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Redditi Diversi

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88 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Compensi sportivi dilettantistici: quando sono esenti?
La Corte di Cassazione ha stabilito che i compensi sportivi dilettantistici non sono automaticamente esenti da contributi previdenziali. Se l'attività dell'istruttore è svolta con carattere di professionalità, abitualità e prevalenza, anche se non in via esclusiva, i compensi sono soggetti a contribuzione. La Corte ha rigettato il ricorso di una società sportiva, confermando che la mera affiliazione al CONI non è sufficiente e che l'onere di provare la natura non professionale della prestazione spetta alla società stessa.
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Accertamenti bancari: costi presuntivi per autonomi
Un lavoratore autonomo, istruttore di volo, ha subito un avviso di accertamento per IRPEF e IVA basato su versamenti bancari non dichiarati. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12538/2025, ha confermato che la sua attività rientra nel lavoro autonomo. Tuttavia, ha stabilito un principio fondamentale sugli accertamenti bancari: anche in assenza di prove documentali specifiche, al contribuente deve essere riconosciuta una deduzione forfettaria per i costi sostenuti per produrre i ricavi presunti. La sentenza precedente è stata cassata con rinvio per la quantificazione di tali costi.
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Esenzione contributi ASD: iscrizione CONI non basta
Una società sportiva dilettantistica (ASD) si era opposta a una richiesta di contributi previdenziali per i propri istruttori, sostenendo di aver diritto all'esenzione fiscale e contributiva prevista per i compensi sportivi dilettantistici. Le corti di primo e secondo grado le avevano dato ragione, considerando l'iscrizione al registro CONI come prova sufficiente della natura dilettantistica dell'attività. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione e la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. La Suprema Corte ha stabilito che l'iscrizione al CONI non è di per sé sufficiente a garantire l'esenzione. È necessario un accertamento concreto che verifichi l'effettiva natura non professionale e non lucrativa dell'attività svolta, e l'onere di fornire tale prova spetta alla società sportiva.
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Redditi da capitale: la Cassazione rinvia la decisione
Un ex socio unico riceve un ingente risarcimento danni spettante alla sua società, ormai estinta. Il Fisco qualifica le somme come redditi da capitale, mentre il contribuente le considera redditi diversi. La Corte di Cassazione, data la complessità e novità della questione sulla corretta qualificazione dei redditi da capitale, rinvia la causa a pubblica udienza per un esame approfondito.
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Contribuzione società dilettantistica: i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6263/2025, affronta il tema della contribuzione per società dilettantistica. Viene respinto il ricorso di un'associazione sportiva sulla qualificazione di alcuni rapporti come subordinati, ma accolto quello dell'ente previdenziale. La Corte chiarisce che l'esenzione fiscale per i compensi sportivi non si applica automaticamente ai contributi se l'attività degli istruttori ha carattere professionale, richiedendo una valutazione nel merito che la Corte d'Appello aveva omesso.
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Tassazione proventi illeciti: il Fisco vince
Un contribuente ricorre contro un avviso di accertamento basato su redditi da attività illecita. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando la piena legittimità della tassazione proventi illeciti. L'ordinanza chiarisce che l'Amministrazione Finanziaria può utilizzare sia metodi di accertamento analitici che induttivi e ribadisce l'applicazione del principio processuale della "doppia conforme" che preclude l'esame nel merito.
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Redditi diversi: la Cassazione e l’attività occasionale
Una contribuente chiedeva il rimborso delle imposte pagate sugli interessi derivanti da un contratto preliminare, sostenendo fossero non tassabili. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha stabilito che per qualificare un'entrata come 'redditi diversi' derivanti da attività commerciale occasionale, non è sufficiente che il soggetto sia un privato. È necessario verificare concretamente se l'attività sia abituale o meno, annullando la decisione precedente che aveva erroneamente equiparato lo status di privato all'occasionalità dell'operazione.
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Contributi istruttori sportivi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso dei contributi previdenziali per gli istruttori di una società sportiva dilettantistica. L'ordinanza chiarisce che l'esenzione dall'obbligo contributivo non è automatica ma richiede una verifica concreta della natura non professionale dell'attività svolta dall'istruttore. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, che aveva concesso l'esenzione senza questo accertamento, rinviando la causa per una nuova valutazione dei fatti.
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