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Redditometro — Anno 2024

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187 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Redditometro

Provvedimenti

Accertamento sintetico: il requisito biennale è cruciale
Un contribuente ha impugnato un accertamento sintetico per l'anno 2008, basato sul "redditometro". La normativa applicabile richiedeva uno scostamento significativo tra reddito dichiarato e accertato per almeno due anni (2008 e 2009). Durante il contenzioso, l'importo accertato è stato ridotto, facendo venir meno lo scostamento per l'anno 2009 al di sotto della soglia legale del 25%. La Corte di Cassazione ha annullato l'accertamento, stabilendo che il requisito dello scostamento biennale deve sussistere per tutta la durata del processo e non solo al momento iniziale dell'atto impositivo.
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Inammissibilità ricorso: l’effetto del condono fiscale
Un contribuente impugna un accertamento basato sul redditometro. Durante il giudizio in Cassazione, aderisce a una definizione agevolata, saldando il debito. La Corte Suprema dichiara l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, poiché la materia del contendere è venuta meno con il pagamento.
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Rinuncia al ricorso: il caso della definizione agevolata
Un contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento basato sul redditometro. Durante il giudizio in Cassazione, ha aderito a una definizione agevolata, saldando il debito. La Corte ha quindi dichiarato la rinuncia al ricorso e la conseguente inammissibilità sopravvenuta, poiché il contribuente non aveva più interesse a proseguire la causa, avendola di fatto risolta.
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Accertamento sintetico: la Cassazione conferma le regole
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un accertamento sintetico basato sul "redditometro" per il periodo d'imposta 2008. La Corte ha ribadito principi consolidati: l'accertamento sintetico si fonda su una presunzione legale relativa, che sposta sul contribuente l'onere di provare la provenienza non imponibile dei fondi. Inoltre, per i tributi non armonizzati come l'IRPEF, non sussiste un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo per gli accertamenti "a tavolino". Infine, è stata esclusa l'applicazione retroattiva delle norme più favorevoli del "nuovo redditometro", in vigore solo dall'anno 2009.
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Redditometro: la Cassazione chiarisce le regole
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione di una corte tributaria regionale che annullava accertamenti fiscali per gli anni 2006-2007 basati sul 'redditometro'. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per gli anni antecedenti alla riforma del 2009, il redditometro costituisce una presunzione legale, non è richiesto un contraddittorio preventivo e si applica il vecchio criterio di ripartizione delle spese patrimoniali (cd. 'spalmatura').
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Redditometro: è presunzione legale, non semplice
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31376/2024, ha stabilito che l'accertamento basato sul redditometro si fonda su una presunzione legale relativa, non su una presunzione semplice. Di conseguenza, l'onere di dimostrare che il reddito presunto non esiste o è inferiore spetta interamente al contribuente. Il caso riguardava un contribuente a cui era stato contestato un maggior reddito per gli anni 2006, 2007 e 2008 sulla base della disponibilità di immobili, auto e un cavallo. La Corte ha cassato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva erroneamente alleggerito l'onere probatorio del contribuente, ribadendo che quest'ultimo deve fornire una prova documentale specifica sull'origine e l'utilizzo di eventuali redditi non imponibili.
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Redditometro e onere della prova: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34455/2024, è intervenuta su un caso di accertamento fiscale basato sul redditometro. Un contribuente si era visto contestare un reddito superiore a quello dichiarato in base a indicatori di spesa come immobili e cavalli. Le corti di merito avevano ridotto l'accertamento, ma con una motivazione giudicata dalla Cassazione confusa e contraddittoria. La Suprema Corte ha annullato la decisione, ribadendo che il redditometro costituisce una presunzione legale relativa: spetta al contribuente fornire la prova contraria, e il giudice ha il dovere di valutare analiticamente tale prova, motivando in modo chiaro e logico la propria decisione quantitativa.
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