prova in un regime derogatorio spetta interamente al contribuente.
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Regime del margine: quando non si applica agli usati
Una società di compravendita di auto ha impugnato un avviso di accertamento fiscale relativo all'errata applicazione del regime del margine IVA. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tale regime speciale non è applicabile se i veicoli usati sono acquistati da società di noleggio o leasing, in quanto si presume che l'IVA sia già stata detratta a monte. La Corte ha sottolineato la necessità per l'acquirente di esercitare la massima diligenza nel verificare la provenienza dei beni per poter beneficiare del trattamento fiscale agevolato.
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Deducibilità costi: onere della prova e frodi
Una società operante nel commercio di autovetture si è vista contestare la deducibilità dei costi e l'applicazione del regime del margine IVA per operazioni ritenute soggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha chiarito che in questi casi l'onere di provare l'effettività, l'inerenza e la certezza dei costi grava interamente sul contribuente. La sola esibizione della fattura non è sufficiente a dimostrare la legittimità della deduzione, ribaltando la precedente decisione della Commissione Tributaria Regionale.
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Regime del margine: onere della prova e buona fede
La Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di autoveicoli usati, confermando l'accertamento fiscale per l'illegittima applicazione del regime del margine. La Corte ha ribadito che spetta al contribuente dimostrare la propria buona fede e la massima diligenza per beneficiare del regime agevolato, specialmente in presenza di indizi di frode IVA intracomunitaria.
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Tenuità del fatto: quando i precedenti la escludono
Un imprenditore del settore auto usate, condannato per evasione IVA, si è visto respingere il ricorso in Cassazione. La Corte ha stabilito che i precedenti penali, pur se non integrano l'aggravante della recidiva, costituiscono 'condotta abituale' e precludono l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, chiarendo la distinzione tra valutazione soggettiva della pericolosità e presupposto oggettivo della norma.
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Regime del margine: no per beni extra UE con regime 42
La Corte di Cassazione ha stabilito che il regime del margine IVA non è applicabile alla rivendita di beni usati (nella specie, telefoni ricondizionati) provenienti da un Paese extra-UE, anche qualora siano stati importati in Unione Europea tramite il regime doganale "42". Tale procedura, infatti, differisce solo il pagamento dell'IVA all'importazione ma non trasforma l'operazione in un acquisto intracomunitario, facendo mancare il presupposto soggettivo per l'applicazione del regime agevolato.
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Regime del margine: esclusi i costi di vendita
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19725/2025, ha chiarito l'applicazione del regime del margine IVA. Una società aveva incluso i costi di vendita nel calcolo della base imponibile, riducendola. L'Amministrazione Finanziaria ha contestato tale operato. La Corte ha dato ragione al Fisco, stabilendo che solo le spese accessorie all'acquisto e quelle di riparazione possono essere computate. I costi relativi alla vendita sono esclusi e seguono il regime IVA ordinario. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Regime del margine: no per beni da Paesi extra UE
Un imprenditore importava smartphone ricondizionati dalla Cina, via Belgio, con regime doganale '42', applicando il regime del margine IVA. La Cassazione ha stabilito che i due regimi sono incompatibili: il regime del margine non si applica ai beni importati da Paesi extra UE, poiché la loro origine non cambia con il transito in un altro Stato membro.
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Regime del margine: no per beni extra UE con regime 42
La Corte di Cassazione ha stabilito che il regime del margine IVA non è applicabile alla vendita di beni usati (nella specie, telefoni ricondizionati) provenienti da un Paese extra UE, anche se importati nel territorio comunitario attraverso un altro Stato membro con l'applicazione del regime doganale 42. Quest'ultimo, infatti, è una mera agevolazione doganale che differisce il pagamento dell'IVA ma non modifica l'origine extra-comunitaria del bene, presupposto che esclude l'accesso al regime del margine, il quale richiede un acquisto originario all'interno dell'Unione Europea da specifici soggetti.
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