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Regime Del Margine

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95 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Operazioni inesistenti: la Cassazione e la prova IVA
Una società di vendita auto vede il suo ricorso rigettato dalla Cassazione in un caso di accertamento IVA per operazioni inesistenti. La Corte ha confermato la pretesa fiscale, sottolineando che l'azienda non ha fornito prove sufficienti (documenti di trasporto, pagamenti) per dimostrare l'effettività delle cessioni intracomunitarie dichiarate. Di conseguenza, è stata ritenuta legittima la presunzione che le vendite fossero avvenute sul territorio nazionale e quindi soggette a IVA ordinaria.
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Accertamento induttivo: la Cassazione sui costi
Un commerciante online di beni usati ha contestato un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione Finanziaria aveva rideterminato il suo reddito. La Corte di Cassazione ha accolto le ragioni del contribuente, stabilendo principi fondamentali sull'accertamento induttivo. In particolare, ha affermato che il Fisco, quando accerta maggiori ricavi, deve sempre tenere conto dei costi correlati per tassare il reddito netto e non quello lordo. Inoltre, ha ribadito la necessità di applicare correttamente i regimi speciali IVA, come quello del margine per i beni usati. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Onere della prova frode IVA: la Cassazione decide
Una società operante nel settore automobilistico si è vista negare la detrazione IVA per l'acquisto di due autovetture, ritenute parte di una frode carosello. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 12267/2024, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo l'onere della prova a carico dell'amministrazione. La Corte ha stabilito che la consapevolezza del contribuente di partecipare alla frode può essere dimostrata tramite un quadro di indizi gravi, precisi e concordanti, che il giudice di merito deve valutare nel loro complesso e non singolarmente. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per non aver considerato elementi cruciali come l'antieconomicità delle operazioni e la natura di 'cartiera' del fornitore.
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Regime del margine: no se l’auto viene dal leasing
La Cassazione ha respinto il ricorso di una società di rivendita auto, confermando l'inapplicabilità del regime del margine IVA. La Corte ha stabilito che tale regime agevolato non può essere utilizzato per veicoli acquistati da società di noleggio o leasing, in quanto si presume che l'IVA sia già stata detratta all'origine. Inoltre, sono state confermate le contestazioni per operazioni con fornitori fittizi.
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Regime del margine: quando non si applica alle auto
Una società di compravendita auto si è vista negare l'applicazione del regime del margine IVA. La Cassazione ha confermato la decisione, poiché i veicoli provenivano da società di noleggio e leasing, rendendo inapplicabile il regime speciale e validando l'accertamento fiscale per operazioni soggettivamente inesistenti.
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Reverse charge oro: purezza e non attività del cessionario
La Cassazione ha stabilito che per l'applicazione del reverse charge oro, non è necessario che l'acquirente svolga direttamente l'attività di fusione. Sono sufficienti la purezza del metallo (superiore a 325 millesimi) e la sua non immediata destinazione al consumo, essendo deputato a una nuova trasformazione. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che sosteneva la necessità di verificare l'attività del cessionario.
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Reverse charge oro: quando si applica? La Cassazione
Un contribuente ha venduto oggetti d'oro usati applicando il regime del reverse charge. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, sostenendo che si dovesse applicare il regime del margine. La Corte di Cassazione ha dato ragione al contribuente, stabilendo che per l'applicazione del reverse charge oro sono determinanti la purezza del metallo e la sua comprovata destinazione alla fusione e trasformazione, indipendentemente dalla forma iniziale del bene (es. gioiello usato).
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Dichiarazione infedele: la Cassazione sul dolo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per dichiarazione infedele a carico dell'amministratore di fatto e del titolare legale di una concessionaria di auto. L'accusa riguardava l'evasione IVA tramite l'applicazione abusiva del regime del margine e l'omessa fatturazione. La Corte ha rigettato le eccezioni sulla inutilizzabilità delle prove raccolte durante la verifica fiscale e sulla presunta mancanza di dolo, chiarendo quando sorgono gli obblighi procedurali penali.
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Reverse charge oro: quando si applica? La Cassazione
Una società 'compro oro' si è vista contestare dall'Agenzia delle Entrate l'applicazione del reverse charge oro per la cessione di materiali a una fonderia. La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 28430/2024, ha annullato la decisione di merito che dava ragione al contribuente, rinviando la causa per un nuovo esame. La Corte ha stabilito che, per decidere tra reverse charge e regime del margine, non basta verificare la purezza del metallo, ma è cruciale accertare la natura dei beni: se sono 'beni d'occasione' con una propria funzionalità (es. gioielli rivendibili) si applica il regime del margine; se invece sono materiali destinati alla fusione la cui utilità risiede solo nel metallo prezioso contenuto, si applica il reverse charge.
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Reverse charge oro: quando si applica? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di un'azienda del settore 'compro oro'. L'impresa aveva applicato il regime del reverse charge oro alle cessioni di gioielli usati a una società di affinazione, ma l'Agenzia delle Entrate aveva contestato l'operazione, ritenendo applicabile il regime del margine. La Corte ha confermato che l'applicazione del reverse charge oro richiede la prova, a carico del cedente, che i beni non siano destinati al consumo immediato ma a un processo di trasformazione industriale. In assenza di tale prova, l'applicazione del regime è illegittima.
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Reverse charge oro: quando si applica e l’onere prova
La Cassazione chiarisce i requisiti per l'applicazione del reverse charge oro. Un'operatrice del settore 'compro oro' ha applicato erroneamente il regime del reverse charge alla vendita di gioielli usati a una fonderia. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la contribuente non ha provato la destinazione dei beni alla trasformazione, requisito essenziale insieme alla purezza del metallo. È stato quindi confermato l'obbligo di applicare il regime del margine, con conseguente recupero dell'IVA evasa.
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Reverse charge oro: quando si applica? La Cassazione
Un'impresa del settore "compro oro" ha applicato il reverse charge oro alla vendita di gioielli usati a un'azienda di recupero metalli. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, ritenendo applicabile il regime del margine. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del contribuente, chiarendo che per l'applicazione del reverse charge è fondamentale provare la destinazione del bene alla trasformazione industriale e non al consumo diretto, indipendentemente da chi esegua materialmente la fusione. In assenza di tale prova, il regime corretto è quello del margine.
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Regime del margine: la prova spetta al contribuente
Una società di rivendita auto si è vista contestare l'applicazione del "regime del margine" IVA su veicoli usati acquistati in ambito UE. L'Agenzia Fiscale ha basato la sua contestazione su informazioni ricevute dall'autorità fiscale tedesca. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che la prova dei requisiti per beneficiare del regime del margine spetta sempre al contribuente e che le comunicazioni elettroniche tra le amministrazioni fiscali europee costituiscono valide prove indiziarie.
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Reverse charge oro: Cassazione chiarisce i criteri
La Cassazione ha stabilito che per l'applicazione del reverse charge oro, è decisivo il livello di purezza del metallo (superiore a 325 millesimi) e la sua destinazione a un processo di trasformazione, non al consumo immediato. La Corte ha cassato la decisione di merito che si era basata solo sull'attività commerciale del contribuente, omettendo di verificare le caratteristiche oggettive dei beni ceduti.
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Reverse charge oro: la Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18335/2024, ha chiarito i presupposti per l'applicazione del regime IVA del 'reverse charge oro'. La Corte ha stabilito che, per l'applicazione di questo regime, sono decisivi la purezza del metallo (pari o superiore a 325 millesimi) e la sua destinazione a un processo di trasformazione, non all'immediato consumo. Non è invece rilevante che il cessionario svolga esclusivamente attività di lavorazione industriale. La sentenza di merito è stata cassata per non aver indagato sulle caratteristiche dei beni ceduti.
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Reverse charge IVA: quando si applica per l’oro?
Una società orafa si è vista contestare dall'Agenzia delle Entrate l'applicazione del reverse charge IVA. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che il contribuente non aveva fornito la prova decisiva: dimostrare che l'oro ceduto fosse destinato alla fusione industriale e non alla rivendita diretta al consumatore finale. Per l'applicazione del reverse charge IVA, è fondamentale che il bene non sia per il consumo immediato ma destinato a iniziare un nuovo ciclo economico tramite trasformazione.
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Società di Fatto: conti personali e Fisco, la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28913/2025, ha stabilito un importante principio in materia di accertamenti fiscali nei confronti di una società di fatto. È stato chiarito che i movimenti bancari sui conti correnti personali di uno dei soci si presumono, fino a prova contraria, come ricavi non dichiarati della società stessa. La Suprema Corte ha annullato la decisione di merito che aveva escluso tale presunzione solo perché il socio svolgeva un'altra attività imprenditoriale, ribadendo che l'onere di superare la presunzione legale grava sul contribuente. È stata inoltre sancita l'inammissibilità di richieste formulate tardivamente nel processo tributario.
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Regime del margine e sanzioni: quando si escludono
Una società di rivendita auto si è vista contestare l'applicazione del regime del margine sull'IVA. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 3806/2024, interviene sulla questione delle sanzioni. Viene chiarito che l'intervento delle Sezioni Unite per dirimere una questione giuridica non costituisce di per sé una 'oggettiva condizione di incertezza' tale da giustificare automaticamente l'annullamento delle sanzioni a carico del contribuente. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassando la sentenza che aveva annullato le sanzioni e rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Reverse charge oro: quando si applica? La Cassazione
Una contribuente che opera nel settore 'compro oro' si è vista contestare l'applicazione del regime del reverse charge oro. La Corte di Cassazione ha chiarito che, ai fini dell'applicazione di tale regime, sono decisive la purezza del materiale e la sua destinazione a un nuovo ciclo produttivo, non essendo necessario che il cessionario diretto esegua la trasformazione. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio.
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Regime del margine: quando si applica il forfettario
La Corte di Cassazione ha chiarito le regole di applicazione per il regime del margine IVA nella vendita di opere d'arte. Quando il prezzo di acquisto del bene è ignoto o non provato, si deve obbligatoriamente utilizzare il metodo forfettario, con una base imponibile pari al 60% del prezzo di vendita, e non quello analitico. La Corte ha annullato la decisione del giudice di merito che aveva erroneamente considerato i costi generali d'impresa come sostitutivi del prezzo di acquisto specifico dell'opera.
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