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Recidiva Spaccio

7 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Recidiva spaccio: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio ha presentato ricorso in Cassazione contestando l'applicazione della recidiva e la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando come la recidiva spaccio fosse stata correttamente valutata quale indice di maggiore pericolosità sociale. Il ricorso è stato respinto per la sua genericità e per l'assenza di una critica puntuale alle motivazioni della Corte d'Appello.
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Recidiva spaccio: quando il reato non è lieve entità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due soggetti condannati per detenzione di un ingente quantitativo di marijuana. La Corte conferma che la notevole quantità di stupefacente e la specifica recidiva spaccio di uno degli imputati, con precedenti gravi e recenti, escludono l'ipotesi di reato di lieve entità e giustificano la condanna.
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Recidiva spaccio: quando è motivata la pena più grave
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La Corte ha confermato la legittimità dell'applicazione dell'aggravante della recidiva spaccio, ritenendo che i giudici di merito avessero adeguatamente motivato la decisione sulla base dei numerosi precedenti specifici e della chiara propensione a delinquere del soggetto, rendendo la sanzione più severa pienamente giustificata.
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Recidiva spaccio: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sulla corretta applicazione dell'aggravante della recidiva spaccio da parte dei giudici di merito, la cui motivazione, basata sui numerosi precedenti specifici e sulla persistenza della condotta criminale, è stata ritenuta logica e non sindacabile in sede di legittimità.
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Recidiva spaccio: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per spaccio di eroina. La decisione conferma che in casi di recidiva spaccio, i precedenti penali specifici e la condotta generale del reo, come la resistenza a pubblico ufficiale, giustificano l'esclusione delle circostanze attenuanti e l'applicazione della recidiva, delineando una consolidata inclinazione a delinquere.
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Recidiva spaccio: Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti, il quale contestava l'applicazione della recidiva. La Corte ha stabilito che la motivazione della Corte d'Appello era corretta, poiché non si era limitata a elencare i precedenti penali, ma aveva considerato la loro vicinanza temporale al nuovo reato. Tale circostanza, secondo i giudici, dimostra una consolidata propensione al crimine e una rinnovata pericolosità sociale, giustificando pienamente l'aggravante della recidiva spaccio.
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Recidiva spaccio: la Cassazione e la pericolosità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio di stupefacenti. L'imputato sosteneva l'uso personale e contestava l'applicazione dell'aumento di pena per la recidiva. La Corte ha ritenuto le motivazioni infondate, evidenziando come la quantità di droga, il denaro rinvenuto e i numerosi precedenti specifici e non, dimostrassero chiaramente sia la finalità di spaccio sia la pericolosità sociale del soggetto, giustificando la valutazione sulla recidiva spaccio.
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